Un altro lutto ha colpito la boxe mondiale: Angelo Dundee forse il più grande allenatore e uomo d’angolo è morto serenamente all’età di 90 anni. Le sue origini erano  italiane e il suo vero nome e cognome  per l’anagrafe era  Angelo Mirena. Una vita dedicata alla boxe insieme al fratello Chris che fu un grande organizzatore. La sua fama è legata principalmente al nome di Cassius Clay-Mouhamed Alì con il quale formò un incredibile sodalizio. Angelo fu il primo a intravvedere le qualità di Clay, ancor prima che vincesse le Olimpiadi romane. Era al suo angolo quando Clay nel 1964 diventerà campione del mondo battendo Sonny Liston, e sarà sempre al suo angolo quando Mouhamed Alì verrà sconfitto da Larry Holmes, suo ex sparring, perdendo il titolo mondiale nel 1980.

Una cavalcata leggendaria durata vent’anni tra due grandi personaggi. Nessun uomo d’angolo fu così determinante come Dundee, paterno, amico, psicologo ma anche fustigatore al momento giusto. Alcuni incontri di Clay-Alì portano inconfondibile il marchio della sua bravura e intelligenza: impossibile non ricordare l’impresa di Kinshasa contro Foreman e quella di Manila contro Frazier. Anzi a proposito di Foreman c’era lui all’angolo di Big George quando questi nel 1994 all’età di 45 anni tornò ad essere campione del mondo battendo prima de limite Michael Moore. In quello stesso anno fu introdotto nell’ International Boxing Hall of Fame.
Insegnò sempre ad usare il cervello prima dei pugni, uno slogan che venne ripreso dai più bravi. Altra sua creatura fu Ray Sugar Leonard,un altro fuoriclasse che seguì sempre i suoi consigli ribaltando situazioni sfavorevoli. La vicinanza di Dundee con Leonard fu fondamentale nei famosi match disputati contro Thomas Hearns e Marvin Hagler. Angelo Dundee fu all’angolo di ben 15 campioni del mondo. Basta ricordare oltre ad Alì e Leonard, nomi famosi come Carmen Basilio, Ralph Dupas, Luis Rodriguez, Willie Pastrano, Josè Napoles, Pinklon Thomas, Trevor Berbick,Jimmy Ellis, Wilfredo Gomez, Sugar Ramos e quell Michael Nunn, che fu campione del mondo e che avrebbe potuto essere il più grande, ma che finì per anni in carcere per traffico di droga.
Anche quando decise, per limiti d’età, di ritirarsi fu chiamato in causa a più riprese come consulente. Così avvenne al fianco di Russell Crowe, quando l’attore interpretò la parte di James Braddock nel film “Cinderella men”. Quando lo stesso Oscar De La Hoya lo volle a suo fianco per preparare il match contro Manny Pacquiao. Parliamo del 2008 e pur con la sua incredibile età ha dato sempre, parlando di boxe, l’impressione di vederlo all’angolo, pronto a consigliare e a incitare per ribaltare qualsiasi situazione.    

 

Di Alfredo

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