Poster con Tommasone - Copia come oggetto avanzato-1Il programma del “Campionato mondiale per la pace WBC” che si svolgerà a Roma venerdì 23 febbraio presso il Palazzetto dello Sport (in Piazza Apollodoro 10), con inizio alle 19.00, si arricchisce con un pugile di alto livello: si tratta del peso piuma Carmine Tommasone, appena entrato a far parte della scuderia di Salvatore Cherchi. Carmine combatterà sulla distanza delle sei riprese, contro un avversario da stabilire.

Invariato il resto del programma: nel clou Emiliano Marsili sfiderà Victor Betancourt sulla distanza delle dodici riprese, la stessa prevista per i titoli mondiali. Alessandro Goddi affronterà il polacco Kamil Szeremeta per il vacante titolo europeo dei pesi medi, sempre sulle dodici riprese. In apertura, altri cinque incontri sulla distanza delle sei riprese. Ne saranno  protagonisti il peso piuma Giovanni Tagliola, il peso leggero venezuelano Samuel Gonzalez, i pesi supermedi Andrea Di Luisa ed Ivan Zucco e l’ex campione d’Europa dei pesi superpiuma Devis Boschiero. I loro avversari saranno annunciati nei prossimi giorni.

Nato ad Avellino il 30 marzo 1984, alto 168 centimetri, Carmine ha debuttato in qualità di professionista nel giugno 2010 ed ha ottenuto 17 vittorie consecutive, 5 prima del limite, diventando campione d’Italia, campione dell’Unione Europea e campione intercontinentale dei pesi piuma WBA (due volte). Tra ottobre 2014 e settembre 2015 ha avuto il suo periodo migliore vincendo quattro combattimenti titolati. Nel 2016 è salito sul ring solo una volta, come nel 2017. Adesso Carmine vuole riprendere a pieno ritmo la sua carriera professionistica. Il match del 23 febbraio sarà solo il primo di una lunga serie.

Carmine, per quale ragione sei stato quasi inattivo negli ultimi due anni?

“Nel 2016, per la prima volta nella storia, ai pugili professionisti è stato permesso di partecipare alle selezioni olimpiche ed ho voluto cogliere quest’opportunità. Disputare le Olimpiadi per me era molto importante perché pratico la boxe da quando avevo dieci anni ed ho avuto una lunga carriera dilettantistica disputando oltre 100 incontri e diventando tre volte campione d’Italia (da cadetto, da juniores e da adulto agli assoluti). Ho raggiunto quattro volte la finale degli assoluti, ma l’ho vinta solo una volta. Nell’estate 2016 ho preso parte al torneo di qualificazione olimpico ed ho vinto. Sono stato il primo pugile professionista italiano a combattere alle Olimpiadi, a Rio De Janeiro in Brasile.  Nel primo turno ho battuto un messicano, nel secondo turno ho perso contro il cubano Lazaro Alvarez. Come disse Patrizio Oliva, che commentava il pugilato per la Rai, sono uscito a testa alta contro un fuoriclasse che ha vinto per tre volte il campionato del mondo dilettantistico e per due volte la medaglia di bronzo alle Olimpiadi (nel 2012 e nel 2016). Patrizio è anche venuto a complimentarsi con me e mi ha voluto accanto a sè per una telecronaca. Ricevere i complimenti di un campione olimpico e mondiale come Patrizio, mi ha fatto molto piacere. Nel 2017 ho combattuto solo una volta semplicemente perché non mi hanno offerto altri match.”

Perché sei passato con la scuderia Cherchi?

“Perché Salvatore ed i figli Christian e Alessandro mi hanno fatto una proposta convincente sotto ogni punto di vista. Io voglio combattere spesso, voglio vincere un titolo importante e difenderlo. Salvatore Cherchi è in grado di farmi raggiungere quest’obiettivo. Grazie ai contatti internazionali di Salvatore, Emanuele Blandamura combatterà per il titolo mondiale dei pesi medi in Giappone e Carlos Takam ha da poco combattuto per il mondiale dei pesi massimi in Galles. Vorrei poter fare lo stesso.”

Chi è stato l’avversario più difficile della tua carriera?

“Mario Pisanti, che ho battuto per il titolo italiano dei pesi piuma il 31 ottobre 2014 a Rezzato. Era la prima volta che combattevo per un titolo professionistico ed ero molto emozionato. Al primo round, Pisanti mi ha centrato al volto e sono finito al tappeto. Mi sono rialzato subito, ma l’atterramento mi ha condizionato ed ho perso anche la seconda ripresa in cui, tra l’altro, Pisanti mi ha ferito con una testata. Mi sono ripreso ed ho prevalso ai punti (96-93, 95-94 e 95-95).”

Come ti stai preparando per il match del 23 febbraio?

“Mi alleno a Contrada, il paese in cui vivo, a pochi chilometri da Avellino. La mia squadra è composta dal maestro Michele Ficariello della Contrada Boxing, dalla nutrizionista Antonia Califano e dall’esperto di pesistica Domenico Santorè. Credo molto nell’utilità dei pesi per raggiungere e mantenere la forma fisica, anche se so bene che nell’ambiente della boxe sono in molti a pensare che i pesi siano inutili. Mi aiuta molto anche la nutrizionista perché durante l’anno peso cinque o sei chili in più rispetto al limite dei pesi piuma (57 kg) e devo perderli gradualmente.  Non conosco ancora il nome del mio avversario, ma non è importante. Conta solo che io sia al top della forma la sera del match.”

Di Alfredo

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