di Giuliano Orlando

Per colpa di quest’infame Covid 19, l’edizione 2020 degli assoluti élite di boxe ha trovato collocazione ad Avellino solo a fine gennaio 2021. Non era mai accaduto nelle precedenti 97 edizioni maschili come nelle 18 femminili. Rassegna con troppe assenze, record negativo (solo 117 maschi 50 donne), a deprimento della qualità, compensata da qualche nome nuovo. La prima volta ad Avellino, circa 60.000 abitanti, nell’entroterra campano, cittadina ricca di impianti sportivi, un centro storico elegante, nonostante i molti palazzi in attesa di ristrutturazione dal terremoto dell’Irpinia del 23 novembre 1980. Dopo oltre quarant’anni, tra inchieste (mani pulite) e burocrazia, inquisiti nomi notissimi compresi alcuni ministri nativi in zona, questi scheletri grigi, specchiano un passato che stenta a scomparire. In compenso è impensabile non degustare un caffè alla “Vecchia Napoli”, attiva dal 1988, grazie al signor Domenico Moschella, nel cuore di una città, che aspetta da decenni si completi l’elettrificazione del tratto, per portare i treni a lunga percorrenza ad Avellino, unico Capoluogo di Provincia escluso. Rassegna a porte chiuse, allestita dalla New Boxe di Avellino e dalla Pugilistica di Montuoro, fondata da Agostino Cardamone, gloria campana, campione d’Italia e d’Europa, campione WBU e sfidante al mondiale WBC nel 1995, apparso in ottima forma, ora ottimo maestro e grande esempio per i suoi allievi. Pur nel rispetto di tutte le normative, dalla distanza ai tamponi, non è certo mancato l’agonismo al Pala Del Monte da parte degli atleti. Nel settore femminile la carabiniera piacentina Roberta Bonatti, onora il bronzo europeo 2019, conquistando il quarto alloro nei 48 kg., a spese della campana Giovanna Marchese in finale, dopo una sfida più equilibrata del 2019. Buono il livello tecnico, con Giovanna che ottiene la preferenza nel primo round, grazie ai colpi lunghi. Roberta si sveglia nelle altre due, con bella scelta di tempo e fa suo il titolo. Si conferma Olena Savchuk nei 51, con facilità, vista la concorrenza. L’abruzzese nata in Ucraina, allieva della premiata Amedeo Sauli di Civitello Rovero nell’aquilano, bissa il tricolore 2019, battendo con sicurezza l’inedita milanese Valentina Azzini, non più verde (35 anni), prima partecipazione, che si è difesa con dignità e orgoglio. Tornata la Lamagna nei 54 kg. facendo prevalere l’indubbio talento. La mancina biellese, dopo gli europei 2019 a Madrid, ha superato la delusione, ritrovando la condizione che la conferma la migliore della categoria. La giovane Sharon Prisco (19 anni), ha provato a vincere, ma al momento non c’è nulla fare. Giulia possiede la capacità di colpire da ogni posizione e mettersi fuori distanza della rivale. Buone prove delle laziali Bianca Voglino e Cristina Garganese. Per Sirine Charaabi,21 anni, famiglia algerina, universitaria a Napoli facoltà lingue (arabo e francese), allieva del maestro Antonio Perugino a S. Prisco nel casertano, arriva il primo titolo, inseguito da tre stagioni. Ha vinto sul filo del punto contro Daniela Panait, romena di 39 anni, guida turistica a Torino, dove vive dal 2012, a sua volta terza nel 2017, seconda nelle ultime tre edizioni. Nei 60 kg. la Lombardia, mantiene il tricolore, succedendo alla milanese Rebecca Nicoli, in bacino di carenaggio. Ha vinto con merito l’esuberante Valentina Bustamante, papà cileno e mamma bergamasca, scoperta dal maestro Lampugnani di Pavia, che l’ha fatta crescere fino allo scudetto, dopo una stagione superlativa, con podi in Svezia, Portogallo e Olanda. Non è stato facile superare l’abruzzese-marocchina Nadia Flalhi, già tricolore 2018, che ha una completezza tecnica superiore, messa in affanno da una rivale che fa della continuità l’arma vincente. Se migliora in difesa, avrà opportunità anche in azzurro. Prima volta per l’emiliana di colore Pamela Noutcho (Bolognina Boxe) nei 64, molto migliorata dal 2019, ha imposto il ritmo offensivo sulle rivali fino al titolo tricolore. Bis emiliano nei 69 kg., con Jessica Altadonna, personaggio di grande spicco, genitori siciliani, residente a Piacenza, allenata dal maestro Nicola Campanile, laureata in psicologia a Parma, studia per il dottorato, unica seconda serie a centrare il tricolore élite. Ha battuto la più esperta veneta Gomiero, sul podio in passato, troppo nervosa per trovare le contromisure, di fronte ad un’avversaria che ha boxato in linea trovando la chiave per la vittoria. Facile per la marchigiana-campana Carlotta Paoletti nei 75 kg. centrare il terzo alloro. La veneta Oxana Diulgherm  allieva della Boxe El Guiro di Vicenza, dove operano maestri cubani, si è confermata atleta forte e coraggiosa, ma senza esperienza e una preparazione condizionata dalla pandemia. A sorpresa il titolo degli 81 kg. assente Flavia Severin, è andato alla genovese di Voltri, (parte ovest della metropoli), Sara Stirpe 25 anni, inedita con soli 20 incontri, uno solo nel 2019, che ha lasciato al fratello Simone la conduzione del bar, per l’avventura di Avellino, tornando a casa con lo scudetto. Nella finale ha superato la più esperta emiliana Giada Epifani, prima presenza nel 2013, tre argenti e un bronzo. Dice la Stirpe “Sono entrata in palestra per calmare i bollori di un carattere troppo vivace. Non finirò mai di ringraziare il maestro Simone Rossetto, che grazie alla boxe, mi ha fatto scoprire la parte migliore che tenevo nascosta, facendomi crescere ad ogni livello. Il titolo? La più bella sorpresa della mia vita”. 

Per il settore maschile edizione in chiaro-scuro. Nei 49 kg. assente Federico Serra, torna il pugliese Nicola Cordella e cancella il sogno del toscano Leo Esposito, che deve accontentarsi ancora dell’argento. Sta crescendo bene Patrik Cappai, figlio e fratello d’arte. Con papà Fabrizio all’angolo, il mancino cagliaritano (20 anni), bissa il successo del 2019 nei 52 kg., superando tutti gli avversari con bella personalità, offrendo boxe di qualità. In finale il lombardo del San Salvador, Alberto Leon, ha potuto solo difendersi. Dopo cinque argenti, tra jr., youth ed élite, il grossetano Halit Erylmaz, genitori turchi, centra l’oro nei 56 kg. dopo una battaglia tosta contro il lombardo Civiello, al primo esame élite. La Toscana tra gli uomini non vinceva il tricolore dal 1980 con Pieri nei superwelter. Scontro tra siciliani nei leggeri e vittoria a sorpresa di Francesco Iozia, lunga milizia nelle giovanili, sul più esperto Giuseppe Canonico, dall’ottima impostazione, che non riesce a dare l’impronta finale. Nei 64 kg., Paolo Di Lernia, della scuola di Marcianise, assente dal 2015, ha centrato il secondo oro, battendo largamente in finale il giovane sardo Ara, che ripete l’argento 2019. Conferma importante nei 69 kg., per il pugliese Malanga, di stanza a Roma, col tecnico D’Alessandri, che chiude la strada al volonteroso Amedeo Sauli (Fiamme Azzurre), abruzzese che ha tentato invano di scavalcare l’ostacolo. In semifinale pur sconfitto, Salvatore Cavallaro (19 anni), cugino del più titolato omonimo, ha lasciato ottima impressione e alla prossima occasione potrebbe essere il nome nuovo nei medi. Dove proprio Salvatore Cavallaro, (25 anni) per la prima volta agli assoluti, coglie lo scudetto senza troppi sforzi, anche se in finale trova il romano Manfredi, prossimo biologo, che gli rende la vita discretamente difficile, pagando la scarsa esperienza, ma mostrando molto vigore. Negli 81 kg. la piacevole sorpresa di Luca Iovoli, mancino abruzzese, 20 anni, vincitore prima del pugliese Antonaci testa di serie n. 1, e in finale del battagliero Vincenzo Lizzi, tornato sul ring, dopo incidenti vari, molto migliorato, ma non tanto da battere il collega d’armi. Sia pure per poco. Prima volta anche per Abbes Mouhiddine nei 91 kg. 22 anni, tornato alla sua boxe naturale, dopo le forzature che l’avevano condizionato nel rendimento. Ha battuto nettamente il forte Kogasso, congolese di stanza a Voghera, sotto la guida del maestro Gigliotti e il marchigiano Seghetti in finale con largo margine, confermandosi il migliore in assoluto della categoria. In attesa di tornare in azzurro, come merita. Clemente Russo, 38 anni, centra l’ottavo tricolore e non il sesto come pubblicato dalla Gazzetta dello Sport, e pensa di poter dire la sua per i Giochi di Tokyo, centrando la quinta presenza alle Olimpiadi. In finale è stato indicato dai giudici, migliore del mancino toscano Girolamo, campione uscente. Si chiudono questi assoluti con i militari delle varie forze, dominare il settore maschile con quattro titoli, i restanti sei a Puglie, Sardegna, Toscana, Sicilia, Lazio e Abruzzo. Tra le donne, assenti tutte le migliori delle FFOO, salva il bilancio la carabiniera Bonatti, la Campania e l’Emilia vincono due titoli a testa, il resto a Piemonte, Abruzzi, Emilia, Liguria e Lombardia.  

Di Alfredo

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