MONTALTO DI CASTRO, 22. 02. 2013 – (Al. Br.)-  La cittadina “tirrenica” ha scippato per una sera alle limitrofe Civitavecchia, Tarquinia, Santa Marinella, Viterbo, lo scettro di regina del main event pugilistico. Il patrocinio del Comune di Montalto è stato dato di slancio da parte del sindaco Sergio Caci, il vicesindaco Luca Benni e il consigliere con delega allo sport Emanuele Litardi, ospiti d’onore in un palazzetto gremito e festante. Presentare una manifestazione con un
titolo dell’ Unione Europea e altri 5 match tra professionisti, ai quali uniamo un’introduzione al K1 e un incontro dilettantistico in rosa, non è da tutti, e il merito va senz’altro agli organizzatori: la A&B Events e la Body Boxe con l’appoggio incondizionato della OPI 2000 e la collaborazione della Lega Pro Boxe con la diretta su Sport Italia 2, commentata da Alessandro Duran e Fabio Panchetti.
Il match clou è quello che ha concluso la manifestazione con la “partecipazione” straordinaria di Gianluca Branco (+47 -3 =1, 23 ko), 42 anni segnati all’ Anagrafe, che riescono a mascherare a malapena i 20 anni di baldanza giovanile con cui è stato condotto il match dalla prima alla 12ma ripresa. Il polacco Lukasz Maciec (+17 -2 =1, 3 ko), un giovane di 23 anni, si è dovuto inchinare non solo di fronte alla classe superiore del campione ma anche di fronte alla sua maggiore “freschezza” atletica. Le dodici riprese si sono svolte a ritmo sostenuto dove il sinistro di Gianluca ha governato il match senza sbavature su un avversario solido, che a tratti ha provato la reazione improvvisa e rabbiosa, quasi sempre “ingabbiata” dalla classe del civitavecchiese che aveva all’angolo Franco Cherchi e il fratello Silvio. Nelle prime riprese il jab sinistro di Branco è stata un’ arma di disturbo e offesa che ha tenuto l’avversario a debita distanza, impreziosita nel terzo round da una veloce serie a due mani al volto. Una testata mette in allarme l’angolo di Branco ma solo per una frazione, perché non ci sono danni. Maciec nel sesto prova a forzare i tempi di quello che sembra un match a senso unico, Branco incassa, risponde e provoca. Nell’ ottavo round il campione saltella e gira attorno al ring, una prova di più per mettere a fuoco la sua padronanza e l’ottima condizione fisica. Maciec forse fa suo il round grazie a tre colpi isolati che vanno a segno, un fuoco di paglia rientrato grazie al finale del civitavecchiese. Nel decimo round l’azione di Branco si fa più incisiva e Maciec comincia a sentire la fatica. Una pausa nell’undicesimo round per un finale pirotecnico da parte di un Branco scatenato. Dubbi non ce ne possono essere come testimoniano i cartellini di Arnold Golger (118-110), Ernest Salzgeber (116-112)  e Jerome Lades (118-110). Gianluca Branco conserva il Titolo dell’ Unione Europea e forse è anche il caso di riprendere quella famosa trattativa iniziata qualche mese fa con Leonard Bundu, se questi difenderà vittoriosamente lo scettro europeo a Roma.
La serata di Montalto meritava una visione particolare non solo per il titolo di Branco, ma anche per il rientro di Simona Galassi (+18 -2 =1, 4 ko) dopo la pesante sconfitta subita ad opera di Renata Szebeledi. La Tigre di Romagna affrontava un’altra ungherese, Gabriella Vicze, che aveva il classico record da collaudatrice con molte sconfitte, qualcuna prima del limite. Nessuna delle due pugili ha voluto, detto impropriamente, venir meno al proprio ruolo. Simona non ha fatto sconti alla malcapitata avversaria ed è partita in tromba dopo il cinque con il suo nuovo allenatore Alessandro Duran, in un doppio ruolo insieme a quello di commentatore televisivo. Il sinistro della “Regina” trova con facilità la strada al volto in una stretta fessura lasciata aperta dall’avversaria, ma c’è una variante con colpi mozzafiato al corpo che costringono l’arbitro Bianco a raccomandarsi di non colpire basso. La Vicze non può trattenere smorfie di dolore: nel primo round sul finire viene contata, il secondo per lei, che sanguina dal naso, diventa un calvario e il terzo non lo inizia neanche perché fa capire che ne ha abbastanza. Simona Galassi è tornata…per il ritiro c’è tempo, per lei la vita pugilistica può ricominciare a 40 anni.
In apertura abbiamo rivisto il mediomassimo Alessandro Sinacore (+ 3 ko) con due martelli al posto delle mani. Lo slovacco Patrik Palik ha retto bene per due round, replicando alle mazzate del romano in guardia destra. Nel terzo round una combinazione al corpo e al volto sgretola la resistenza di Palik che sbarella paurosamente e bene ha fatto l’arbitro Marzuoli a decretare il kot. Andrea Pesce, superwelter, non fa onore al suo soprannome “Thunder”, ma ha un grande coraggio che lo sostiene nella sfida con Felice Moncelli, un giovane pugliese votato all’attacco senza dare respiro all’avversario. Pesce ha incassato un buona quantità di colpi, ha cercato varie soluzioni per arginare la continua azione arrembante di un avversario, che sembra ricalcare le orme del classico fighter americano. Per Pesce una sconfitta senza discussioni, ma un buon numero di applausi. La serata ha registrato anche il gradito ritorno, dopo un anno e mezzo, per Carel Sandon (+15 -1, 5 ko). Il Puma delle Marche stava quasi per risolvere prima del limite la pratica costituita dal veterano ungherese Zoltan Horvath allo scadere del primo tempo, con un perfetto gancio che imbambolava l’avversario, il quale riusciva a stare a malapena in equilibrio, salvato dal suono del gong. Horvath nell’intervallo smaltiva il colpo e Carel era costretto a disputare per intero i sei round, stuzzicato  di tanto in tanto dal mai domo ungherese. Senz’altro positiva la prova dell’allievo di Patrizio Kalambay con qualche scoria dovuta al lungo periodo di inattività. Emanuele Blandamura (+ 19), in attesa di disputare il titolo italiano dei medi, e per come stanno le cose con una visione europea, affrontava Zoltan Surman, altro ungherese portato da Giuseppe Lauri. Inizialmente Blandamura parte da lontano con colpi che sembrano essere calamitati dai guantoni e dalle braccia dell’avversario. La sua sembrerebbe un’esibizione fino a quando un improvvisa accelerazione nel terzo round mettono a nudo le sue non indifferenti doti, il volto di Surman diventa una maschera di sangue. Surman non vede più i colpi che implacabili gli piovono addosso, troppo sangue e l’intervento del dottor Polce è perentorio alla quarta ripresa che diventa l’ultima per l’ungherese.
Durante la serata c’è stato anche spazio per un match dilettantistico disputato dalle donne. Ilenia Pappafava (Pol. Libertas Paris 88 Libertas) non dava tregua a Loredana Massimiani (Boxe Avezzano) costringendola alle corde con lunghe serie di colpi dritti. L’abruzzese comunque rispondeva per le rime con colpi d’incontro precisi. Successo per la Pappafava, che si conferma dopo la bella prova al Torneo di Roseto.
La serata veniva aperta, cronometro alla mano, dal Superfight Internazionale K1 Rules disputato da Azzurra Proietti e la francese Jennifer Colomb. Un vero e proprio festival di cazzotti, ginocchiate allo stomaco, calci, con la nostra Azzurra, meno potente della quotata avversaria, ridotta in breve tempo ad una maschera di sangue, provvidenziale lo stop decretato dal medico nel secondo tempo. 
RISULTATI
MEDIOMASSIMI:  ALESSANDRO SINACORE b.  PATRIK PALIK KOT 3.
 SUPERWELTER:  FELICE MONCELLI b. ANDREA PESCE a.p. 6.
LEGGERI: CAREL SANDON  b.  ZOLTAN HORVATH a.p. 6.
MOSCA: SIMONA GALASSI  b. GABRIELLA VICZE KOT 3.
MEDI: EMANUELE “SIOUX” BLANDAMURA b. ZOLTAN SURMAN KOTC 4.
CAMPIONATO UNIONE EUROPEA PESI WELTER – 12 ROUNDS
GIANLUCA BRANCO  b.  LUKASZ MACIEC 17-1-1 (3 KO) a.p.
CAMPIONATO UNIONE EUROPEA PESI WELTER
Arbitro: Fabian Guggenheim (Svizzera).
Giudici: Arnold Golger (Germania), Ernst Salzgeber (Austria), Jerome Lades (Francia)
Supervisore: Enza Jacoponi.
Commissario di Riunione: Rolando Barrovecchio.
Arbitri/Giudici: Marco Marzuoli, Massimiliano Bianco, Massimo Montanini.
Medico: dott. Emiliano Bonanni, dott. Italo Polce.

Foto di Renata Romagnoli

Di Alfredo

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