di Alfredo Bruno

locandina_42x60h_piccola.jpgLeggere i commenti del giorno dopo su Emanuele Della Rosa può anche essere divertente nel vedere le acrobazie che tecnici e giornalisti fanno nei suoi confronti. Il suo match di giovedì 14 non ha fatto eccezione a questa regola. Il simpatico pugile di Fiumicino ha ottenuto la 15ma vittoria (8 per ko) ai danni del campione belga Kobe Vandekerkhove (+10 -5 =1, 5 ko) battendolo ai punti in 10 riprese.

Il match di fronte a un numeroso pubblico (circa 2.000 spettatori dentro il nuovo Palazzetto di Fiumicino) è stato una fedele fotocopia dei precedenti effettuati da Emanuele, che sembra essere diventato una sorta di “dottor Jeckyll e Mister Hyde” dell’era moderna. Dottor Jeckyll quando in palestra dimostra di saperci fare seguendo i consigli del maestro Sordini e dimostrando una buona predisposizione in fase tecnica; diventa invece Mister Hyde quando sale sul ring. La tecnica va a farsi friggere per lasciare posto ad un’incredibile carica agonistica che viaggia sull’orlo di una squalifica che per ora non è mai arrivata.

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 Emanuele ha un fisico d’acciaio, perfetto come muscolatura, frutto dei suoi costanti allenamenti ai quali lui e il fratello Enrico non si sottraggono nonostante abbiano responsabilità imprenditoriali con due forni per il pane bene avviati. Sul ring esplica la sua prestanza fisica, la parola più appropriata è combattimento, più che match, più che incontro, due parole che non spiegano bene quello che accade ripresa dopo ripresa. Vincere 15 match di fila non è una casualità. E se inconsciamente avesse ragione lui? Facendo così ha costretto avversari molto più tecnici e forse più bravi di lui ad accettare la bagarre con conseguenze a loro sfavorevoli. E’ vero lo abbiamo anche visto rischiare di finire a gambe levate contro Seraille e Langella, ma in qualche modo ha recuperato e vinto. Ha costretto al logorio fisico pugili quotati come Mitic e Yentour e li ha sconfitti. Per certi versi ricorda Giulio Rinaldi. Il pugile di Anzio dotato di forza fisica incredibile per un decennio è stato il dominatore del Palasport romano negli anni ’60, pur facendo storcere la bocca agli esteti, ma avendo il minimo comun denominatore di vincere senza guardare chi avesse di fronte.
La serata di Fiumicino si è avvalsa della buona organizzazione della Loreni Olab e della Sordini Boxe. Il match clou è stato preceduto da altri due che hanno visto Emanuele Blandamura (+ 6) mettere in cantiere un nuovo successo, stavolta ai punti, su Armend Tatari; mentre Marco Paolini, grande passione e grinta, ha ceduto ai punti contro il bravo welter Abdelouahed Ben Lelly.

 

Di Alfredo

2 pensiero su “Per Della Rosa 15ma vittoria”
  1. Emanuele della rosa è un ottimo atleta ma a mio parere bisogna riconoscergli più di qualche imprecisione a livello tecnico come per esempio quando smanaccia trppo e invece di ganci sembrano schiaffi ma comunque per il resto lo trovo molto bravo e con molti margini di miglioramento blandamura 6 un grande il match e stato bellissimo che intensità complimenti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. della rosa è senza dubbio un pugile pieno di risorse energetiche toglie il fiato come pochi, gli si può notare qualche imperfezione tecnico-tattica ma tutti noi ci augriamo che possa crescere e dare belle soddisfazioni all’Italia un “inbocca al lpo” per blandamura farà strada!

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