Per molti forse il nome di Rocky Castellani vuol dire poco o niente. Eppure subito dopo la guerra e negli anni ’50 fu uno dei migliori medi in circolazione sui ring americani, per giunta in un periodo d’oro, pullulante di “fuoriclasse”, se vogliamo utilizzare un metro che rende bene l’idea. Il cognome tradisce le sue origini italiane essendo nato da genitori emigranti in cerca di “fortuna”. Il suo nome all’anagrafe era Attilio, come il padre, e per non confonderlo adotto il più semplice “Rocky”, molto prima che nascesse la serie cinematografica. Lui era nato in una piccola cittadina della Pennsylvania, Luzerne, come la città Svizzera. Nacque il 6 maggio 1926, ma ancora bambino perse la madre Rosa Isopi. Il giovane si arruolò con onore nella marina e ben presto cominciò a frequentare le palestre di boxe, all’epoca sempre affollate. Fece il suo esordio tra i pro nel 1945, appena diciottenne. Piacque subito il suo modo di combattere, il suo coraggio e la sua aggressività, alternando la boxe all’arruolamento in marina dove si fece onore nella battaglia di Iwo Jima. Passò di successo in successo, seguito con attenzione dalla stampa americana. Il 9 settembre 1949 affrontò, un mostro sacro come il cubano Kid Gavilan. Andò due volte al tappeto, ma si rialzò e riprese a combattere con decisione sorprendendo il pubblico. Il verdetto fu giustamente favorevole a Gavilan, ma ormai il dado era tratto. Veleggiò per un buon periodo tra i migliori dell’epoca. Il 14 giugno del 1951 a Scranton affrontò e superò un altro italo americano, Joey Giardello, che più tardi sarebbe diventato campione del mondo. Dopo aver sconfitto Johnny Bratton, grande avversario di Kid Gavilan, replicò il successo ai danni di Ralph “Tiger” Jones, solido pugile tra l’altro vincitore di Ray Robinson. Era stato indetto un Torneo per il titolo mondiale e dopo la vittoria su Jones Castellani fu opposto a Ray “Sugar” in una sorta di spareggio mondiale. Una controversa sconfitta ad opera del francese Pierre Langlois danneggiò momentaneamente la sua ascesa. Il 22 luglio 1955 al Cow Palace, Daly City, in California disputò il suo match più importante, la realizzazione di un sogno, affrontare Ray Robinson, sia pure senza titolo in palio. Il match fu durissimo, spietato, e al VI round Robinson si ritrovò al tappeto per ascoltare lo scandire dell’arbitro. “Sugar” riprese a combattere e alla fine grande attesa per la lettura del verdetto, che venne assegnato per split decision al grande campione. Un anno prima Castellani aveva affrontato Carl “Bobo” Olson per il sospirato mondiale, ma forse fu l’emozione e si lasciò battere senza discussione dall’hawaiano. Fu l’unica volta che disputò un mondiale in una carriera che lo vide a lungo tra i primi. Affrontò con alterna fortuna gente del calibro di Joey Giambra, Gene Fullmer, Rory Calhoun e Bobby Boyd. Si ritirò nel 1957 con un record di 69 vittorie, 14 sconfitte e 6 pareggi. Si ritirò ma non abbandonò la boxe servendola come arbitro e giudice apprezzato.

Attilio N. “Rocky” Castellani (26 maggio 1926 – 31 agosto 2008)

Di Alfredo

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