Week 9_ Dolce & Gabbana Italia Thunder vs Ukraine Otamans_ Vincenzo Mangiacapre vs Denys Lazarev_1 Week 9_ Dolce & Gabbana Italia Thunder vs Ukraine Otamans_ Vincenzo Mangiacapre vs Denys Lazarev_3di Giuliano Orlando

Foto di Fabio Bozzani

Dopo un inseguimento durato oltre due mesi, l’Italia Thunder mette la freccia del sorpasso sull’Ucraina lungo la direttrice di Gela, terra di Sicilia vicino a Caltanissetta. Ci voleva un’impresa per farcela, i pugili di Kiev sono tosti e fratelli dei dominatori dei mondiali di Baku e dei Giochi di Londra. Squadra nuova, ma forte e determinata. La boxe in Ucraina è sport di grande popolarità. Un popolo di 45 milioni, morfologicamente prestante, portato al combattimento per natura ed eventi storici. Si calcola che sul territorio siano oltre 10.000 i praticanti. In Ucraina nei tornei junior e youth approdano dopo le selezioni oltre 200 atleti. Che negli ultimi tempi abbiano sopportato un dramma nazionale enorme è indubbio, ma il ceppo buono resta. Con l’augurio per finalmente ci sia pace per questo splendido Paese. Detto questo, la sfida disputata sabato sera era sentita da entrambe le parti.  L’Ucraina giunta a Gela non era certo un quintetto di seconda fascia. Metteva sul ring il campione europeo dei leggeri Ishenko, e quattro titolari ai mondiali di Almaty. Puntavano a vincere, pur sapendo che bastava una sconfitta di misura per mantenere la testa del girone e avere il vantaggio di evitare Cuba in semifinale. Questo nelle previsioni del ct. Valentyn Sobolyevskyy, che guida il team dall’esordio nelle WSB. Stavolta ha fatto i conti senza l’oste, raffigurato dalla franchigia guidata da Francesco Damiani, che ha messo sul ring cinque ragazzi in gamba, capaci di dare il 100% del rendimento e anche più. Questa la differenza tra le due squadre, evidenziata da un risultato storico. Nessuno aveva mai inflitto il 5-0 all’Ucraina. Che all’andata era stata l’unica ad averci battuto. Ci sono voluti cinque ragazzi in gamba, capaci di raccogliere altrettanti successi di valore e il premio del primato nel girone A. Tutto in una serata. Per mettere la ciliegina sulla torta, la vittoria di Vincenzo Mangiacapre, combaciava con la centesima vittoria dei Thunder Italia nelle quattro edizioni delle WSB.  Brava Italia in guantoni. Un trionfo atteso ma in sede di previsione non facile.                                                                                                                                                     Buon colpo d’occhio al PalaCossiga di Gela, non l’esaurito ma quasi. Dicevamo un 5-0 che neppure i più ottimisti davano per scontato. Il fatto è che l’emulazione ha fatto da spinta in più per tutti. Nei 52 , il gallese Selby, pluritolato in Europa e nel mondo, ha vanificato l’ardore combattivo del kirghiso Usenaliyev, 22 anni, ad alti livelli dal 2009 a Milano, che muove le braccia velocemente ma conosce solo l’assalto frontale, molto gradito ad Andrew, mobilissimo e di una linea tecnica superiore. L’amico Patrizio Oliva al microfono di Fox Sport 2, era impressionato dal fuoco offensivo dell’asiatico, ma sottovalutava Selby, non solo più completo ma anche tatticamente superiore. Dopo averlo fatto stancare a dovere, lo impallinava e nel finale giocava, senza dannarsi più di tanto. Tra i 60 kg. il brasiliano Conceicao ha corso qualche rischio solo nel primo round, quando le spaventose batterie di Ischenko, titolare europeo a Minsk nel 2013, sia pure con molti dubbi, erano al massimo voltaggio. In particolare un destro bomba che centrava la faccia del carioca, comunque bravissimo ad assorbire il colpo e replicare subito dopo. Il resto è stato tutto per l’argento mondiale, tempista e mobile. Anche se ancora legnoso nei movimenti, sa evitare i colpi e rientra alla grande. Ischenko è un randellatore spesso inguardabile, si lascia trascinare dalla tranche agonistica e combatte più fuori che dentro le regole. L’arbitro azero Huseynov ha lasciato correre troppe volte, richiamandolo per spallata, il reato minore.  Ignorando testate e colpi scorretti. Era molto atteso Mangiacapre, il triplo bronzo (europeo, mondiale e olimpico), reduce dalla prima sconfitta nel torneo, rimediata a Miami contro il francese Cissocko. L’avversario lo conosceva bene, avendolo battuto nei quarti di Almaty, sia pure solo a maggioranza. Il casertano di Marcianise è partito lento ma attento, crescendo nel proseguo dei round, finendo da dominatore di un Lazarev che pur lottando scemava di rendimento e precisione fino alla rassegnazione finale. Vincenzo ha lasciato buona impressione, importante in proiezione futura a tutti gli eventi. Da come si è irrobustito nei pettorali diventa complicato pensare ad un ritorno nei 64 kg. Sapevamo che Banchebla (81) avrebbe rischiato nei primi round contro il tosto Ganzulia, costruito bene, campione nazionale  2012, ottima impressione ad Almaty, proprio nella sconfitta contro La Cruz, il cubano doppio oro mondiale. La sua partenza è stata micidiale, una pressione sull’algerino da far paura. Chiudeva la distanza e colpiva preciso girando i guantoni per far male. L’algerino è stato eroico digerendo bordate pesanti. Quello che non ti aspetti è il crollo atletico di un giovanotto di 21 anni dopo i primi tre minuti. Ansimante, braccia e gambe di cemento, incapace di evitare i pugni di un pugile che punzecchia, privo di potenza. Incredibile, Ganzulia è rimasto in piedi per orgoglio, in balia di un rivale padrone del ring. Nei +91, ritroviamo il romeno Nistor che ad ogni apparizione perde sempre più l’immagine del ciccione e prende forme atletiche decorose. Non solo, migliora anche sul piano tecnico. Lontano lo sbraccione di un anno addietro. Colpisce girando il guantone, si sposta lateralmente per rientrare in velocità. La bassa statura è diventata un’arma a suo vantaggio. Chiedere a Plevako, rintronato nei tre round disputati, come mai gli era accaduto. Per sua fortuna, o sfortuna, il plastico giovanotto di Kiev ha una resistenza incredibile, ma certe botte non fanno bene a nessuno. Una ferita all’occhio sinistro dava l’occasione al medico per fermare il match, ormai segnato a favore di Nistor.

Questo il percorso di un 5-0 importante, che apre la strada al primato del girone, traguardo che pareva impossibile dopo la sconfitta di metà dicembre nell’andata, proprio contro l’Ucraina a Brovary con un 4-1 pesante come un macigno. Da quel momento i Thunder Italia davano la svolta. Da formichine diligenti inanellavano quattro vittorie (due in trasferta: USA e Germania) e approfittando della sconfitta ucraina in Argentina, vedevano il traguardo del primato proprio a Gela. Per farcela dovevano vincere almeno 4-1, senza lasciare un punto ai rivali. Operazione riuscita al meglio. Francesco Damiani soddisfatto, ma realista frena gli entusiasmi, senza sminuire l’impresa. “I ragazzi sono stati meravigliosi, tutti hanno dato il 101%. Ma restano ancora due incontri e non dobbiamo cantare vittoria prima di averli superati al meglio. Sabato a Caserta contro gli USA e l’8 marzo in Algeria. Siamo favoriti e dobbiamo mantenere il ruolo. A Caserta in linea di massima combatteranno Barriga, Crudetti, Stankovic, Juratoni e Russo, tutti motivati. A Blida vedremo”.

Nel nostro girone, USA e Algeria vincono in casa contro Germania e Argentina col minimo  scarto. Resta ancora aperto il discorso per il terzo e quarto posto tra Germania e Usa. Mentre nel girone B, tutto deciso, con Messico e Polonia fuori. Quest’ultima è riuscita a centrare la prima vittoria, battendo di misura in casa i messicani. Goleada di Cuba, davanti al proprio pubblico con i quotati kazaki, che raccolgono un 5-0 umiliante.                                                                                                                                                                                    

 I risultati del 9° turno. Girone A: Italia-Ucraina 5-0; Usa-Germania 3-2, Algeria-Argentina 3-2. Classifica: 1. Italia 20, 2. Ucraina 19, 3. Germania 11; 4. Usa 10; 5. Argentina 7; 6. Algeria 6. Girone B:  Cuba-Kazakistan 5-0, Azerbajan-Russia 3-2; Polonia- Messico 3-2. Classifica: 1 Cuba 24; 2. Kazakistan 19; 3. Azerbajan 17; 4. Russia 14; 5. Messico 7; 6. Polonia 4.  10° giornata delle qualificazioni. Girone A. 28-2-14: Ucraina-Algeria; 1-3-14: Italia-Usa; Argentina-Germania. Girone B. 28-2-14: Cuba-Azerbajan; Messico-Russia; 1-3-14: Kazakistan-Polonia. Restano da disputare i recuperi. Girone A. 8-3-14: Algeria-Italia; Germania-Ucraina, Girone B: 12-3-14: Russia.Cuba        

                                                                                    .

Di Alfredo