di Giuliano Orlando

CINISELLO BALSAMO. Questa volta gli organizzatori hanno fatto centro. La cittadina alla periferia di Milano, pur avendo dato i natali ad un supercampione come Roberto Cammarelle, uno dei dilettanti più titolati in assoluto, dall’oro olimpico ai titoli mondiali, al richiamo pugilistico nel pur accogliente PalaAllende non ha mai partecipato con entusiasmo, lasciando spesso gli spalti semivuoti. La volta precedente a fine maggio 2021, gli organizzatori fecero l’errore di redigere un programma con elementi promettenti e validi come La Femina, Russo, Cangelosi, Nmomah e Osnato che avevano il difetto di non essere conosciuti nella zona. Stavolta Alessandro Cherchi ed Elvis Bejko titolare della Rocky Marciano, hanno scelto di far salire sul ring pugili cresciuti nel milanese, agganciandosi al Team Francis, che sta facendo crescere un buon gruppo di allievi, ora passati pro, seguiti da tanti tifosi, come accadeva in un passato remoto quando i quartieri milanesi creavano il campione del proprio “campanile” e come avveniva fino a poco tempo addietro a Roma. L’altra sera gli spalti non avevano vuoti grazie ai supporter di Andrea Lo Sicco, Francesco Paparo, Biagio Grimaldi e in parte di Nicholas Esposito. I primi tre nomi non sono conosciuti al grande pubblico, ma rappresentano il vanto delle rispettive palestre. Questo al di fuori dei risultati. Importante che abbiano combattuto con orgoglio e generosità, come hanno fatto, ricevendo i meritati applausi.

La serata puntava sul confronto tricolore welter tra il campione Nicholas Esposito (16) 26 anni e lo sfidante Tobia Loriga (33-10-3), 45 anni. Lo scorso 26 ottobre a Milano, Esposito tolse al veterano di Crotone, la cintura dopo una battaglia feroce e anche se la superiorità del più giovane fosse risultata netta, la grande generosità di Loriga, le cui 45 primavera sembrano un handicap trascurabile, diede allo sconfitto lo spunto per chiedere la rivincita. Che molto sportivamente il campione concesse, sicuro di poter confermare la superiorità della prima sfida. Il match non ha tradito le attese, semmai ha superato le previsioni. Gli applausi del pubblico si sono sprecati, godendo di uno spettacolo assoluto. Esposito ha compiuto un altro importante balzo di qualità, muovendosi sul tronco e schivando come mai in passato. Merito del papà e soprattutto di Calogero Serio, che lo cura come tecnico. Loriga ha sofferto e non poco per oltre metà incontro, incassando parecchio, incapace di trovare bersaglio contro un rivale che contrariamente alla volta precedente non cercava il corpo a corpo, ma lo evitava e rientrava veloce e preciso. Tutto questo a ritmi incredibili da parte di entrambi. Alla varietà dei colpi di Esposito lo sfidante cercava con commovente generosità di replicare a media e corta distanza. L’incredibile è che questo guerriero di 46 anni, ha ottenuto i migliori risultati nella parte conclusiva avendo mantenuto alta la pressione offensiva. Esposito, consapevole di essere in vantaggio e attento a non farsi aprire l’ematoma che si portava dietro dal terzo round, sotto l‘occhio sinistro, rallentava il ritmo forsennato, mantenendo comunque la gestione del match. Unanimi i giudici: Marogna 97-93, Paolo 99-91, Roda 98-92. Stavolta Loriga, molto sportivamente accettava la superiorità del rivale, dichiarando che la sua intenzione era quella di offrire al pubblico un grande spettacolo, al di fuori del risultato. Cosa che ha fatto alla grande. Un vero peccato per il campione, la sensibilità del tessuto facciale. Pur avendo preso pochi colpi, per la giusta tattica difensiva, il viso era segnato parecchio. Entrambi si sono presentati nella miglior condizione possibile, offrendo un grande spettacolo. Personalmente ritengo meriti il riconoscimento di miglior campionato italiano dell’anno. Non altrettanto posso dire dell’atteso debutto a Milano dell’altro grande veterano di casa nostra, il laziale Giovanni De Carolis (30-0-1), 37 anni, attivo nei pro dal 2007, campione del mondo 2016 nei supermedi WBA, non l’ultimo italiano in tale veste, come è stato scritto, in quanto Michael Magnesi nei superpiuma è l’attuale titolare IBO. Per De Carolis si trattava del test importante in previsione della sfida prevista il 13 maggio all’Allianz Clud di Milano contro l’imbattuto Daniele Scardina (16) che difenderà l’Intercontinentale WBO. Un match di grande interesse tra due pugili di casa nostra, sulla carta assai equilibrato e stuzzicante. La presenza sul ring di De Carolis, apparso in ottima condizione, è durata un solo round. Il georgiano Giorgi Abramishvili (14-20-1) dopo un primo round in cui ha fatto da bersaglio ai pugni precisi e veloci del rivale, ha deciso che il sangue che usciva dal naso, fosse una ragione valida per l’abbandono. Mi auguro che questo bamboccio non venga più chiamato a combattere in Italia. Giustamente dispiaciuto il romano: “Dopo averlo colpito preciso non ho insistito per poter disputare le sei riprese previste, utilissime per riprendere confidenza dopo la lunga sosta. Peccato davvero. Adesso si torna in palestra per arrivare alla data della sfida con Scardina al meglio. Ringrazio la OPI per la grande occasione che mi offre, intenzionato a dare il meglio per vincere”.

Il leggero Biagio Grimaldi (3), cresciuto alla Rocky Marciano, 21 anni, ora sotto le cure del maestro Franco Cerchi alla OPI Gym, si è presentato decisamente migliorato, come mi aveva anticipato l’insegnante. Il serbo Adrian Nema (0-6-1), 21 anni, in avvio ha cercato di replicare con una certa precisione alla pressione di Grimaldi, ma il ritmo imposto dal pugile di casa, molto coordinato e concreto ha fatto la differenza. Nel secondo round, il serbo era costretto ad una stretta difesa, ma sempre più in difficoltà. In avvio del terzo tempo, interveniva l’arbitro, evitando una punizione inutile a Nema, in difesa passiva sotto la gragnuola di pugni scagliati da Grimaldi. Meritati gli applausi del pubblico per il ragazzo di casa, che potrebbe fare un pensierino ai superpiuma. La categoria che ha visto il debutto di Francesco Paparo (0-1-0), 21 anni a giugno, allievo del maestro Francis, campione italiano U22, opposto all’altro milanese Simone Carlin (0-1-1), cuoco di professione, boxe per passione. La pressione sopportata da Paparo prima del match lo ha condizionato a scapito della lucidità e del rendimento. Carlin, mancino lineare ha fatto la sua parte senza alcun timore, tenendo l’iniziativa e al contrario di Paparo, con più lucidità. Dopo questa esperienza, speriamo che Paparo capisca che la ragione e la freddezza siano la migliore tattica per mettere a frutto la qualità che a Cinisello sono mancate. Inoltre, dare al ragazzo il tempo di crescere senza esagerare. Campioni si diventa col tempo, senza bruciare le tappe. Il pari è stato generoso ma utile. Il medio marocchino Othmane Dioual (3-1-1), 25 anni, che si allena alla OPI Gym, incamera il terzo successo ai danni del generoso Elisa Pallanza (0-2), 27 anni di Cernusco sul Naviglio, che alterna il ruolo di insegnante e quello del ring. Match intenso anche se disordinato. Dioual ha vinto grazie alla parte finale, come era successo a dicembre contro Mattia Carvelli. Contro il quale ci starebbe bene una rivincita. Come da previsione, il confronto nei superpiuma tra il calabrese Giuseppe Osnato (3), 22 anni, ottimo dilettante, residente a Milano allenato da Franco Cherchi e Andrea Lo Sicco (1-4-1) allievo di Francis, è stato uno dei più spettacolari. Ha giustamente vinto Osnato, con maggior talento, ma Lo Sicco gli ha reso la vita difficile. Entrambi alla prime armi, hanno battagliato per sei riprese molto gradite dal pubblico. Osnato mancino ottimamente coordinato e lineare, ha fatto valere precisione e velocità, mentre Lo Sicco ha replicato con azioni più elaborate per linee esterne. Al momento ad Osnato manca la continuità ed è ancora rigido sul tronco, mentre Lo Sicco rischia molto in attacco, andando all’assalto senza coprirsi. In apertura i cruiser Oronzo Birardi (3), 21 anni e il congolese Jonathan Kogasso (3), 26 anni, ottengono facili e sbrigativi successi. Il primo, residente in Germania ma italiano doc, ha concesso meno di due riprese al serbo Dejan Velikovic (3-9) subito in difficoltà ai colpi veloci e precisi di Birardi, anche se nel primo round non affondava. Quando nella successiva ripresa ha deciso di fare sul serio, prima il sinistro al fegato, poi il destro alla milza hanno funzionato perfettamente realizzando due conteggi e lo stop dell’arbitro. L’allievo di Vincenzo Gigliotti, in attesa di ottenere la cittadinanza italiana, ha giustiziato in meno di due minuti il magiaro Akos Racz (0-7), 27 anni, arrivato in extremis, in sostituzione del georgiano Slava Margishsvili (1-1) venuto a mancare due giorni prima della riunione. Il KO è stato impressionate, dovuto ad un gancio sinistro girato perfettamente da Kogasso, al mento del magiaro. Per fortuna Racz si è ripreso bene.

Di Alfredo

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