Venerdì 15 marzo 2013 è la prima data storica per il professionista Orlando Fiordigiglio, perché in quel momento il pugile aretino di origine campana ha scritto il suo nome nell’albo dei campioni italiani. Infatti sul ring montato nel Palasport Fabrizio Meoni di Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo, il 28enne Fiordigiglio ha conquistato il vacante titolo nazionale dei pesi superwelter, superando con decisione unanime dopo 10 combattute riprese Domenico Salvemini, 29 anni compiuti in gennaio, che da alcuni anni ha lasciato la sua Puglia per trasferirsi a Livorno. Il verdetto è stato così assegnato: 98-96, 96-94 e 97-93. Il giudizio dei tre giudici testimonia l’equilibrio delle forze in campo. Il vincitore ha saputo gestire meglio le risorse per allungare sull’avversario nelle riprese finali del confronto, concretizzando il risultato finale.
Il nuovo campione, professionista dal maggio 2010 con una vittoria ai punti ottenuta proprio a Castiglion Fiorentino, ha realizzato con successo la sua prima sfida valevole per un campionato a torso nudo, scrivendo l’affermazione numero 15 (6 prima del limite) sull’immacolato record. Salvemini, 8-2-0 (2), ha completato la sua seconda esperienza con l’etichetta di campionato d’Italia. Il primo tentativo, dopo 11 mesi di professionismo, si era infranto onorevolmente contro Adriano Nicchi nel gennaio dell’anno scorso.
Le diverse caratteristiche dei due avversari sono apparse fin dai primi minuti del confronto. Fiordigiglio esprime un pugilato più tecnico, teso a sfruttare gli attacchi di Salvemini, il quale, invece, fa leva sulle sue capacità di combattente autentico. Le fasi centrali del match sono state caratterizzate dalle iniziative di attacco del pugliese. L’aretino ha saputo contrapporre la scelta di tempo per alleggerire la pressione. Le ultime riprese hanno offerto due guerrieri sensibilmente stanchi ma indifferenti alla fatica per raggiungere il traguardo finale. Dopo la proclamazione del verdetto Fiordigiglio ha implicitamente reso omaggio al valore del suo avversario, al suo coraggio profuso nella lotta, perché ha ammesso di aver svolto una preparazione rigorosa in vista di un confronto sicuramente duro.

 

Di Alfredo

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