ValeriaImbrogno_byACavassidi Francesca Toscano

Milano – La prima volta che ho incontrato Valeria è stata una domenica mattina in una palestra di Milano. Il dojo era illuminato unicamente dai tenui raggi che entravano dal finestrone del solaio e sul piccolo ring, arrangiato in un angolo, la stava attendendo il suo sparring partner per una seduta di guanti. Valeria stava preparando il suo ritorno, dopo che per un lungo periodo aveva messo da parte la boxe, gli incontri e la vita da pugile. La palestra era chiusa, c’eravamo solo noi tre ed un piccolo gruppo di persone che si allenava in un altro angolo, incurante dei colpi che provenivano dal ring. L’atmosfera era surreale, quasi mistica, ma la cosa davvero incredibile era la forza di Valeria: rimasi stupefatta di come quell’esserino di poco meno di 50 kg potesse colpire il suo avversario con tanta potenza, precisione ed intensità, di come riuscisse a tener testa ad un uomo e resistere ai pugni ricevuti.

Il match si tenne dopo un mese, nella sua Milano e la vide vincitrice incontrastata. Valeria era tornata. Ad un anno esatto da quell’incontro, lo scorso 26 giugno ha portato a casa il titolo Europeo EBU nella categoria dei mini mosca con un ko alla sesta ripresa ai danni dell’ungherese Klepoatra Tolnai. Lei, l’erede di Stefania Bianchini, lei che con la “Principessa” ha condiviso i primi allenamenti nella University of Fighter e il maestro Stefano Sirtori, lei è la terza milanese a laurearsi campionessa europea nella boxe professionistica.

Apprezzata per le sue qualità tecniche, la boxe di Valeria rispecchia, per sua stessa ammissione, le sue attitudini caratteriali: “sul ring – ha spiegato – sono ‘un’attendista’, sono una che studia, pensa ed anche nella vita cerco sempre di valutare, riflettere bene e poi agire”. E in tali parole emerge il lato professionale di questa mancina che ha fato della pulizia del gesto tecnico il suo marchio distintivo, e che è riuscita a conciliare la vita da pugile con la professione da psicologa. “Non so quanto dello psicologo c’è nel mio essere pugile e viceversa. Per me le due cose sono sempre andate in parallelo e sono state entrambe complementari una all’altra. La boxe mi ha dato rigore ed equilibrio anche nella vita” e sul come abbia fatto a conciliare allenamenti, match, esami ed università ha raccontato: “ho cercato sempre di far combaciare tutto, quando non era possibile, sceglievo di non sacrificare la boxe. L’unica volta che l’ho fatto è stato per dare l’esame di Stato da psicologa e ad esser sincera è il mio unico rimpianto sportivo”. Psicoterapeuta Specializzata in Criminologia, Valeria ha collaborato con il carcere milanese di Bollate ed avviato in India, dove ha vissuto per cinque anni, una serie di progetti di recupero includendo nei percorsi terapeutici anche la boxe.

L’Imbrogno, classe 1979, vanta un ricco curriculum sportivo sia dilettantistico che da Professionista, con numerose partecipazioni in nazionale. Campionessa Universitaria negli anni 2003-2004-2005, medaglia di bronzo agli Europei 2006, l’anno successivo ha vinto anche il

Titolo Italiano Assoluti ed un mondiale di kickboxing. Nel medagliere della pugile milanese inoltre l’oro al “Torneo delle streghe” in rappresentanza della nazionale italiana. Nel 2009 è passata ai professionisti dopo essersi tolta “gran parte delle soddisfazioni sportive con la Nazionale Italiana”. Valeria ripercorre i momenti con le azzurre: “l’esperienza in Nazionale è stata molto impegnativa, faticosa, ma al tempo stesso incredibilmente bella. Mai mi sono sentita di nuovo emozionata e coinvolta come a Varsavia la sera prima del match, le luci della città e la vista dalla mia camera d’albergo”. L’Imbrogno che ha scoperto per caso la boxe, decise di voler combattere dopo aver assistito alla vittoria del mondiale di Stefania Bianchini: “quando la vidi sollevare la cintura provai un’emozione incredibile, è stato quello il momento in cui ho sentito il desiderio di andare oltre gli allenamenti e di provare a fare qualcosa di più”.

Impegno e diligenza: queste le carte vincenti che ha giocato insieme al talento: “La preparazione

di un match – ha detto Valeria, che dal suo ritorno tra le corde si allena nella palestra milanese Boxe Island – per me è un impegno fisico e mentale. La boxe è uno stile di vita e mi piace arrivare preparata al massimo per poter chiedere a me stessa tutto il possibile. Ho completa fiducia in me, ma per fare bene, per essere il ‘soldato pugile’ sul ring, ho bisogno di essere certa di aver fatto prima tutte le cose per bene. Sono una persona molto precisa” ha ammesso e parlando del suo maestro Stefano Sirtori ha commentato “nella vita siamo due persone molto differenti, ma mi fido completamente di lui: è da sempre al mio angolo. Credo che oltre ad essere il migliore, sia il migliore per me, perchè è capace di farmi tirare fuori quello che mi serve nei match”.

Valeria Imbrogno ha testa, ma anche carattere. Ad inizio anno ha letteralmente zittito tutti con una laconica risposta su Facebook che annunciava di doversi battere contro Ilaria Scopece per la difesa del titolo europeo: “purtroppo Valeria Imbrogno – aveva scritto sulla pagina social della palestra che dava la notizia – non e’ informata dell’evento poiche’ anche assente in quel periodo dall’Italia..”.

“Fox”, questo il soprannome di Valeria, si è guadagnata il rispetto in un ambiente tutto maschile, per le sue doti sportive, ma soprattutto per il suo temperamento e lo striscione che circondava tutto il palazzetto di Milano quando ha disputato il mondiale di kick boxing lo sintetizzava in modo efficace “nelle mani la dinamite, nella mente la furbizia”.

Tra il ritiro e l’ultima cintura conquistata una vita tutta in salita, fatta di lunghi allenamenti, lavoro e una durissima battaglia che Valeria ha combattuto al fianco del suo fidanzato che ha subito un grave incidente che gli ha fatto perdere la vista e lo ha immobilizzato in un letto. Valeria e Fabiano insieme hanno cercato di sensibilizzare la classe politica a legiferare sul delicato tema dell’eutanasia. Con quella forza che tanto mi aveva meravigliato la prima volta che la vidi, Valeria per due anni e mezzo ha prestato la sua voce e i suoi occhi a Fabiano e poco più di un mese fa, con il sostegno dell’associazione Luca Coscioni, insieme al suo fidanzato ha lanciato un appello al Presidente della Repubblica in cui Fabiano chiedeva di essere libero di scegliere di morire. L’ex Dj Fabo si è spento alle 11.40 del 27 febbraio, in Svizzera, dove era giunto accompagnato dal politico radicale Marco Cappato, dopo aver scelto la morte assistita.
Foto ACavassi

Di Alfredo

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