200px-Mundine_TonyEra ancora in attività Lionel Rose, il più famoso pugile aborigeno australiano, divenuto campione del mondo, quando spuntò la stessa di un altro fighter autoctono le cui gesta superarono i confini della estesa terra dei canguri, Tony Mundine, un formidabile colpitore che scalò la classifica mondiale dei pesi medi. Passato professionista nel marzo 1969, arrivò al primo appuntamento con il campionato australiano il 23 aprile 1970 a Sydney, quando spodestò il campione Billy Choules per fuori combattimento nella quarta ripresa, calcando le orme del loro primo confronto disputato poco più di due mesi prima. La sua eccezionale potenza era pari alla fragilità della sua mandibola, il cui deficit rappresentò il suo limite più grande. Tolse la cintura British Empire all’inglese Bunny Sterling nel ’72 dopo aver pareggiato nel primo confronto dell’anno precedente, quando cadde nella prima ripresa contro il cubano Luis Manuel Rodriguez. Vittoria dopo vittoria arrivò a Parigi nel ’73 dove piegò in 4 tempi il locale Nessim Max Cohen; ritornò alla fine dello stesso anno per sconfiggere Emile Griffith in 12 riprese. Nella capitale francese riapparve l’anno seguente ma finì sotto i colpi di Bennie Briscoe nel quinto round. Altre vittorie prima del limite lo portarono alla fine dello stesso anno al cospetto di Carlos Monzon, contro il quale non superò la settima tornata. Continuò a combattere tra i mediomassimi e massimi, annettendo altre cinture, e tra il ’79 e l’80 si esibì 5 volte in Italia, perdendo solo da Mate Parlov. Disputò l’ultimo match nell’aprile 1984, Aveva combattuto 96 volte: 80-15-1.

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Di Alfredo