di Giuliano Orlando

Samsun (Tur). Al Mustafa Dagistanli Spor Salonu di Samsun la cittadina turca sul Mar Nero, gli azzurri Cappai, Mangiacapre e la Testa, sono arrivati in semifinale nel torneo europeo di qualificazione olimpica. Impresa non facile, in un contesto di alta qualità tecnica. L’Italia guidata dai tecnici Bergamasco (uomini) e Renzini (donne), era partita con sei uomini e tre donne. Visto il contesto generale col meglio assoluto del vecchio continente, il bilancio può definirsi soddisfacente. Si sono fermati alle soglie del podio la sfortunata Marzia Davide, maltratta dai giudici contro la bulgara Petrova, il mosca Picardi, battuto dall’armeno Abgaryan, troppo veloce per il nostro, il leggero Valentino (ferito) e il supermassimo Vianello che ha offerto una prova superlativa contro il favorito del torneo, l’azero-russo Majidov, bicampione del mondo (2011-2013). L’azzurro, 21 anni, ha disputato un match coraggioso e lucido, tenendo bene e vincendo il terzo round. Giustamente Bergamasco ha avuto parole d’elogio per questo gigante romano dalla boxe elegante, in continua crescita. “Dopo Cammarelle, ci sono fondate speranze che la tradizione dei massimi italiani possa proseguire. Vianello ha dato prova di poter tenere il confronto con tutti i migliori. Spero che nell’ultimo torneo di giugno a Baku, in Azerbajan posso staccare il pass per Rio. Come ho fiducia nel medio Cavallaro, battuto ingiustamente e nel recupero di Valentino, davvero sfortunato con le ferite”. Domani i tre azzurri sono chiamati a prove difficili, ma daranno il massimo per capovolgere il pronostico sfavorevole. Cappai (49) e Mangiacapre (69) trovano due armeni, le nostre bestie nere, visto hanno eliminato Picardi (51), Arecchia (64) e Cavallaro (75). Cappai col mancino Hovhannisyan, vecchia volpe del ring dalla boxe sfuggente, mentre Mangiacapre affronta Margaryan, che in fatto di esperienza e furbizia non è da meno. Per Irma Testa, casertana di 18 anni, la sorpresa del torneo, dopo aver battuto la finnica Potkone e la quotata francese Mossely, bronzo mondiale, ritrova la bulgara Staneva, di cui ha un pessimo ricordo, avendola battuta mesi addietro. Sarebbe una rivincita storica, che vale in pass per Rio, prima italiana a riuscirci. Il torneo Olympic Europa, giunge alla stretta conclusiva, portando in semifinale quaranta uomini e dodici donne, che hanno assicurato il podio. Manifestazione di alto contenuto tecnico e spettacolare, che conferma come l’Europa sia il contenitore del maggior numero di pugili di alto livello. Lo conferma il fatto che diverse teste di serie sono uscite prima delle semifinali, Ricordiamo l’ucraino Zamotaev e l’azero Hseynov nei 49 kg. Numeri uno e due del seding, battuti dall’italiano Cappai e dallo spagnolo Carmona, che per l’accesso alla finale se la vedranno con l’armeno Hovhannisyan e l’inglese Yafai, elementi di spicco. Nei mosca solo l’italiano Picardi, tra le teste di serie ha perso l’autobus del podio, superato dal velocissimo armeno Abgaryan. Ancora un armeno protagonista nei gallo, si tratta di Avagyan dichiarato vincitore del turco Gokcek nei quarti al termine di una battaglia all’ultimo colpo. Promossi l’inglese Ashfaq, l’ucraino Butsenko e l’azero Chalabyev. Nei leggeri, categoria ricca di campioni, tre teste di serie: Oumiha (Fra), Joyce (Irl) e Cordina (G.B.) sono arrivati al podio, mentre il bulgaro Dimitrov ha dovuta lasciar passare il turco Gokcek dopo durissima lotta negli ottavi. Il solo Sotomayor, ex cubano, nazionalizzato azero, ha rispettato il ruolo di numero uno, arrivando in semifinale, ma soffrendo parecchio contro l’irlandese Walsh, battuto 2-1. Glia altri tre posti hanno premiato il turco Gozgec, l’armeno Bachkov e il magiaro Kontrecz piacevole novità della categoria, vincitore netto del lituano Patrauskas, bronzo a Londra. Nei welter ruoli rispettati per le prime due teste di serie: Stanionis (Lit) e Mangiacapre (Ita). La sorpresa dei medi è il francese Mbilli, pugile di colore dai pugni pesanti e dal ritmo impressionante. Nei mediomassimi vittime illustri, come l’azero Mammadov, il russo Kushitashvili e il tedesco Michel. Sono rimasti l’olandese Mullenberg, il turco Unal, l’ucraino Khyzhniak e l’inglese Buatsi, dall’allungo infinito. Nei 91 kg. promossi l’azero Abdullayev, Okolie (G.B.), il francese Omba e l’ucraino Manukian. Nei supermassimi, fuori il russo Babanin. L’ungherese Bernath troverà Joyce (G.B .), e il turco Demirezen l’azero Majidov. La rassegna femminile non è stata da meno con le sorprese. Due delle tre russe, Sagataeva (51) e Beliakova (60) fuori. Nei 75 kg. se la giocano la Iakushina (Rus) contro la Scheurich (Ger), l’esperta svedese Laurell e la magiara Szatmari. La rassegna di Samsun ha la partecipazione più numerosa: 207 uomini e 56 donne, 39 le nazioni presenti. Le finali si disputano il 16 e 17 aprile (sabato e domenica). I prossimi appuntamenti: dal 13 al 22 maggio i mondiali femminili ad Astana in Kazakistan, con 4 pass ad ognuna delle tre categorie, che porterà a quota 32. Slitta a luglio il torneo previsto dal 13 al 22 maggio a Sofia, riservato ai qualificati WSB e APB, con importanti novità. Dal 7 al 19 giugno in Azerbajan (Baku) prova open (WSB, APB e AOB), maschili e femminili, con un bonus di 39 pass. Con la rassegna in corso, salgono a 174 pass per gli uomini e a 20 per le donne. Questo dopo i primi 60 ticket, assegnati nel 2015, mentre nell’anno in corso, sono arrivati 30 dall’Africa e dall’Asia-Oceania, 23 delle Americhe, oltre a 14 pass femminili. Con i 30 maschili e i 6 delle donne che arrivano a Samsun, mancano ancora 76 pass maschili e 16 femminili per completare il quadro.

 

Di Alfredo