Shkoder (Albania) – 1/3 aprile 2011 
Con quattro atleti in Finale la Squadra Azzurra Elite, guidata dal tecnico federale Giulio Coletta, ha concluso con un grande risultato la sua prima avventura internazionale: le due medaglie d’oro di Manuel Cappai e Simone Fiori e le due d’argento di Danilo Creati e Francesco Rossano. Ottima anche la performance dell’arbitro-giudice Aniello Palmieri.
Sul quadrato di Shkoder, ad 80 Km da Tirana, dove si è da poco concluso il Torneo Elite “Memorial Vilaznia 2011”, il tricolore ha dato prova di grande abilità e domani riporterà a casa ben quattro medaglie: due d’oro e due d’argento.

Al loro primo appuntamento internazionale gli azzurri hanno ottenuto un ottimo risultato facendo brillare l’Italia rispetto alle altre nove nazioni partecipanti: Macedonia, Albania, Kazakhstan, Montenegro, Mongolia, Slovenia, Indonesia, Serbia e Bosnia. Su 46 pugili in azione sul ring albanese, ben quattro italiani si sono distinti. “Una prova – commenta soddisfatto il tecnico federale Giulio Coletta – decisamente andata a buon fine considerando che alcune nazioni come il Kazakhstan e la Mongolia si sono presentate con nove atleti mentre noi con cinque”.
Il primo azzurro che si è colorato d’oro sulla distanza delle tre riprese da tre minuti ciascuna è stato il coraggioso Manuel Cappai, categoria 49 Kg., dell’Accademia Pugilistica Franco Loi di Cagliari, campione italiano youth ed al suo primo esordio da Elite. L’azzurro ha superato per 6 a 3 l’indonesiano Hitarihun. “Con intelligenza –  ci informa Coletta – Cappai ha saputo interpretare il match disputando un bell’incontro senza mai cadere sui colpi e nella trappola dello sfuggente guardia destra indonesiano. E’ riuscito ad attaccarlo con astuzia mettendo a segno buoni destri. L’indonesiano in svantaggio ha tentato la rimonta ma l’azzurro, con colpi di rimessa, ha fatto vincere all’Italia il suo primo oro”.
Nei 69 Kg. l’azzurro Danilo Creati, della Pugilistica Di Giacomo di Motesilvano, ha combattuto contro due avversari: l’albanese Bilali ed il pubblico. “Un tifo assordante – ha dichiarato Coletta –  ha accompagnato ogni colpo dell’atleta di casa. Creati ha dovuto pure contrastare lo scambio chiuso imposto da Bilali rientrando comunque dopo ogni colpo. L’incontro è stato bello ed entusiasmante perché entrambi gli atleti hanno accettato la sfida senza mai tirarsi indietro. Il verdetto è stato giusto ma non il punteggio di 6 a 1 per l’albanese, troppo penalizzante per il nostro Creati che ha messo al collo la medaglia d’argento”.
Negli 81 Kg. il laziale Simone Fiori, del Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro e Guanto d’Oro d’Italia categoria +91 Kg., ha dimostrato di essere tornato in grande forma e di aver superato a pieno l’infortunio alla mano che lo ha tenuto lontano dal ring per un lungo periodo. Contro il forte kazako Serimov ha fatto nuovamente brillare l’Italia del colore dell’oro, battendolo per 10 a 6. “Fiori – sottolinea con grande enfasi il tecnico federale – ha tenuto sempre il comando dell’incontro nonostante il kazako abbia cercato subito il colpo vincente. L’azzurro lo ha accusato ed è stato contato ma poi si è subito ripreso e, stretti i denti, ha attaccato con grande impeto Serimov mettendo a segno ottimi ganci sinistri. Il risultato rispecchia l’andamento dell’incontro che ci ha regalato il secondo oro”.
A concludere l’avventura tricolore in Albania, è stato il campano Francesco Rossano, di Marcianise, anche lui agente delle Fiamme Oro e campione italiano in carica, che purtroppo ha dovuto cedere per 7 a 3 all’ostico kazako Ospanov. “Rossano ha disputato un buon incontro – Coletta è soddisfatto del suo secondo posto – perché al contrario di sempre si è mostrato chiuso non aprendosi alle bordate del kazako. Ogni volta che ha bloccato un colpo è rientrato ed ha messo a segno, a sua volta, ottimi colpi. Nella seconda ripresa è stato lui ad attaccare ed a centrare l’avversario. Il match è rimasto sempre in bilico e l’avversario ha messo colpi larghi e per giunta è stato richiamato più volte anche se mai ufficialmente. Rossano avrebbe meritato di più e questo è stato confermato anche dai fischi all’annuncio del verdetto. Ma va bene così perché alla nostra prima uscita non potevamo chiedere di meglio. Da sottolineare anche l’ottimo comportamento dell’arbitro-giudice Aniello Palmieri che ha arbitrato due finali e precisamente i due match più impegnativi: quello tra i 56 kg e quello dei 91 Kg.”.

Michela Pellegrini
Ufficio Comunicazione FPI
Federazione Pugilistica Italiana

Nella foto la rivelazione Manuel Cappai 

 

 

Di Alfredo

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