XL-walter-mazzarri-arriva-in-citta-1-3681Il meglio deve ancora venire

Walter Mazzarri e Alessandro Alciato – Rizzoli ed., Pag. 210, Euro 17,50.

Un toscano nella panchina che scotta . L’attuale tecnico dell’Inter si racconta con dovizia di particolari. Una carriera in ascesa, sincero e ambizioso.

 Non ha paura a dire di essere bravo. Semmai lo sottolinea, Per capire l’uomo Mazzarri, devi andare all’ultima pagina del libro. “Nel mio ufficio alla Pinetina il minimo indispensabile, sulla parete un’enorme cartina geografica. Rappresenta il mondo. E’ lì che voglio arrivare”. Senza giri di parole, da livornese schietto, che condivide solo le sue idee. Mettendoci sempre la faccia. Figlio di un panettiere a S. Vincenzo, lascia casa giovanissimo, calciatore promettente dal carattere non facile. Capitano nella Primavera della Fiorentina, lo chiamano “Lupo solitario”, conclude la carriera alla Torres tormentato da un ginocchio che non vuol saperne di mettere giudizio. E’ Ulivieri a gettargli il salvagente, chiamandolo al Bologna per iniziare la carriera di allenatore. Fa pure lo 007 dimostrando fiuto notevole nel capire le potenzialità dei talenti in erba. Ama il caldo e sogna una vecchiaia dove il sole dia colore alle sue giornate, che intende mantenere attive. “Non mi vedrete mai a fare il pescatore, fermo con la canna da pesca a rimbambirmi”. Da toscano doc, ha idee chiare e carattere tosto. Crede nella meritocrazia e pensa che nella società dove ha operato (Acireale, Pistoiese, Livorno, Reggina, Sampdoria e Napoli) il bilancio sia nettamente in attivo a suo favore. Divertenti ed emblematici i siparietti con i presidenti dell’Acireale, della Reggina, del Livorno e del Napoli, nelle trattative per l’ingaggio. Il rapporto con i giocatori: “Non saranno mai i tuoi figli, debbono credere in te, per il bene della società e per il rendimento della squadra. Non oltre. Io ho un figlio, Gabriele ed è tutta la mia vita, non altri”. Libro intenso, incalzante, per scoprire un allenatore che Massimo Moratti invitò all’Inter con queste parole: “Ho bisogno di lei”. Il complimento più bello.

 

Giuliano Orlando

 

Di Alfredo