di Giuliano Orlando

MILANO.  L’Allianz Cloud di Milano, riapre alla grande boxe, stavolta per la Matchroom Italy dei Cerchi e la diretta della DAZN dalle ore 20.00. Torna sul ring Daniele Scardina (20), il ragazzo della Domino di Milano, avviato alla boxe da Pino Caputo, che dal debutto al professionismo nel 2015, sotto l’ala della OPI è salito alla top ten di IBF e WBO e venerdì metterà in palio l’Intercontinentale supermedi WBO. Non un match di routine, ma una prova di grande impegno, sulla carta la più difficile. L’avversario Giovanni De Carolis (30-10-1) arriva da Roma e vanta nel suo record il mondiale WBA nel 2016, titolo conquistato in Germania e già questo lascia capire il valore dell’impresa. Scardina ha 30 anni, sette meno del suo rivale, ma non fatevi ingannare dall’età. “Ho fatto tutto in ritardo – ricorda De Carolis – sono entrato in palestra a 18 anni, dopo aver giocato a calcio, arrivando fino alla promozione. Ero un centrocampista sgobbone, non avevo grandi piedi, ma correvo molto. Poi sono andato con un amico in palestra per perdere peso e mi sono innamorato della boxe. Iniziando con i maestri Italo Mattioli e Luigi Ascani, che saranno all’angolo anche stavolta, sono passato pro nel 2007 a 23 anni, inizialmente ho faticato e non rendevo quanto facevo in allenamento. Una volta capiti i meccanismi è andato tutto meglio. Dopo aver fallito i primi tentativi, dal 2012 a 28 anni, ho iniziato a raccogliere i frutti del lavoro in allenamento. Conquisto i titoli del Mediterraneo, l’Internazionale WB e l’Intercontinentale IBF. Dopo il mondiale nel 2016, a 32 anni, metto in carniere anche il titolo italiano nel 2018, che avevo fallito due volte nel 2009 e 2010, contro Nespro e Signani. Adesso ho questa grande opportunità e non posso farmela sfuggire. Ho visto combattere Scardina molte volte e penso di conoscerlo abbastanza bene. Diciamo che partiamo alla pari. Di sicuro sarà un bel confronto e comunque andrà a finire, avrà vinto la boxe”.

Sul fronte milanese, i tecnici di Scardina, che ha svolto tutta la preparazione a Miami in Florida, l’ipotesi della sconfitta non viene presa neppure in considerazione. Il titolare dell’Intercontinentale ha idee molto chiare: “Quando è uscito di nome di De Carolis ho ritenuto fosse ideale per suscitare l’interesse del pubblico e far muovere i tifosi anche da fuori Milano. Da questo a pensare alla sconfitta ce ne corre. Non vorrei essere frainteso, Giovanni è bravo, ha fondamentali ottimi e anche un buon destro, ma ha pure 37 anni e a gioco lungo penso che la freschezza atletica abbia il suo peso. Quello che sicuramente offriremo al pubblico sarà bella boxe, perché non mi illudo che mi affronti per cercare di limitare i danni. Lui disputerà il match della vita, questo è il vero pericolo. Ad ogni modo sarà il pubblico a guadagnarci. Mi sono allenato duramente e penso di poter dare il meglio. Una sfida importante, ma solo una tappa verso il traguardo che sogno da quando ero ragazzino”.  

Fiocco rosa per il pubblico con l’europeo supergallo che la valenciana Mary Romero (7-2) mette in palio contro la romana Maria Cecchi (7). Due protagoniste caratterialmente opposte. La spagnola, vicino ai 37 anni, due figlie e un fisico incredibile, Carattere estroverso, un bel sorriso e la certezza di tornare casa, unendo alla buona borsa, la cintura continentale ancora ai fianchi. La Romero ha debuttato nel 2015 a 31 anni, svolgendo un solo anno di attività, quindi stop per la seconda maternità fino al 2019. Nei due anni iniziali accoglie due vittorie e altrettante sconfitte. La prima all’esordio contro la connazionale Melania Sarroche che aveva alle spalle dieci incontri con otto vittorie e che mesi addietro ha combattuto per il mondiale WBO supergallo in Francia, oltre ce europea gallo dal 2017 al 2019, per salire di categoria La seconda sconfitta nel 2016 in Russia, contro Tatyana Zrazheevskaya ai punti. Dal rientro ha vinto cinque incontri, conquistando l’europeo vacante il 18 gennaio 2020 in Spagna contro la modesta bulgara Ivanka Ivanova (4-18-3) abituata alle sconfitte, la prima difesa sempre in casa contro l’inesperta inglese Amy Timlin (4-1-1) 22 anni, fermata all’8° round. La titolare ha boxe abbastanza lineare, sfrutta l’allungo   e si muove bene sulle gambe. Per contro la mancina romana gode del vantaggio di aver undici anni meno, che non sono pochi. Tecnicamente la murciana ha una base più completa ed è più continua. La Cecchi è sicuramente motivata e getterà il cuore oltre l’ostacolo, ma sarà impresa ardua vincere. I suoi tecnici assicurano che il lavoro svolto negli ultimi mesi hanno migliorato e di molto sia la continuità che la precisione. Vedremo sul ring, che avrà avuto ragione.

L’altra sfida molto attesa riguarda l’ucraino Maxim Prodan (19-1-1), 29 ani, pro dal 2015, milanese adottivo, che in carriera ha saputo crearsi un buon seguito. L’ultimo match risale al 25 settembre 2021 disputato a Tottenham nel sottoclou del mondiale massimi Usik-Joshua. In quella serata  Prodan  disputò il miglior match della carriera e anche se due giudici su tre assegnarono la vittoria all’albanese Florian  Marku (11-0-1), mai sconfitta valeva una grande vittoria. I fischi del pubblico confermarono l’impressione generale a favore di Prodan. Dopo un lungo riposo, torna a combattere e l’avversario è da prendere con le pinze. Si tratta del venezolano Luis  Enrique Romero (10-5-1), reduce dalla vittoria a sorpresa sull’iberico Jonathan Alonzo (21-2) netto favorito. Romero ha boxe sparagnina, attendista veloce e preciso, aspetta l’avversario per colpire rapido e poi ritrarsi. Rivale scomodo per Prodam che preferisce i guerrieri, anche se mi ha detto che lui non guarda gli avversari li aspetta sul ring. “Stavolta però troverà un rivale statico, mi sono allenato per muovermi e non essere bersaglio fisso. Spero comunque che non scappi troppo”.

Il resto del ricco programma prevede altri tre incontri. L’imbattuto medio Joshua Nmomah (11), residente a Novara, trova il mestierante ungherese Gabor Gorbics (26-2-2) sugli 8 round, il giovane cruiser Oronzo Birardi (3), 21 anni, pugliese di stanza in Germania, al primo esame impegnativo come il romeno naturalizzato italiano Ovidiu Enache (6-9), combattente tenace e, in apertura il debutto del milanese Daniele Reggi  da supermedio, contro il veronese Luca Barbesi  (0-3).

 

Di Alfredo

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