CattaneoNel limitato numero di pugili italiani che sono arrivati a disputare poco meno di 200 combattimenti tra i professionisti si trova il nome di Gino Cattaneo, originario della provincia di Pavia, che fece il gran salto nell’agosto del 1933, prima ancora di compiere i 19 anni di età. Il 22 giugno 1935 Cattaneo superò a Pavia il trevigiano Antonio Re per abbandono nella nona ripresa. I due si erano affrontati a Treviso nel giugno dell’anno precedente ed il confronto si era concluso con il verdetto di parità. Il pavese divenne campione italiano dei pesi gallo nel gennaio 1935 a spese del riminese Edelweiss Rodriguez, con il quale aveva pareggiato due mesi prima. Difese la cintura tricolore il mese successivo con la vittoria ai punti sul bolognese Leone Blasi e con il risultato nullo contro Edelweiss Rodriguez nel giugno seguente, la settimana dopo aver regolato i conti con il veneto Re. Perse la corona nazionale nel settembre successivo ad opera del fiorentino Alfredo Magnolfi. Tornò sul trono italiano dei gallo nel marzo 1938 quando sconfisse lo spezzino Giuliano Secchi. Nel giugno di quell’anno contese al romeno Aurel Toma il vacante campionato europeo dei pesi gallo, finendo sconfitto per squalifica nell’ottavo round sul ring di Bucarest. Nell’ottobre 1939 mantenne il primato nazionale contro il lecchese Luigi Bonanomi; nel novembre successivo viaggiò fino a Charlottenburg, oggi periferia di Berlino, e strappò la cintura europea al tedesco Ernst Weiss. Nel 1940 conservò il tricolore per la seconda volta contro Giuliano Secchi e lo perdette da Luigi Bonanomi nel loro secondo incontro titolato. Nel 1941 salvò l’alloro europeo a Monaco di Baviera con il pareggio conseguito contro il tedesco Hermann Remscheid, prima di cederlo al reggiano Gino Bondavalli, nel suo ultimo confronto valevole per un campionato. Cattaneo continuò a calcare i quadrati fino al maggio del 1947, rimediando più sconfitte che vittorie, quando chiuse la carriera con il record di 181 combattimenti: 88-67-25-1 NC.

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Di Alfredo