13237677_10153723158309370_8524739798904662222_nGli incroci della vita, ma nel nostro campo della boxe, sono imprevedibili ed hanno un significato profondo. Giovanni De Carolis (+ 24, -6) sta ultimando i suoi allenamenti prima di salire il 16 luglio sul ring della Max Schmeling Halle di Berlino per difendere il titolo mondiale supermedi WBA dall’assalto che gli porterà Tyron Zeuge (+18), 24 anni, un giovane ambizioso seguito nella preparazione da Juergen Braehmer, campione del mondo dei mediomassimi. E’ la terza volta nel giro di nove mesi che Giovanni sale su un ring tedesco per l’ organizzazione Sauerland e stavolta lo fa da campione, da uomo da battere. I tedeschi sono ben consapevoli che le possibilità di Zeuge non sono tante, anche se nella boxe non necessariamente si mettono al posto giusto. Esperienza e potenza sono tutte dalla parte del nostro campione, che col passare del tempo aumenta i suoi estimatori anche all’estero, soprattutto tra gli italiani residenti in Germania. Zeuge è un buon tecnico, e non certo un fighter, ma non per questo è da sottovalutare. L’occasione per lui è d’oro non solo per la fama, ma per la possibilità di guadagni da capogiro attraverso l’organizzazione di Sauerland, che rivuole in Germania quel titolo “duramente” tolto al dominio tedesco. Lo stile di Zeuge è completamente diverso da quello di Feigenbutz, per cui Giovanni insieme al maestro Mattioli e all’entourage della Team Boxe Roma ha dovuto studiare e perfezionare un nuovo sistema. Una cosa è certa: Giovanni ha sempre avuto la personalità del campione, a questo si aggiunga la sicurezza raggiunta, si aggiunga pure il contatto con la gente e la fama che si allarga a macchia d’olio. Sono tutte cose che si formano lungo la sua strada. L’unico problema potrebbe essere quello di non aver avuto la possibilità di allenarsi come l’incontro richiede e non sia invece stato distratto da interviste, premi, partecipazioni e quant’altro, e questo potrebbe essere, se non ti sai barcamenare, il trabocchetto numero uno. Conosciamo Giovanni, è un giovane intelligente e sa perfettamente che questo è il suo momento, ma soprattutto che da questa “fortuna” strameritata per la sua serietà e bravura lui dovrà trarre il più assoluto vantaggio.

La sera del 16 luglio alla Max Schmeling la riunione acquista dei connotati particolari perchè nel cartellone come sottoclou ci sarà l’Internazionale dei supermedi WBO tra Arthur Abraham e Tim Robin Lihaug, giovane promessa. Sono in pochi a credere che Lihaug possa battere Abraham. L’armeno cerca disperatamente il riscatto dopo la sorprendente sconfitta subita da Gilberto Ramirez che gli ha tolto il mondiale WBO. In qualche maniera il ricordo di Abraham si associa con De Carolis, quando il pugile romano tre anni fa fu chiamato a fare da trampolino di lancio proprio all’armeno con un Intercontinentale WBO a Oldenburg. Vinse Abraham, ma Giovanni impressionò e nelle ultime riprese mise in difficoltà l’illustre avversario. Abraham dopo la vittoria su De Carolis successivamente riconquisterà il titolo mondiale WBO che gli era stato tolto da Stieglitz. La serata berlinese per certi versi dà l’idea di un ricorso storico e mi sembra strano che Sauerland non ci abbia in qualche maniera pensato. Quel De Carolis battuto da Abraham tre anni fa oggi è il campione del mondo, le due strade possono anche intersecarsi a seconda del risultato di Berlino. Andando più in là con la “fantasia”, ma poi non tanto, un match tra De Carolis e Abraham oggi potrebbe riempire pure uno stadio in Germania proprio come una sfida calcistica Italia-Germania. Se Abraham accusasse all’improvviso il peso dei suoi 36 anni e perdesse con Lihaug, quest’ultimo potrebbe immettersi nella corsa, tenendo presente che Feigenbutz nonostante la sconfitta subita è sempre un cliente scomodo, come potrebbe essere Felix Sturm originariamente il campione. Sono tutte ipotesi legate ad una strategia organizzativa che Sauerland può permettersi di attuare grazie all’apporto della televisione tedesca, che sembra aver trovato, a differenza dell’Italia, il suo filone d’oro proprio nella boxe.

(al.br.)

 

Di Alfredo