mario-pennacchia2Libri di Sport. Gi esami infiniti di un giornalista.  Ricordi di un cronista tra sport ed etica.                                                                                                                                                           

60 anni tra campioni, miti e follie – Mario Pennacchia – Mursia editore – Pag. 410 – Euro 17.00.

Erano altri tempi. Ma questo non significa che fossero meno importanti. Un lungometraggio cartaceo vissuto in prima persona da un giornalista che ha cominciato dalla gavetta. Anni immediati del dopoguerra. La presenza in redazione quasi di nascosto, lo stipendio a fasi alterne. La curiosità come stimolo inarrestabile. Le inchieste, scoprendo la periferia calcistica che è la base del movimento, ma anche lo specchio di tante difficoltà dove la passione è quasi sempre l’incentivo per non mollare. La scalata verso la normalità è costruita con la passione e l’intuito, compreso qualche colpo a sorpresa. Passando da una testata all’altra, da un servizio all’altro. Dalle prime trasferte alle porte di Roma al seguito dei giallorossi e della nazionale per il “Corriere dello Sport” e poi “Il Giorno”. Capo Ufficio Stampa della Lega calcio, che vuol dire conoscere segreti stuzzicanti. Ma anche gente importante, come folcloristiche come Oronzo Pugliese allenatore filosofo. Non solo calcio, il Palio di Siena è l’occasione per illustrare emozioni in un campo estraneo. Avere come direttore Antonio Ghirelli significa contare su intuizioni originali. Capire l’importanza dei giovani nel mondo dello sport. Il piacere e l’importanza d’incontrare il principe Lanza di Trabia e Walter Chiari, che da attore naturale mette in scena un siparietto ricco di comicità. Situazioni difficili, che un cronista deve vivere senza essere di parte. Anche quando scoppia lo scandalo delle scommesse, deve sapersi muovere con equilibrio, molti dei nomi inquisiti sono amici. Belle sensazioni, intervistando a Londra, il presidente della FIFA sir Stanley Rous e il ct inglese Alf Ramsey, con relativa facilità. Scorrono nomi  come Andreotti, enciclopedico, Onesti presidente del Coni, Franchi, Carraro e Moro, troppo noti per doverli illustrare. Costoro e molti altri  nel suo taccuino: Pertini e Bearzot inclusi, fino a Petrucci e Malagò. Punte dello sport e della politica, che hanno arricchito il  carnet di un giornalista, di cui si stanno perdendo le tracce.                                                                                                                                                                 Giuliano Orlando

Di Alfredo