CIVITAVECCHIA, 06. 07. 2013 – Silvio Branco ha conquistato il titolo mondiale Silver WBC davanti ad un pubblico entusiasta. Il match contro il finlandese Juho Haapoja ha avuto il suo epilogo alla decima ripresa quando dallo zigomo sinistro dopo la testata di “turno” il dottor Massimiliano Bianco aveva poco da osservare se non decretare subito lo stop. Il verdetto dei cartellini era un puro e semplice proforma visto che già dopo l’ottava ripresa alla lettura parziale dei cartellini si era sull’orlo del cappotto. Infatti quando Valerio Lamanna passava alla lettura il pubblico e l’entourage di Branco sprizzavano tranquillità e  soddisfazione in attesa del riscontro dato da Mauro Di Fiore (USA) con100 a89, da Fabian Guggenheim (Svizzera) con99 a90 e Franco Ciminale (Italia) con98 a91.

Ha ragione Alessandro Cherchi quando paragona Branco a Hopkins in longevità, perché quello visto sul ring dello Stadio Comunale Fattori è stato senza ombra di dubbio il miglior Branco visto all’opera di questi ultimi anni. D’accordo che ogni match è fine a se stesso e il paragone dipende sempre dall’avversario che hai di fronte e da varie situazioni che sono in agguato in un periodo più o meno lungo della preparazione. Non tragga in inganno il punteggio perché il finlandese è stato un osso duro fino alla fine, per alcuni versi il suo tipo di boxe assomigliava a quello di Giacobbe Fragomeni; forse ha meno continuità ma non certo meno forza e potenza del milanese. Gesumino Alioti in conferenza stampa lo aveva detto chiaramente che il “Barbaro” è una macchina, che ha bisogno di una preparazione graduale e mirata per un fisico sottoposto continuamente allo sforzo in palestra. Branco ha incassato colpi consistenti senza battere ciglio replicando, e quindi rischiando, all’arma bianca contro un pugile solido e con 15 anni di meno. Il match ha avuto toni spettacolari per tutte e 10 le riprese, senza un attimo di sosta tenendo sempre presente che parliamo di atleti sui90 kg..

Prima del match abbiamo assistito ad un acrobatico balletto sul ring e tra il pubblico di un gruppo che ha ben ritmato le figure del pugilato accompagnati da noti brani musicali. Sono salite sul ring le varie personalità tra cui gli organizzatori OPI 2000 e A&B Events di Alessandra Branco e l’instancabile Rino Romagnolo, per finire con il Sindaco Pietro Tidei, coinvolto da molto tempo nella passione comune per la boxe insieme ai civitavecchiesi. Durante gli inni intravedi gli animi dei due pugili: Branco passeggia su e giù quasi in un monotono percorso ideato sul ring, mentre Haapoja denota tranquillità insieme al suo entourage. Dopo le raccomandazioni dell’arbitro francese Dolpierre il gong d’inizio sembra quasi liberatorio per i due pugili e per il numeroso pubblico presente. Haapoja vuole subito rendersi conto di che pasta è fatto il suo avversario, ci va forte il finlandese che va a segno con un paio di colpi su un Branco riflessivo che vuole prima inquadrare chi ha di fronte. Il match, che ha avuto una partenza vivace, nel secondo round diventa incandescente con un sinistro di Branco che trova la pronta replica da parte del finlandese con il destro. Haapoja tiene l’iniziativa, ma viene frenato da un bel gancio destro del civitavecchiese. Haapoja vuole imporre un ritmo sostenuto, piazza un destraccio ma viene tenuto a più miti consigli da un gancio sinistro al volo e in successione da un bel montante. Haapoja cerca di chiudere Branco alle corde per scaricare le sue bordate. In una di queste fasi ravvicinate si scontrano le teste fortuitamente e ad avere la peggio è Silvio che sanguina abbondantemente dallo zigomo sinistro. Nel quinto round viene bandita ogni prudenza con uno scambio durissimo. Branco sanguina e Haapoja incassa tutto. Al sesto round una testata di Haapoja viene punita dall’arbitro con un richiamo ufficiale. Branco aziona il jab sinistro per tenere lontano l’avversario. Il nostro pugile sembra avere preso le misure su di un avversario, che è costretto a rallentare il ritmo. All’ottava ripresa dopo uno scambio mozzafiato Branco arriva a segno varie volte al volto di Haapoja, che lo contrasta con colpi dietro la nuca e qualche testata di troppo. Nel nono round Haapoja rimane fermo alle intenzioni, perché viene sistematicamente anticipato. Haapoja è sempre pericoloso nello scambio a cui aggiunge una testata “più o meno volontaria”, ma stavolta l’arbitro chiama il medico e il match finisce al decimo round.

Un contorno con sei match di professionisti può rappresentare un record oggi come oggi. Si inizia con il  giovane calabrese Gaetano Putrone. Il serbo Pavlovic regge bene per due round, poi l’azione di “The Gladiator” diventa più efficace e il gancio destro scuote e manda al tappeto Pavlovic, che viene regolarmente contato. E’ questione di poco perché una scarica rimanda al tappeto il serbo che quando si rialza non è più in condizioni di continuare. Alessio Capuccio, peso medio di Latina, cerca la conferma dopo il brillante esordio. Ha di fronte Srecko Janjick, un serbo di 34 anni dal record non esaltante, ma dalla riconosciuta potenza come purtroppo viene a conoscere Capuccio che si lascia chiudere all’angolo e subire il conteggio. Capuccio ha una difesa approssimativa e si lascia pescare al volto, per l’arbitro Marzuoli ci sono gli estremi per sospendere il match tra le vibranti proteste di Capuccio e dell’angolo. La decisione è apparsa affrettata e forse una chance in più, nonostante il match fosse  in salita si poteva pure dare al pontino. Era quindi la volta del cruiser Loris Emiliani, un siciliano residente nel Ticino, imbattuto con un buon record. Il serbo Mile Nikolic sembrava destinato ad una fine repentina dopo i due conteggi subiti nel primo round. Il match invece proseguiva regolarmente per tutte e sei le riprese, Nikolic veniva contato ancora nel quinto e nell’ultimo round. Vittoria a senso unico per Emiliani, per certi versi deludente ma ampiamente giustificato per aver disputato appena due round l’anno scorso dopo sette anni di inattività a causa di varie operazioni subite alla spalla. Carel Sandon fa la sua entrata scenografica con il cappello da cowboy bianco, seguito come un’ombra da Patrizio Kalambay. Il serbo di turno è Mladen Zivkov che riesce a contrastare a mala pena la furia di “El puma” deciso a farla finita subito. Zivkov è sbarellato per i quattro angoli del quadrato subendo due conteggi nel round iniziale. Le acque non si calmano nel secondo round fino a quando un sinistro al fegato pone fine alla storia con il definitivo ko. Carel Sandon è apparso in ottima forma e pronto per una chance al titolo italiano dei leggeri. Orial Kolaj è ormai un beniamino del pubblico civitavecchiese e laziale, si presenta sul ring per affrontare un veterano, per numero di match visto che ha 32 anni, come il lettone Jevgenijs Andrejevs, mancino come lui molto abile in fase difensiva. Kolaj ormai ha la sicurezza del campione e non ha bisogno di fasi di studio, porta subito bordate pesanti al volto e al corpo del suo avversario. Andrejevs dimostra la sua bravura schivando molti colpi, aiutandosi anche con il mestiere, cosa che lo porta a subire un richiamo al quarto round per aver sputato per la seconda volta il paradenti in debito d’ossigeno. Ma la fine  arriva dopo pochi secondi al termine di una furiosa combinazione a due mani. Emanuele “Sioux” Blandamura attende con pazienza il suo lancio internazionale tra i medi e lo fa seminando vittorie a raffica. La vittima di turno è stato Andrejs Loginovs, pugile lettone con un record dignitoso, dotato tra l’altro di un destro pungente come ha occasione di provare in alcune fasi l’allievo di Agnuzzi. Ma il “Sioux” non fa sconti e le sue accelerazioni provocano danni. Il quarto round assume i contorni di un monologo, nel quinto Loginovs viene contato dopo aver subito un gancio destro e un sinistro al corpo. Blandamura concede l’onore delle armi al suo rivale, che ha la possibilità di arrivare alla fine del match, accomunato dagli applausi del pubblico.

Le serate della OPI 2000 stanno diventando anche una vetrina per vedere insieme campioni del passato e del presente. La serata di Civitavecchia non ha certo fatto eccezione perché oltre ai vari Franco Cherchi, Patrizio Kalambay, Stefano Zoff ha rispolverato gente del calibro di Gianluca Branco, Emiliano Marsili, Eamanuele Della Rosa, Domenico Spada, Michele Di Rocco, Mirko Larghetti e tanti altri “nascosti” tra il pubblico.

Risultati

Massimi Leggeri: Silvio Branco (+62 -11 =3, 17 ko) b. Juho Haapoja (+20 -3 =1, 13 ko) TD 10.

Arbitro Robin Dolpierre. Giudici: Franco Ciminale, Mauro Di Fiore, Fabian Guggenheim.

Medi: Emanuele Blandamura (+20 -0, 5 ko) b. Andrejs Loginovs (+14 -28 =1, 7 ko) a.p. 6.

Mediomassimi:Orial Kolaj (+13 -5 =2, 9 ko) b. Jevgenijs Andrejevs (+7 -53, 1 ko) kot 4.

Leggeri: Carel Sandon (+16 -1, 6 ko) b. Mladen Zivkov (+5 -14, 2 ko) ko 2.

Massimi Leggeri: Loris Emiliani (10 -0 , 7 ko)  b. Mile Nikolic a.p. 6.

Medi: Srecko Janjic (+2 -3 =2, 2 ko) b. Alessio Capuccio (+1 -1 , 1 ko) kot 1.

Superleggeri: Gaetano Putrone (+5 -0) b. Marko Pavlovic (+1 -2 =1) kot 3.

Commissario di Riunione: Rolando Barrovecchio.

Arbitri/Giudici: Marco Marzuoli, Roberto Di Mario, Massimo Montanini.

Di Alfredo

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