di Giuliano Orlando

SEQUALS 10 luglio. Il glorioso “Trofeo Primo Carnera”, nel ricordo del gigante friulano, il primo campione del mondo italiano, titolo conquistato il 29 giugno 1933, sul ring del Garden Bowl di Long Island, uno dei distretti di New York, battendo Jack Sharkey per KO al sesto tempo, davanti a oltre 40.000 spettatori, ha raggiunto la 35° edizione e da diverse stagioni ad organizzare l’evento è la Promo Boxe Italia, la società di Mario Loreni, col supporto del figlio Graziano. In questa occasione è stata assegnata l’importante cintura del Mediterraneo IBO dei medi, conquistata da Etinosa Oliha, che ha portato il record immacolato a quota 16 vittorie. L’allievo della Schull Boxe Canavesana, diretta dal maestro Davide Greguoldo col suo socio Alessio Furana e la presidentessa Maria Fiori, un trio che unisce qualità e passione, dal passaggio al professionismo nel 2018 a vent’anni, non ha sbagliato un colpo. Anche se la crescita non è stata fulminea come i suoi mezzi atletici lasciavano pensare, il gigante astigiano, figlio di genitori nigeriani da anni residenti in Italia, nato a Torino il 13 giugno 1998, trasferitosi ad Asti a cinque anni, ha scelto la politica dei piccoli passi e questa scelta si è dimostrata vincente.  Ricorda il suo maestro: “Etinosa si presentò in palestra nel 2012 a 14 anni, dopo aver visto combattere alcuni dilettanti in occasione dell’evento “sport in piazza” ad Asti. Era sovrappeso ma si capiva che con l’allenamento si poteva trasformarlo in un fisico da atleta. Così è stato. Nel 2016, dopo aver vinto il torneo giovanile “A. Mulas”, diventa campione italiano youth. L’anno dopo vince i regionali piemontesi e partecipa agli assoluti di Gorizia, cedendo al sardo Aroni molto più esperto. Nel frattempo il maestro Alessandro Boncinelli, che insegna a Firenze e tra i suoi allievi annovera Bundu e Obbadi, lo segnala a Mario Loreni che ci propone di farlo passare professionista, assicurandogli attività continuativa. Così è stato e dopo 10 incontri in meno di due anni, il giovanotto diventa campione italiano dei medi, battendo nella sua Asti, il 21 febbraio 2020, il napoletano Carlo De Novellis”.

Dopo aver difeso due volte la cintura, superando prima Andrea Roncon il 21 agosto 2020 a Porto Viro e Francesco Lezzi nel luglio 2021 ad Asti, decide di lasciare la cintura vacante, orientandosi verso un titolo internazionale. Loreni gli propone l’opportunità del titolo del Mediterraneo IBO contro il quotato francese Sofiane Khati (11-3), nato a Nerves nel 1983, nella regione della Borgogna (conosciuta nel mondo per i suoi vini pregiati), professionista dal 2018, inanellando una striscia di dieci vittorie, che facevano presagire un futuro di vertice. A fermarlo ci pensa il tedesco-campano Vincenzo Gualtieri (19-0-1), il 17 febbraio 2021 a Charlottenburg, per l’Intercontinentale IBO, che lo supera sui 10 round. Non ha miglior fortuna tre mesi dopo sul ring di Rumilly in Alta Savoia, contro il connazionale Frank Zimmer (12-3) sui sei tempi. Chiude l’anno battendo il datato collaudatore Martin Owono (8-41-5), 42 primavere sulle spalle, sui sei tempi. L’opportunità del titolo del Mediterraneo diventa occasione da sfruttare appieno. Nelle dichiarazioni della vigilia. Il francese appare fiducioso, convinto di portare in Francia il trofeo. Ai fatti, solo nella prima ripresa Khati trova più bersaglio di Eliha partito decisamente prudente, ma risvegliatosi nel round successivo con serie al corpo che mettono in difficoltà l’ospite, costretto a retrocedere chiudendosi a riccio. La situazione non cambia nelle riprese successive, con l’italiano più attivo e preciso, mentre Khati replica sempre meno e inizia a espellere il paradenti, in debito di fiato. Il confronto è a senso unico per il lanciato astigiano. Sul finire del quinto tempo l’ospite viene richiamato, e chiude il round in evidente difficoltà. Confermata dalla decisione dei francesi di abbandonare la sfida al gong d’avvio del sesto tempo. Per Khati è la prima sconfitta per abbandono.                            Il nuovo campione appare soddisfatto e per nulla affaticato a conferma di una condizione ottimale. “Ero preparato per i dieci round, ma evidentemente il lavoro a corta distanza ha dato i suoi frutti. A questo punto, il prossimo traguardo è il trofeo dell’Unione Europea, che vorrei conquistare entro l’anno. Mi prendo un breve periodo di riposo e a fine estate torno negli USA in Nevada per il training camp in vista del match d’esordio americano in primavera. Poi penseremo al titolo europeo».

A fine 2021, la Promo Boxe di Mario Loreni ha stilato un contratto per Etinosa Oliha, col manager Armin Van Damme della City Athletic Boxing, il che assicura a “El Chapo”, uno stipendio mensile. allenarsi e combattere negli USA. Cosa che dovrebbe avvenire nella prossima primavera. Davide Greguoldo resterà il coach di riferimento del pugile e lo seguirà in prima persona nella sua avventura a stelle e strisce. Un altro importante traguardo il campione del Mediterraneo lo ha raggiunto con la “958 Santero”, azienda di spumanti che ha vigneti e cantine tra Santo Stefano Belbo e Canelli, entrata nel mondo professionistico della boxe, diventando lo sponsor di Etinosa.  Spiega Gianfranco Santero, presidente della 958 Santero: «La nostra azienda è da sempre al fianco dei campioni dello sport che veicolano i valori più alti delle loro discipline. El Chapo, che ho conosciuto personalmente, è un ragazzo che ha le carte in regola, come atleta e come uomo, per essere un grande sia sul ring che nella vita». Nell’abbigliamento del pugile comparirà un prodotto griffato e dovrebbe trattarsi di un cocktail energetico analcolico. “Col campione porteremo lo stile dei produttori di bollicine piemontesi in America, una bevanda a zero alcol». Aggiunge e conclude Gianfranco Santero.

Altri cinque incontri hanno completato la serata. Nei supergallo, il toscano Claudio Grande (7-2) reduce dalla sconfitta a Milano dello scorso aprile, contro l’inossidabile Vincenzo Piccardi per il tricolore gallo, torna a combattere per ritentare l’aggancio al titolo, visto che Picardi punta all’Unione Europea. Prima tappa contro il pakistano Shoabib Zaman (4-21-2), 31 anni, bresciano acquisito, che pur pagando l’inferiorità tecnica, ha tenuto i sei round, nonostante i continui assalti di Grande che lo ha tempestato di pugni sopra e sotto. Match comunque spettacolare, nonostante la differenza dei valori. Prevedibile la prossima sfida contro Christian Zara per il tricolore vacante. Nella stessa categoria, Gianluca Saviello (2), salernitano di stanza a Milano, 23 anni, alla seconda fatica nei pro, trova il giovane serbo Lazar Pantic (2-2), che dopo aver perduto all’esordio a Druento (To), contro Khali Ouazari (2) piemontese di estrazione magrebina con mani pesanti, si rifà vincendo prima a Belgrado e poi in Francia e si presenta a Sequals come avversario di riguardo. Saviello per non correre rischi parte in quarta e costringe l’ospite ad una difesa serrata e qualche abbraccio di troppo. Nel terzo tempo il ritmo rallenta e il più alto serbo tenta di far valere l’allungo, ma dal quarto round Saviello riprende ad attaccare ampliando il vantaggio. L’ex campione dilettanti dei massimi, Alessio Spahiu (3), genitori albanesi, nato in Italia, nel 2021 a 30 anni, decide di passare professionista puntando a centrare il tricolore anche nei prize-fighter. Loreni al momento gli fa fare esperienza, contro rivali morbidi e lui li mette KO. Così è stato anche per Nikola Knezevic (2-2), serbo di 27 anni, che sull’attacco di Alessio invece di chiudersi in difesa si è lasciato colpire ed è finito al tappeto dopo neppure due minuti.                                                                                      

 Il ventenne fiorentino Yassin Hermi (10), talento cresciuto alla scuola del maestro Boncinelli, prosegue nella strada verso i quartieri alti dei superwelter, anche se in questa occasione è salito nei medi. Tornava a combattere dopo la vittoria al secondo round, sul bosniaco Steve Babic, 21 anni, in aprile a Firenze. Stavolta l’avversario è il serbo Sladjan Dragisic (5-33-3), 35 anni, pro dal 2016, pugile con la valigia sempre pronta, e numerose presenze in Italia, dove pur perdendo ha sempre lottato tenacemente. Così ha fatto contro Hermi, tentando addirittura in avvio di far male al fiorentino. Ferito nell’orgoglio, Hermi ha messo in vetrina il meglio del repertorio che non è certo poco. Repertorio che comprende tutto lo scibile tecnico della boxe. Gragisic ha provato a mettere a frutto la lunga esperienza, chiudendosi a riccio, ma questo è servito solo a portarlo al terzo round, quando sinistro e destro entravano nella guardia e per il serbo si spegnevano tutte le luci, anche quelle di riserva e all’arbitro non restava che decretare il KO. In apertura il welter milanese Christian Mazzon (8-4), 26 anni, ha ottenuto una vittoria importante contro l’abruzzese di Vasto Luigi Alfieri (7-3), 26 anni, partito a mille, confermando un vasto repertorio di colpi, ma spentosi dopo meno di tre round, permettendo al rivale un recupero insperato, fino a portarlo alla vittoria, di misura ma meritata. Alfieri ha qualità notevoli, come dimostra la vittoria su Pietro Rossetti il possente romano, che recentemente ha conquistato l’IBO latino sullo spagnolo Aaron Alhambra. Evidentemente questi cali sono dovuti ad una preparazione precaria.

Di Alfredo

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