di Giuliano Orlando

Anche se il Covid 19 non molla e come un fantasma gioca a presentarsi ospite indesiderato creando paura e drammi, il pugilato non vuole dargliela vinta e sia pure col silenzio degli spalti vuoti, cerca di tenere desta la passione e la continuità dello spettacolo. La Boxe Loreni è tra le protagoniste di questo difficile momento. Dopo l’appuntamento di Brescia dello scorso fine luglio, col tricolore dei supergallo tra il campione Alessio Lorusso e Iuliano Gallo, il promoter bresciano ha dato appuntamento la sera del 21 agosto al Paladelta di Porto Viro, nel rodigino, per un’altra sfida, stavolta nei medi. Protagonisti, il campione Etinosa Oliha (12) 22 anni, genitori nigeriani, nato a Torino, residente ad Asti dove ha appreso la nobile arte e lo sfidante Andrea Roncon (14-5-1) 29 anni, alla prima sfida titolata. Ha vinto, come da pronostico il campione, con ampio margine, apparso più concreto e preciso, anche se Roncon merita il premio della generosità, vista l’ostinazione degli assalti. Match intenso e vivace, ma anche monocorde, non avendo nessuno dei due la capacità di accendere la scintilla delle emozioni forti. Roncon è stato sempre all’attacco disputando dieci round in fotocopia, sbracciando furiosamente, quasi mai entrando nella guardia di Etinosa che avendo un tasso tecnico superiore, sapeva chiudersi bene e replicare con più precisione. Ma purtroppo fermandosi a sua volta dopo la serie, senza dare quella continuità che avrebbe dato la svolta della vittoria prima del limite. Roncon ha subito parecchio, ma non ha mai rischiato la resa. Entrambi in buona condizione atletica, hanno confermato il pronostico. Adesso si prospetta l’interrogativo relativo al campione: quale il futuro per questo atleta dall’imponente struttura da mediomassimo? A suo vantaggio i 22 anni e grandi margini per migliorare, ma anche la realtà di una stagnazione tecnica nelle ultime prestazioni. Al momento è oltre il 20° posto nell’UE, dove il campione è il tedesco Marten Arsumanjan (10-1-1) 26 anni, che il 16 giugno a Berlino ha scalzato a sorpresa il connazionale e più quotato Bjorn Schicke (16-1-1) 32 anni. Tanto a sorpresa che l’EBU non l’ha ancora inserito da campione, dopo due mesi dal fatto. Il primo italiano è l’ex tricolore Mirko Geografo al sesto posto. Il campione europeo in carica è il nostro Matteo Signani (29-5-3), 41 anni, che il 10 ottobre prossimo a Caen in Francia, metterà la cintura in palio contro il locale Maxime Beaussire (29-2). Il vincitore trova l’inglese Martin Murray (39-5-1) 37 anni, pro dal 2007, vari tentativi mondiali falliti e prima volta per l’europeo. Il resto del cartellone di Porto Vigo ha visto l’esordio vincente del non più verde mediomassimo di casa, Pierpaolo Gasparello (1) 36 anni, buon tecnico, vincitore sui 4 round del croato Stanko Jemelic (0-2) 28 anni di Spalato. Prosegue la striscia vincente del giovane gallo sassarese Cristian Zara (5), 22 anni, dalla buona base tecnica e velocità d’azione, ex azzurro, vincitore del coraggioso ma limitato pugliese Pio Antonio Nettuno (7-15-1), 34 anni, che non vince dal 2011. Stavolta si è arreso al sesto tempo, dopo l’ennesima serie al corpo. Il supermedio moldovo d’Italia Petru Chiochiu (8-6), 30 anni, residente a Monselice, si è imposto chiaramente sul barese Danilo Cioce (2-8) 33 anni, che ha retto bene i sei round. Per accedere alla semifinale supergallo del torneo FPI, si sono confrontati Joel  Santos (2-1), 28 anni, nato a Santo Domingo, da anni si stanza a Lucca e il pakistano Shoabib Zaman 29 anni, (4-8-2),  che vive a Botticino nel bresciano. Ha vinto il primo, più preciso e mobile, lungo sei round di modestissima levatura. Ho lasciato per ultimo il confronto tra i superwelter Yassin Hermi (2), 18 anni, fiorentino e allievo del maestro Boncinelli che di campioni ne ha allevato diversi e di ottima qualità a cominciare da Leo Bundu. Padre tunisino, mamma fiorentina, un futuro di alto livello in nazionale, interrotto bruscamente per incomprensioni che si potevano evitare, se solo si fosse pensato alla crisi che attanaglia il settore maschile dei dilettanti. La rigidità del settore tecnico ha deciso il ragazzo a traghettare nel professionismo dove potrebbe togliersi parecchie soddisfazioni. Si dice ha Harmi, abbia un carattere difficile da gestire, ma chissà perché con Boncinelli va d’accordo e si allena con passione. Forse ha il difetto di dire pane al pane e vino al vino? Vedremo chi ha ragione fra qualche stagione. Intanto all’esordio a Brescia ha spedito out al secondo round Danilo Cioce, lo stesso che a Porto Vigo, di fronte al ben più esperto Petru Chiochiu (8-6), 30 anni ha retto i 6 tempi previsti. Stavolta è toccato a Ericson Castillo (0-1) un bassetto di chiara origine centro americana, di cui si è capito solo che è mancino. Il resto è tato un monologo di Hermi, che senza apparente fatica lo ha spedito di brutto al tappeto nel giro di due minuti.  A questo punto, il suo manager Loreni è costretto a metterlo contro avversari di ben altra levatura. Farlo combattere con modesti collaudatori è inutile perdita di tempo. Hermi è un talento naturale, ancora verde ma già in grado di inserirsi alle spalle del gruppo dei top 5 italiani (Fiordigiglio, Geografo, Bevilacqua, Falcinelli e Cstellucci), quindi deve fare esperienza di alto livello subito.  

Di Alfredo

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