di Giuliano Orlando

VRBAS (Serbia).  Considerate le scarse opportunità riservate al settore jr. (15-16 anni), in vista degli europei fissati da 25 settembre al 3 ottobre prossimi a Montesilvano in Abruzzo, la robusta partecipazione italiana al torneo Nations Cup disputatosi a Vrbas in Serbia a metà agosto, tredici maschi (48 Marsala, 50 Crucillà e Dell’Aquila, 52 Vitale, 54 Glorioso, 57 Alciati, 60 Capitani, 63 Harpula, 66 Savarese, 70 Morale, 75 Fasanelli, 80 Sarsili, +80 Guida e nove atlete: 48 Schininà e Marongiu; 52 Vassallo, 54 Tosadori, 57 Battistella, 60 Dovesi, 63 Muzzi, 66 Golinelli, 70 Molinaro. I tecnici Franco Federici e Ottavio Marone (M), Di Giacomo e Milazzo (F), è andata oltre le attese. Il torneo, pur nei limiti di presenze ridotte, in particolare le jr. (solo otto nazioni per un totale di 28 atlete), mentre nel settore maschile erano iscritte 16 nazioni e ben 114 atleti, in particolare 9 azeri, 11 bulgari, 7 cechi, 12 kazaki, 14 romeni e 23 serbi, oltre ai 13 azzurri, il che ha reso il torneo di valore assoluto. La parte femminile oltre alle 9 azzurre, vedeva al via Serbia, Ungheria, Bulgaria con 4 atlete ciascuna, Romania e Rep. Ceca con 3, una cipriota e una indiana, è risultato utilissimo da ogni punto di vista. Da sottolineare che Kazakistan, Azerbajan, Romania e Rep. Ceca, come l’Italia hanno portato i loro campioni e vice nazionali. In particolare il Kazakistan che ha una base notevole, ha mostrato una evidente superiorità a livello di esperienza e fisicità, da far pensare che l’età non fosse per alcuni quella reale. Solo un’ipotesi sia chiaro. Il succinto e impreciso comunicato ufficiale finale non rendeva merito al risultato complessivo dell’Italia. Per questo ho cercato di ovviare alla lacuna. L’Italia in rosa ha svolto il compito al meglio, portando a medaglia otto delle nove presenti. Ben cinque sono salite su gradino più alto. Inizia la siciliana Schininà (48) che prima batte la ceca Ostra poi la magiara Bojti e in finale, la connazionale Marongiu del Lazio, a sua volta vincitrice della bulgara Petrova. Il secondo oro lo conquista la veronese Tosadori nei 54, superando la serba Lukic, seguita nei 57 da Sara Battistella allieva della DBT Dimensioni BT, capace di dominare la magiara Varga che aveva impressionato, costringendo alla resa in semifinale la bulgara Toncheva. La prestazione della romana le è valsa il riconoscimento della migliore del torneo. Quarto trionfo con la Muzzi (63) sulla cipriota Ntzaragian, giunta in finale a spese della magiara Muncz, Beneaugurante l’oro della Molinaro nei 70 kg., categoria dove l’Italia soffre da tempo. La laziale ha superato con bella sicurezza la forte romena Tanasescu, quotata nelle schoogirl. Le altre medaglie azzurre, argento per la Dovesi (60), bronzo per la Golinelli (66) emiliana di Budrio, ancora acerba. Di altra caratura il torneo maschile, con Kazakistan e Azerbajan scesi in forze in Serbia col meglio della categoria. Come dimostrato sul ring. Gli asiatici hanno fatto le prove generali per i loro campionati continentali, tornando dalla Serbia con 5 ori e 4 bronzi, mostrando una superiorità notevole sia atletica che di mestiere. Hanno vinto nei 50 (Nasibov), nei 54 con Kadyrkhan e anche nei 60, ma in questo caso Sabyrkhan è stato sfacciatamente favorito dai giudici, sia contro il laziale Capitani allievo della Silicella, giunto al bronzo e in finale col locale Dimitrov, entrambe le volte con un 3-2 bugiardo.  Nei 63, due kazaki iscritti, primo posto per Seiilkhan campione nazionale, che in finale la spunta sul valido serbo Vanic, che aveva ottenuto il pass con una spinta niente male contro Ussen l’altro kazako, dato incredibilmente vincente (3-2) sul nostro Harpula, delle FFOO giovanili di Roma. Il quarto oro nei 66, con Yerbossynov dominatore, mentre il casertano Savarese dopo aver battuto il romeno Marinescu, in semifinale non aveva demeritato di fronte al bulgaro Halil, dato vincente 4-0. Il quinto oro negli 80 kg. grida vendetta, in quanto il novarese Sarsili aveva fatto le azioni migliori nelle tre riprese di fronte a Boxsultanov, che i soliti tre giudici hanno premiato. La domanda è che senso ha favorire il kazako, componente della squadra più forte del torneo, togliendo nel caso all’Italia un oro meritato? L’Azerbajan si è aggiudicata tre ori, favorita da situazioni contingenti, Nei 46 kg. non c’è stata storia con oro (Nazarov) e argento (Molayev).  Nei 50, l’unico che ha impegnato Nasibov in semifinale è stato il siciliano Crucillà, per il resto disco verde. Il tris azero è andato al forte Qasimzade nei 57 kg. che in avvio ha battuto il laziale Alciati. Un oro a testa lo hanno conquistato il romeno Caldararu nei 52 kg. vincitore di Vitale all’esordio, il quotato magiaro Nileborg, superando in finale il siciliano Morale allievo della gloriosa palestra Dresda, mentre come nelle previsioni Eliah Lugo (USA) nei 75 ha fatto valore la grande potenza vincendo due match su tre per rsc, sia all’esordio col serbo Mitrovic che in finale contro l’azzurro Fasanelli fermato al secondo round. Per l’Italia due splenditi trionfi. Il primo con Marsala, giovane del gym Casalbruciato 2.0 nei 48 kg. giunto in finale battendo l’israeliano Zkhari, il bulgaro Dimitrov e infine il serbo Kamesscanin, che pensava di spuntarla, dopo aver superato il favorito kazako Amangeldiyev. Invece la grande mobilità e velocità del romano non hanno lasciato scampo al pugile di casa. Il gigante campano Vincenzo Guida, (+80) il gioiello della palestra Ciaramella Strabella, era molto atteso all’esame in Serbia, in proiezione degli europei e Vincenzo non è venuto meno alle speranze di poter contare su questo sedicenne che unisce una buona base tecnica e discreta potenza. Lo ha dimostrato vincendo tre match, uno più convincente dell’altro. Dopo lo sloveno Dragas e il romeno Moise, in finale trovava l’israeliano Prilutsyky che aveva battuto il kazako Idris in bella sicurezza e costretto alla resa il ceco Maly in semifinale. Al dunque l’azzurro ha dominato la finale vincendo i tre round e confermando di essere una bella realtà. Ha svolto utile esperienza Glorioso (54). A questo punto, il gruppo rientrato ad Assisi, dovrebbe completare la preparazione per gli europei in Italia, con qualche certezza in più e molta fiducia per l’europeo che torna in Italia a Montepulciano, regione dell’Abruzzo, dove ebbe luogo nel 1992, in quel di Roseto, la prima edizione maschile non ufficiale dell’europeo dei cadetti, che proseguì per altre tre edizioni. Nel 1996,  venne inaugurato ufficialmente l’europeo cadetti, ospitato nell’occasione ad Aosta. Denominazione che cambiò nel 2008, diventando junior, rimasta fino ad oggi. Nello stesso anno partirono anche gli europei femminili, ospitati nel 2014 ad Assisi e nel 2018 a Roseto.  Dal 2019 a Galati in Romania su idea di Franco Falcinelli allora presidente EUBC, atleti e atlete vennero accorpati, situazione confermata a nel 2021 a Tbilisi in Georgia e pure a Montesilvano, dove il torneo è fissato dal 25 settembre al 3 ottobre. Lo scorso anno, l’Italia conquistò 2 argenti e cinque bronzi, la speranza è che il medagliere del 2022, si arricchisca con almeno un oro, che l’Italia ottenne nel 2019 con Angeloni Yoel Carlo e Piras Viola, entrambi nei 63 kg. oltre a tre argenti e un bronzo nel settore femminile.

 

Di Alfredo

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