di Giuliano Orlando

Qualche volta lo stato anagrafico è una questione secondaria. Se un pugile che calca il ring da oltre vent’anni, parliamo di Emy Marsili (32-0-1) alla soglia delle 39 primavere, dà lezione di boxe ad una volpe del ring, come il messicano Gamaliel Diaz (38-13-3), che annovera nel carnet personale il mondiale superpiuma, più giovane di cinque anni, battendolo sul piano delle freschezza atletica, tradotta in giusta tattica, significa che ognuno ha nel dna, la vera cartella personale. Fatti i giusti complimenti all’inossidabile “Tizzo”, smentendo i soliti “esperti” locali in cerca di brutte figure, che alla vigilia del match contro il messicano avevano lanciato l’allarme individuando nella concentrazione dell’italiano un segnale di stress, anticamera del disastro. Ci si chiede se questi soggetti, dopo il risultato di Fiumicino, avranno il coraggio di chiedere scusa. Ne dubitiamo. Il team di Marsili, aveva studiato attentamente il messicano, preparando la giusta contraria, annullando praticamente il potenziale offensivo di un pugile che senza essere un fuoriclasse ha esperienza da vendere e conosce tutti i trucchi del mestiere. Armi vanificate dalla strategia di un Marsili (32-0-1) che ha dispetto dei quasi 39 anni, ha fatto la differenza nella velocità e precisione, che solo una condizione perfetta ti permette di realizzare. Tutto questo ad un’età dove solitamente si pensa al ritiro. Ben diversa la situazione di Emiliano, che dopo la conquista del Silver WBC, si deve attrezzare per sostenere una nuova impresa, ancora più difficile di quella realizzata sabato scorso. Si tratta di trovare la migliore condizione per battersi ancora una volta per il mondiale. Non dobbiamo dimenticare che il 20 gennaio 2012 a Liverpool in Inghilterra, Marsili conquistò il mondiale IBO, sigla riconosciuta in buona parte del mondo – Wladimir Klitschko, il re dei massimi, l’ha conquistato e lo mette in palio come le altre sigle – battendo il beniamino di casa Derry Matthews, che subì una punizione imprevista. Il resto della storia, conferma l’attitudine italiana a farsi del male. Personalmente considero Marsili un ex iridato, che adesso tenta il bis. Ed eccoci al nocciolo della questione. La OPI2000, tiene contatti da tempo sia con il WBC che con la IBF, le due sigle che mettono Marsili nei quartieri alti. Quarto nella prima, sesto nella seconda. Per la verità, la IBF non lo ha trattato molto bene, facendolo scivolare dal terzo al sesto posto, allorchè il titolare Mickey Bey jr. (Usa 21-1-1) rifiutò di difendere la cintura contro il russo Dennis Shafikov ( 36-1-1) per una borsa inferiore ai 60.000 dollari sul ring di Macao (Cina). Resosi vacante il titolo, la Commissione Tecnica, ha scelto il russo e il cubano Rances Barthelmy (23-1nc) salito di categoria, dopo aver detenuto quello dei superpiuma. Marsili lo precedeva, ma venne declassato senza una giustificazione. Per questo è probabile che Cristian Cherchi, che tiene i fili delle trattative, mentre papà Salvatore ha i contatti con i vertici del WBC, siano orientati sulla sponda di Souleiman, visti anche i rapporti di amicizia. Al momento il campione è Jorge Linares (39-3), 29 anni, venezolano residente a Tokyo, elemento di alto valore, come dimostra il suo ruolino di marcia. L’ultima difesa a Londra, battendo il quotato locale Kevin Mitchell (39-3) il 15 maggio scorso, finito ko al decimo round, conferma che non sarà facile scalzarlo. Unico neo per il campione, la mascella piuttosto sensibile, come dimostrano le tre sconfitte, tutte per KO. Comunque l’italiano, prima di affrontarlo, deve attendere la difesa che Linares è chiamato a sostenere contro l’inedito montenegrino Dejan Zlaticanin, 31 anni, che si è meritato l’opportunità, battendo per ko alla quarta ripresa l’ucraino Ivan Redkach (18-1), residente negli Usa che sul ring di Birmingham nell’Alabama, si presentava imbattuto. Match duro all’inizio poi la maggior potenza di Dejan decideva il risultato, portando a 14 ko, il record sulle 21 vittorie, senza ombra di sconfitta. Questo montenegrino era già entrato in rotta di collisione con Marsili, come sfidante all’europeo, poi scelse l’opportunità americana. Adesso è lo sfidante ufficiale, ma i tempi non sono tanto brevi. Il match si prevede verso l’autunno inoltrato in Giappone. Il vincitore non sappiamo se dovrà dare la precedenza a Marsili o gli verrà concessa una difesa volontaria. Guardando le altre sigle, è curioso che nella WBA il primo sfidante di Darley Perez (32-1-1) il colombiano che ha pareggiato fortunosamente con l’inglese Anthony Crolla (29-4-3), sia l’altro inglese Derry Matthews, quello battuto da Marsili.

Questa la situazione dopo la bella prestazione di Marsili, che gli è valsa la cintura Silver WBC e sembra aver dimenticato la data di nascita.

Di Alfredo