2 La furia di MarsiliDomani sul ring del PalaMalè Emiliano Marsili, campione europeo dei leggeri, affronta l’ungherese Gyorgy Mizsei in quello che per tanti motivi non sarà certo il match più difficile della sua carriera, ma senz’altro il più importante. Una contraddizione che la boxe ci ha abituati da lungo tempo dove si intrecciano le fila di trattative pazienti e legate spesso a necessità del momento e chi più ne ha più ne metta. Il valore del pugile viaggia di pari passo con l’abilità e le conoscenze del suo procuratore. Marsili è chiamato a difendere il titolo per la terza volta dopo che lo aveva conquistato eliminando Luca Giacon in due round. Un titolo europeo per certi versi di casa nostra visto che le due difese portano i nomi di Benoit Manno e Pasquale Di Silvio. Ma questo non tragga in inganno perché il civitavecchiese è uno dei pugili europei più forti in circolazione nonostante i suoi 38 anni. Il suo sinistro sa essere deleterio e la sua intelligenza pugilistica gli fa leggere il match fin dai primi secondi. Rimanere imbattuti dopo 30 match e soprattutto dopo 11 anni di boxe professionistica non è roba che si trova facilmente negli annali della boxe. Il suo avversario è Gyorgy  Mizsei, pugile senza infamia e senza lode, con alti e bassi, capace di ridimensionare a sorpresa un disattento Zamora, e pagare subito dopo pegno con il belga Bauwens. Decisamente uno sfidante alla portata, ma proprio per questo da non sottovalutare, considerando che battersi per un titolo crea forti stimoli, soprattutto da chi non ha nulla da perdere. Dal lato economico una vittoria su Mizsei potrebbe diventare per Marsili il classico lasciapassare che si dà a un campione europeo per affacciarsi in zona mondiale. Nel caso del civitavecchiese le possibilità sembrano essere per ora legate alla WBA e al WBC. Il primo ente con il cubano Richar Abril sembra il più accessibile, mentre il secondo dà l’idea di una polveriera con il texano Omar Figueroa, 24 anni, imbattuto con la predilezione per il ko. Come si vede le strade…non sono infinite, ma sono buone. Un mondiale con “Tizzo” farebbe gola organizzativamente a Civitavecchia, ma conoscendo il valore del nostro pugile si potrebbero aprire altri scenari come Viterbo e altri capoluoghi, che stanno riscoprendo il fascino della boxe. Per questo domani sera…non sono ammesse distrazioni ed errori. La serata grazie al Comune di Viterbo, alla OPI 2000, all’interessamento dei figli di Agostino Malè e nipoti del grande Luigi a cui è dedicato il Palasport, ha i connotati della classica grande riunione dove oltre all’europeo alberga un titolo italiano non meno interessante che vedrà protagonisti i supermedi Andrea Di Luisa e Diego Velardo. Di Luisa è militare di stanza a Viterbo, avrà dalla sua parte il tifo di un bel numero di commilitoni. La sua bella serie di vittorie prima del limite fu interrotta prima da Alì Ndiaye e poi dal francese Rebrasse, recentemente strenuo avversario di George Groves per il titolo d’Europa. Andrea vuole riprendere quel cammino riconquistando il titolo italiano, sul ring troverà un ostacolo non indifferente, per certi versi un’incognita rappresentata da Diego Velardo, un giovane che ha tutte le qualità per emergere, ma di cui ancora non si conoscono i limiti. “The Actor” come viene chiamato l’atleta di Ciampino, cresce proporzionalmente al valore dei suoi avversari, e quella di Viterbo sembra l’occasione buona per esaltarsi.

Il contorno sarà costituito da due match interessanti con due pugili entrambi imbattuti e ormai in procinto di affrontare dopo la serata di Viterbo avversari più impegnativi con titolo in palio. Hanno entrambi carte più che buone in mano per diventare grandi protagonisti del nostro movimento pugilistico. Parliamo del welter Alessandro Caccia e del mediomassimo Alessandro Sinacore che si batteranno contro Ivans Levickis e Martins Kukulis.

Ma l’attesa più grande sarà rivedere la boxe su Italia 1 con inizio alle 23, 45…un’avventura da vivere insieme ai telespettatori con il commento del giornalista Federico Mastria e di Alessandro Duran.     

(Alfredo Bruno)

Foto di Renata Romagnoli

Di Alfredo

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