C’è grande attesa per il match che il romano Giovanni De Carolis (+ 20, 10 per ko, – 4) disputerà sabato prossimo sul ring della EWE-Arena a Oldenburg con l’armeno Arthur Abraham (+ 37, 28 per ko, – 4) sulle 12 riprese, valevole per il Titolo Intercontinentale WBO nella categoria dei supermedi. De Carolis gioca la carta più importante della sua carriera affrontando un uomo di caratura mondiale, che la WBO ancora oggi  mette al primo posto in graduatoria, considerando pure il fatto che è stato campione del mondo per la WBO nei supermedi e campione del mondo per la IBF nei medi. Un record impressionante dove leggi i nomi più forti del ranking mondiale degli ultimi anni. Abraham che ha conquistato il titolo intercontinentale di recente superando Wilbeforte Shihepo, pugile della Namibia, contro De Carolis chiede l’immediato lasciapassare per affrontare nella bella (una vittoria per ciascuno) Robert Stieglitz, un  russo naturalizzato tedesco, che vanta di essere stato l’unico ad aver battuto prima del limite l’armeno, che forse comincia a manifestare qualche crepa nella sua corazza. Abraham oltretutto nel suo ultimo match con Shihepo, pur vincendo chiaramente, non ha certo entusiasmato. Parliamo, comunque, sempre di un pugile di caratura mondiale capace di qualsiasi impennata.

De Carolis-Abraham

Giovanni De Carolis, 29 anni, gioca la carta più importante della sua carriera. La crisi attanaglia la nostra boxe professionistica e il romano non ci ha pensato due volte ad accettare questa sfida che lo vede chiuso dal pronostico. Bisogna pur dire che l’ottimismo tedesco per un facile successo di Abraham sta lasciando il posto a qualche dubbio, soprattutto dopo aver visto il nostro pugile in allenamento. Ci sono oltretutto una decina di cm. di altezza in più, che potrebbero diventare un duro ostacolo se il romano saprà usare bene il maggiore allungo. Giovanni possiede una discreta potenza e Abraham deve ancora dimostrare che la sconfitta prima del limite subita da Stieglitz, sia semplicemente un incidente di percorso. Abraham, pugni d’acciaio, appare forse più lento soprattutto da quando ha cambiato categoria. Tutte queste cose sono state senz’altro valutate dal clan del romano che cercherà di ribaltare una mission impossibile, alla stregua e nel ricordo di alcuni nostri pionieri che ottennero la loro consacrazione all’estero. Il saggio suole spesso dire: “La boxe? Ha due mani lui e due mani io. Sul ring può succedere di tutto, anche l’imprevisto”.

(Al. Br.)

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Di Alfredo