Jay McFarlane, scozzese di Glasgow (13-6-0, 5KO), avversario di Guido Vianello nel main event della manifestazione del 28 ottobre al Pala Atlantico di Roma, ha un physique-du-role particolarmente colorito: svariati tatuaggi, taglio di capelli scenografico, un’esteriorità fisica particolarmente abbondante. Per il pubblico pugilistico italiano, dovrebbe essere soltanto un journeyman più eccentrico di altri.

Ex campione dei cruiserweight scozzese, Jay McFarlane persegue l’obiettivo di scioccare il pubblico italiano e, nonostante l’apparenza preferisce far parlare il ring: verrà a Roma consapevole di essere l’underdog, ma con una forte voglia di sovvertire i pronostici e vincere contro Guido Vianello.

Quindi eccoci qui: sai di essere un personaggio colorato, vero? Le battute, il tuo outfit, il modo in cui ti esprimi sui social. Da dove l’hai preso?

“Sono solo io, davvero. Non è un personaggio, è come sono. Non mi interessa cosa pensano gli altri di me, cerco solo di essere felice”

Com’è la tua routine di allenamento?

“Ero in palestra stamattina e ci sono tornato stasera, faccio almeno due sedute al giorno. Dalle 9 alle 17 lavoro dal mio barbiere”.

Da dove viene la passione per il mondo haircut e barber?

“È gratificante far sentire bene le persone con sé stesse, mi rende felice vedere che stanno meglio e si sentono benissimo, mi piace mettere un sorriso sui volti delle persone”

Sei stato soprannominato dai fan italiani come il fratello scozzese di Andy Ruiz. Ti sembra un complimento?

“Ci sono livelli nella boxe. Forse vedono i tatuaggi e il mio fisico. Ho un bel po’ di autostima ma non mi paragonerei ad Andy Ruiz, è un’altra tipologia di belva da ring. Tutto quello che posso dire è che se i fan italiani pensano che Vianello mi batterà facilmente, dovrebbero ricordare come Ruiz ha messo a segno un upset incredibile contro Joshua nel 2019. Farò lo stesso con Guido, segnatevelo!

Perché sei passato alla divisione dei pesi massimi? Sei stato un cruiserweight di successo; eri campione di Scozia.

“Non sono passato ai pesi massimi, sono sempre stato un peso massimo per tutta la mia carriera, ma c’era stata questa opportunità e alcune persone mi hanno detto che non avrei mai potuto scendere per rientrare nel limite di 200 libbre dei cruiser, e invece ho dimostrato che si sbagliavano, mi sono quasi ucciso con il taglio del peso ma alla fine ho pure vinto il titolo scozzese dei cruiser. Chi mi critica, mi motiva”.

Quando hai iniziato a fare pugilato, per quale motivazione sei entrato in palestra e chi sono i tuoi pugili di riferimento?

“Ho iniziato a boxare quando avevo 8 anni e il mio pugile preferito era Jack Dempsey. Faceva a pezzi uomini più grandi, con lui era sempre come Davide contro Golia. Mi piace molto anche Max Baer. Ho iniziato a fare pugilato perché dovevo dimagrire. Ero un bambino molto grasso. Ricordo questo episodio: giocavo a calcio e facevo il portiere. Durante una partita di calcio c’è stata una mezza rissa e ho preso a pugni qualcuno con i guanti e l’ho messo fuori combattimento. Mi è piaciuto. Sono andato in palestra e non me ne sono mai andato”

È il tuo primo incontro all’estero da un po’ di tempo: come ti fa sentire? L’ultima volta è stato nell’undercard di Jacobs vs Golovkin nel tempio della boxe americana, il Madison Square Garden.

“Mi aspetto un’esperienza straordinaria. Il mio sogno era viaggiare e boxare. Sono andato a New York e ho boxato a New York. Vado a Roma e combatto a Roma, mi sento molto fortunato”.

In un breve documentario sulla tua vita realizzato da Boxxer, dici di venire da un quartiere duro di Glasgow. Quanto sei orgoglioso di essere il main event su un palco del genere, in diretta in UK su Mola, ESPN+ negli USA e contro il numero uno dei pesi massimi italiani?

“Se penso alle mie origini, le possibilità di essere una persona pulita e di successo erano davvero scarse. Vengo da una zona molto difficile di Glasgow. Ora ho anche una mia attività, il mio barbershop. Ho combattuto come pugile professionista, ho vinto un titolo, ho viaggiato grazie alla boxe. Sarò nella carta principale di un evento ESPN. Sono orgoglioso di me stesso. La maggior parte dei miei amici d’infanzia sono morti, sono spacciatori oppure marciscono in prigione. Penso che il mio atteggiamento nella vita mi abbia aiutato molto, per quello che ho realizzato”.

Sei chiaramente considerato l’underdog di questo match, quindi cosa significherebbe per te portare a casa una grande vittoria contro un combattente come Vianello?

“Ascolta: sono stato un alcolizzato per una larga parte della mia vita. Ora invece sono completamente pulito. Ho cambiato completamente la mia vita. Migliorerà ancor di più quando batterò Guido. Otterrò il suo contratto di Top Rank. Sai, cambierebbe tutto. Quando ho combattuto al Madison, ero ubriaco. Quando ho combattuto su Sky avevo i postumi di una sbornia. Nessuno ha visto il vero Jay McFarlane. Con questo match tutti vedranno la mia forza, la mia velocità, la potenza. Farò andare al massimo il motore! Farò una guerra. Vengo per prendermi tutto quello che ha Guido!”.

La manifestazione del 28 ottobre sarà trasmessa in diretta streaming gratuita su Mola Italia. Basta scaricare l’applicazione e registrarsi sulla piattaforma. I biglietti sono in vendita su Boxol.it con tre fasce di prezzo: 70,00€ per l’area VIP, 50,00€ parterre numerato, 30,00€ balconata non numerata.

Di Alfredo

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