DSC_5331 Faraoni e D'Alessandri Faraoni in allenamento con D'Alessandri come oggetto avanzato-1 Faraoni vince la finale nel LazioFrancesco Faraoni (+ 46, = 3, – 10), 20 anni, dopo aver vinto la fase regionale si presenta ai Campionati Italiani Elite che si svolgeranno in Puglia con il ruolo di outsider. Faraoni si presenta nei 75 kg. come l’anno scorso quando fu eliminato da Perugino ai Campionati di Bergamo. Parliamo comunque di un elemento di primo piano che dimostra oltre alla sua riconoscita validità ampi margini di miglioramento.

L’inizio…

“Ho iniziato nel 2006. Era uno sport che piaceva a mio padre, che qualcosa ha fatto tra i dilettanti a suo tempo. E’ stato lui a consigliarmi la palestra e così mi sono iscritto alla Team Boxe Roma XI, dove già c’era mio fratello Mattia ed ora sono qui alla Phoenix Gym”.

Come è avvenuto il passaggio di società?

“Sentivo lo stimolo e l’esigenza di cambiare palestra, anche se la Team Boxe ce l’ho sempre nel cuore. Avviene pure nel calcio ed è la ricerca di qualcosa di diverso, di nuovo”.

Che cosa ti da il pugilato?

“Innanzitutto è uno sfogo utile nei momenti difficili, nei momenti di stress. Ti salva da tante situazioni psicologiche, che ti mette sul tuo cammino la vita. Lo ritengo uno degli sport migliori, perché ti aiuta ed è un’ancora di salvataggio nei momenti bui. Stare in palestra è come stare in famiglia, mi piace la rumorosità, lo stare insieme ad allenarsi”.

C’è stato un momento amaro?

“Sicuramente la finale con Perugino ai Campionati Italiani di Grosseto del 2011. Disputai un bruttissimo match, che nessuno si aspettava, avevo perso già prima di salire sul ring. Senz’altro era dovuto ad una mia immaturità psicologica”.

Il tuo match migliore?

“Forse l’ho disputato contro un francese, che adesso ha vinto il campionato dell’Unione Europea, io stavo in Nazionale in sostituzione di Ranno, pesavo 69 kg. e sono riuscito a superarlo, si può dire a casa sua. E’ stato il match della vita contro un grande avversario”.

Che fai nella vita?

“ Studio, faccio il I anno di Statistica alla Sapienza. Adesso devo organizzare sport e studio”.

Ti hanno chiamato in Nazionale?

“Adesso no, ma non mancheranno le occasioni. Cercherò di farmi notare ai prossimi Campionati, al Guanto d’Oro, agli Universitari. Ho varie opportunità per giocare le mie carte”.

Che intenzione hai con il pugilato?

“Vorrei dare la priorità allo studio. Fino a quando potrò fare tutt’e due lo farò. Si arriverà senz’altro ad una scelta finale e penso che sarà a favore dello studio e del lavoro, anche perché nel pugilato ci sono pochi margini di guadagno”.

Come ti definisci?

“Tecnicamente mi definisco un attendista, uno che combatte di rimessa, ma devo cercare di  essere più concreto e portare più colpi. La difesa va bene ma non basta”.

Stai cambiando?

“Si. Cerco di attaccare di più e non usare la difesa come unica strategia”.

Hai interessi fuori dal ring?

“Ultimamente ho poco tempo. Prima ero appassionato di musica, suonavo anche il pianoforte. Adesso mi dedico allo sport e allo studio”.

Il pugilato lo segui anche al di fuori?

“Abbastanza, mi piace seguire il professionismo. Il mio pugile preferito è Mayweather, per il passato Mouhammed Alì, ma mi piace seguire anche i nostri pugili come Spada, Della Rosa, De Carolis ecc. Poi adesso che si ha la possibilità di vedere i grandi incontri su Italia 1 è ancora meglio”.

 (Al. Br.)

Di Alfredo