di Giuliano Orlando

Passione e dedizione, contro l’ambizione sfrenata. Il coraggio di contestare Primo Nebiolo. Roberto VeniniCoach Carlo. Una corsa lunga cent’anni. Prefazione di Sandro Donati – Edizioni ZeroTre. – Pag. 200. Euro 18.00.

Per capire il libro su Carlo Venini, scritto dal figlio Roberto, è d’obbligo leggere la prefazione di Sandro Donati, ricercatore e libero pensatore, per questo attaccato dai politici del settore, coraggioso al punto di fare la guerra a Primo Nebiolo, che indica come “governatore dell’atletica italiana e mondiale, uomo di grandi capacità, con poche remore e infinita ambizione”. Avendo seguito l’atletica leggera in quel periodo, debbo ammettere che il quadro è molto vicino alla realtà dei fatti. Donati traccia con dovizia di particolari l’iter in parallelo delle due strade, a livello etico e manageriale. L’una in antitesi con l’altra. Il percorso di Primo Nebiolo che intendeva l’atletica come il veicolo ideale per diventare spettacolo assoluto, catalizzando le grandi folle, diventando prodotto appetibile per le aziende quali sponsor e come tale un grande business, senza andare troppo per il sottile, il sistema per raggiungere il top. Dall’altra sponda, lo sport come essenza per la crescita dei giovani, rispettando le regole della disciplina nel solco dell’etica sportiva e morale, quindi nel rispetto delle regole. Doping da escludere a priori. In questo conflitto ideologico e pratico, coach Carlo è stato protagonista suo malgrado, nel senso che il personaggio era essenzialmente uomo di sport, un tecnico che sapeva fra crescere i suoi allievi senza sotterfugi di bottega, ma con rigore e tanta, tanta fatica e dedizione. Presentando il libro per ricordare l’amato genitore, l’autore ha definito l’opera un racconto fatto col cuore. Definizione esatta e coinvolgente, una disamina semplice nel descrivere un uomo che preferiva le crude verità alle bugie di comodo. Un burbero che nascondeva dietro la facciata quella sensibilità tipica di chi alle parole lascia il passo ai fatti. Nel caso specifico ai risultati dei suoi ragazzi. Storica la frase di Nebiolo a Carlo: “Non sei mai uscito da Sesto San Giovanni e mi fai la guerra”. Ignorando che per completare la sua formazione da allenatore, era andato a fare esperienza diretta in Svezia a Volodalen, dove insegnano esperti di alta specializzazione dello sport, assieme ad altri tecnici italiani. La replica fu anche una sentenza: “Nel giro di poco tempo dovrai smettere di comandare”. I frutti del suo lavoro, oscuro perché svolto senza i riflettori caro ad altri colleghi, ma proficuo, considerato che nel 1962 la Pro Sesto di coach Carlo, vinse tutti i titoli tricolori del mezzofondo veloce e prolungato, fu un tangibile riconoscimento al valore del tecnico, anche se c’era chi rosicava e non poco. Cofondatore di Assital, per dare consistenza all’idea di un’atletica leggera “pulita”, portò avanti battaglie coraggiose e per questo osteggiate, ma questo non lo scoraggiò mai. Il libro ha il pregio di raccontarne ogni dettaglio, la nascita di Carlo nel 1922, figlio di Cherubino Venini, marmista di giorno e pescatore di notte e Angiolina Pirelli. Lui, alto e biondo, occhi azzurri, ex alpino nella guerra 1915-18, socialista e anticlericale mite, lei figlia del proprietario di un negozio di marmi, tanto pio da svolgere le mansioni di sacrestano nel tempo libero della Chiesa di Varenna – a quel tempo nella provincia di Como, oggi in quella di Lecco – dove risiedono. Dopo Carlo arriveranno due sorelline. Carlo riesce bene come studente e approda successivamente a Milano, dove ottiene il diploma di maestro, si iscrive alla facoltà di Scienze Coloniali a Napoli, coltivando il sogno di poter viaggiare e scoprire l’Africa, dove vorrebbe addirittura trasferirsi. Dichiarato rivedibile alla visita di leva, evita il militare e nel frattempo conosce Carla che diverrà sua moglie. Dopo il vento nefasto della guerra, con vicissitudini pericolose e varie, la coppia trova casa a Milano e anche il tempo di fare sport. Scelgono l’atletica, Carla lunghista e lui velocista. Nel 1951, nasce Roberto, lei fa la mamma, Carlo opta per la strada del tecnico di atletica, con preferenza mezzofondo. Il resto ve lo racconta Roberto Venini. Con precisione e affetto, degne di un figlio, orgoglioso di un papà che tanto ha dato sia alla famiglia che allo sport. Buona lettura.

 

 

 

Di Alfredo

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