di Giuliano Orlando

Il progetto Life Ursus ha permesso di reinserire il plantigrado dai boschi della Slovenia alle Dolomiti del Brenta nel Trentino Andrea Mustoni – Un uomo tra gli orsi. Il racconto di un’avventura sulle Alpi. Pag. 240. Euro 18.00 – Edicicloeditore

Decisamente una bella storia, coinvolgente e stimolante che ha per protagonisti una troupe guidata da uno zoologo entusiasta, che antepongono la passione ad ogni altro interesse, con loro l’orso bruno, un grande mammifero, un tempo non tanto lontano presente nelle Alpi Centrali e in particolare nel territorio delle Dolomiti del Brenta. La sua scomparsa ha impoverito un territorio di incomparabile bellezza. L’autore del libro, zoologo e ricercatore che antepone i sentimenti alla logica programmatica, alla fine degli anni ’90, con alcuni amici pochi ma buoni, si mise in testa che attraverso il progetto Live Ursus avrebbe reinserito l’orso nelle Dolomiti del Brenta. L’impresa riuscì splendidamente ed oggi questi affascinanti animali scorrazzano nel territorio che aveva ospitato i loro antenati. Storia conclusa? Stiamo scherzando, il racconto meriterebbe l’onore di un film, che potrebbe anche avvenire. Nel frattempo il lettore avrà modo di conoscere questo soggetto da sempre avvolto nel mistero, diviso tra le più diverse interpretazioni. Il bello della faccenda è che dopo averlo studiato e illustrato, lo stesso autore non ha un’indicazione precisa, ma tante risposte che fanno germogliare altrettanti interrogativi. Come tutti i capolavori della natura anche l’orso è costruito in modo perfetto per adattarsi nell’ambiente in cui vive. Ha l’olfatto sviluppatissimo, che compensa la vista non altrettanto acuta. Orecchie piccole per evitare sia d’intralcio a chi si rifugia nelle grotte e negli anfratti. Labbra che si muovono velocemente, sia per muovere la terra che per raccogliere alimenti di dimensioni ridotte come insetti e chicchi di mais. In passato si ritiene fosse carnivoro, oggi è onnivoro e per mantenendo le vecchie abitudini, si nutre anche si prodotti del bosco. La dentatura si è adattata a questo compromesso evolutivo che gli permette di ingerire ogni sorta di alimento. Anche le zampe sono vere opere d’arte. Quelle inferiori sono utili per sostenere un corpo pesante, per restare in posizione eretta per osservare anche in lontananza, oltre che per permettere a quelle superiori di raggiungere il cibo in alto, con movimenti difficili da immaginare, tanto sono di grande abilità. Allora chi è l’orso? La risposta più pertinente dice l’autore si tratti di un affascinante mammifero che ha intrecciato la sua storia con quella dell’uomo, al punto di aver perso in parte l’identità di animale per assumere una simbologia talmente ampia da assumere prospettive infinite. Un goffo e ingenuo abitante del bosco, un golosone infinito, un crudele divoratore di armenti e altro, un animale solitario e ombroso, dal carattere violento? Anche l’interrogativo dell’intelligenza dell’orso si dilata come i rami dell’albero. Di quale intelligenza parliamo? Adattativa, istintiva o di apprendimento? Di certo madre natura gli ha concesso più “arte” che ad altri animali e questo gli ha permesso di offrire all’uomo la visione di ritenerlo diverso. Con pro e contro. Di certo da sempre ha acceso l’interesse dell’uomo, e l’autore aggiunge una tesi che condivido totalmente. “La sua immagine è usata sia nei film che nelle pubblicità. Se ci fosse il copyright e i proventi andassero alla sua conservazione, non sarebbe male”. Aggiungo io, che chi di dovere dovrebbe pensarci seriamente. A questo punto arrivo al nocciolo, come è stato reinserito nel Trentino? Troppo comodo raccontarvelo. Quello che assicuro al lettore che si è trattato di una splendida avventura, passata dalle più incredibili situazioni, confermando che l’Italia è la nazione dove la burocrazia tocca livelli da record del mondo. Un piccolo particolare, nel mare delle scartoffie dovute riempire all’attenzione di ‘solo’ tre ministeri. Non è uno scherzo, ma ogni orso che ha varcato il confine ha dovuto pagare l’IVA, anche se nel prontuario non era citato l’animale in questione. La solerte impiegata ha risolto il problema puntando sul costo dell’acquisto! Cosa non si fa per assicurare euro allo stato che gli assicura lo stipendio. Aggiungo che questa storia è talmente bella e tenera che a breve mi vado a rileggere il libro.

Di Alfredo

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