di Giuliano Orlando

SAVIGNANO SUL RUBICONE. Allestita dalla OPI Since 82 e Around Sport, col supporto della Nello Carabini Italica Boxing Club e il patrocinio del Comune di Savignano sul Rubicone, venerdì sera presso l’Impianto Sporting 7, torna la grande boxe prima su RaiSport dalle 22,15 e poi su Rai 2 dalle 23.15 per la diretta dell’europeo medi. Sul ring il francese Anderson Prestot (25-2) in difesa della cintura, contro il beniamino di casa Matteo Signani (31-6-3). Si tratta di una rivincita alla precedente sfida disputata il 24 giugno scorso in Francia a Massy. In quell’occasione l’incontro ebbe termine al quinto round, col francese ferito, che il medico ritenne non in grado di proseguire. Il ricorso alla decisione tecnica, vide i tre giudici concordi nel ritenere in vantaggio netto il francese. Fin qui nulla da eccepire, anche se si capiva che l’orientamento era decisamente casalingo. Quello che invece risultò fuori norma, fu la mancanza del controllo antidoping. Il motivo? Assenza del locale per l’esame in questione. I motivi per cambiare il verdetto non mancavano, ma i Cherchi, conoscendo la filosofia dell’EBU, ritennero che l’unica strada percorribile fosse la richiesta di una rivincita immediata. Ottenuta la quale, hanno anche raggiunto l’accordo a trattativa privata per disputare la sfida in Italia. Il presidente della OPI, l’inossidabile Salvatore Cherchi, reduce dalla Convention annuale del WBC  tenutasi ad Acapulco in Messico, appena rientrato a Milano, in occasione della presentazione del libro scritto da Fausto Narducci, “Le leggende della Boxe”, ottimo lavoro che merita la lettura e non solo per gli appassionati della noble art, riferendosi all’impegno del romagnolo contro il neo campione francese, ha espresso la sua opinione sull’esito della sfida: “Il francese non è un fuoriclasse, ma un pugile tosto, forte e resistente. Per batterlo Matteo deve disputare un match intelligente, sfruttando la mobilità e la velocità, senza farsi trovare fermo quando Prestot replica. Non penso ad una soluzione prima del limite. Anche se nella boxe tutto è possibile. Nonostante che il nostro pugile sia più anziano, ritengo che sarà proprio la parte finale quella più favorevole a Signani per scalzare il transalpino”.

Sulla preparazione di Signani nessun dubbio, essendo atleta di assoluta serietà, preparato dai maestri Gianmaria Morelli e Meo Gordini. Dopo 15 stagioni agonistiche è ancora in grado di sognare l’ennesima impresa. Passato professionista nel 2007 a 28 anni, la scalata ai vertici nazionali lo premiava nel gennaio 2010, a spese del campano Gaetano Nespro, prendendosi rivincita e tricolore, titolo che difendeva quattro volte, compresa la vittoria sul romano Giovanni De Carolis, arrivato poi al mondiale, facendolo contare al sesto tempo. Era il bolognese Simone Rotolo nel 2012 a scalzarlo, costringendolo all’unico KO al passivo in carriera, avvenuto all’ultimo tempo. L’anno dopo riconquistava la cintura ai danni di Tobia Loriga. Nel dicembre 2016, tenta la conquista dell’europeo, dopo aver centrato la cintura dell’Unione Europea nel 2014. Affronta il campione in carica Emanuele Blandamura a Colleferro (Roma) e lo impegna fino all’ultimo round, battuto per split decision. Dopo quella sconfitta si prende una pausa di riflessione, un solo match nel 2017, poi riprende nella stagione successiva, inanellando quattro successi, fino a quando la OPI 82, lo propone cosfidante al titolo continentale vacante, contro il pericoloso Gevor Khatchikian (29-3), armeno di nascita dove ha svolto l’attività dilettantistica, residente con la famiglia a Houtashat in Olanda, fin dal debutto nei pro. L’incontro sul quadrato di Trento, l’undici ottobre 2020, è molto equilibrato, tra due atleti abili sia in attacco che in difesa. Dopo dodici round intensi due giudici su tre, premiano il romagnolo che a 40 anni, centra la prestigiosa cintura. Che difende un anno dopo, per la prima volta in trasferta, il 10 ottobre 2020, sul ring di Caen, in Normandia, nel Nord Ovest della Francia. Gli organizzatori transalpini hanno scommesso non poco, sul pugile di casa, il biondo Maxime Beaussiere (29-3-1), convinti che avrebbe potuto farcela, contando sulla differenza d’età, 41 anni il campione, 29 il francese, al secondo tentativo continentale (il primo fallito nei superwelter nel 2018, battuto dallo spagnolo Sergio Garcia). Conti sbagliati per merito di un Signani spietato, che ha gestito con lucidità e freddezza la sfida fin dai primi scambi, centrando il destro dal primo round, facendo la differenza. Il francese ha tentato di mettere la sfida sullo scambio corto, usando la testa come ariete, che l’arbitro belga Daniel Van de Wiele ha sempre ignorato, confermandosi una sicurezza per i pugili di casa. Signani è stato molto attento, adottando una stretta difesa e rientri precisi. Il capolavoro nella seconda tornata, quando sull’ennesimo e scriteriato assalto del francese, Signani evita l’assalto e si sposta verso sinistra, porta un destro poco carico costringe l’avversario ad abbassarsi quel tanto da entrare in rotta di collisione col corto gancio sinistro preciso che si stampa sulla mascella di Beaussiere, con esito devastante per lo sfidante, fulminandolo. Il crollo a faccia in avanti è drammatico: restando inanimato oltre i 10” regolamentari. La seconda difesa contro lo sfidante ufficiale, l’ispano Ruben Diaz (26-3-2) si svolge a Roma il 5 novembre dell’anno successivo. Signani la spunta contro un rivale tignoso e pericoloso per l’uso improprio della testa. Della successiva difesa a Caen ho parlato in avvio dell’articolo. Adesso è giunto il tempo dei pugni. Anche stavolta per Signani si tratta di offrire una prestazione superlativa. Dalla sua l’esperienza e il sostegno del pubblico, da parte del francese ben 12 anni a suo credito. Il resto del programma, purtroppo è stato rimaneggiato fino all’ultimo. Il campione italiano dei supergallo Vincenzo La Femina (11) avrebbe dovuto difendere la cintura contro il mancino cagliaritano Matteo Lecca (10-2), infortunatosi in allenamento, quindi costretto a rinunciare al confronto. Al suo posto il venezuelano Hector Betancourt (14-5), 26 anni, giunto in Europa la scorsa stagione, residente in Spagna, collaudatore di buon livello. Visto che gli infortuni arrivano sempre a coppie, anche il superleggero riminese Nicolò Amore (5), dall’ottimo fraseggio tecnico, che gode di un buon seguito, ha dovuto fermarsi a pochi giorni dalla serata di venerdì, per la rottura dello scafoide della mano destra, rinunciando forzatamente a combattere. Sarà regolarmente sul ring, l’imbattuto medio romano, uno dei migliori prospect, Giovanni Sarchioto (5), impegnato dallo spagnolo José Manuel Lopez Clavero (16-19-1) sugli otto round. C’è attesa e curiosità per l’esordio al professionismo dell’abruzzese, residente da tempo a Rimini, Diletta Cipollone, che ho presentato in un servizio a lei dedicato giorni addietro, duplice campionessa italiana da dilettante, maglia azzurra ai mondiali 2016 in Kazakistan e altri tornei internazionali. Dopo un silenzio dovuto a problemi muscolari e altro, a 32 anni, finalmente torna sul ring per esordire nel professionismo. Decisa a scalare i vertici dei supergallo in tempi brevi. L’avversaria scelta è la serba Marijana Dasovic (0-16-1), professionista dal 2018, già vista in Italia diverse volte, dignitosa collaudatrice. Ad aprire la serata tre match riservati ai dilettanti della Nello Carabini Italica Boxing Club. I biglietti per la riunione sono disponibili nella struttura Seven Sporting Club, in Viale della Resistenza, 31, Savignano sul Rubicone (FC).

Di Alfredo

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