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Uno dei pugili che trasse buoni frutti dall’emigrazione fu Gino Campagna, originario di Mestre, un anno prima di essere integrata nel territorio municipale di Venezia, che edificò la sua carriera pugilistica a Livorno, dove si presentò per la prima volta a torso nudo nell’agosto 1949, dopo l’avvio del settembre precedente. Nella città ligure il 23 dicembre 1950 arrivò il quarto titolo italiano di pugilato, dopo quello conquistato da Giuliano Secchi nel 1936, Alfredo Oldoini nel 1937 e Bruno Grisoni nel 1938, grazie a Campagna, capace di affermarsi sul romano Fernando Jannilli dopo 12 riprese. Gino “calcio di mulo” si ripeté sullo stesso ring nel giugno 1951 contro lo sfidante Ivano Fontana, abruzzese trapiantato a Lucca,  sconfitto con verdetto ai punti in 12 tempi. Cinque mesi dopo, la città che lo guardò trionfare in campo nazionale lo vide capitolare dinanzi al reggiano Ugo Poli, al quale consegnò la fascia tricolore. Campagna provò a riprendere il primato italiano dei pesi medi e nel maggio 1952 affrontò nuovamente Ivano Fontana, per il vacante campionato, perdendo il confronto a Lucca. Nei tre anni che seguirono non ottenne alcuna opportunità di combattere nuovamente per il titolo e lasciò la boxe nel settembre 1955, dopo 51 incontri: 35-8-8.

 

Di Alfredo

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