di rocco 1di Giuliano Orlando

MILANO. Il feeling che sembrava irrimediabilmente interrotto tra Milano e il pugilato, si è magicamente riallacciato alla vigilia di Natale, tempo di buoni propositi, evidentemente messi in atto nell’occasione proposta dalla OPI2000 dei Cherchi. Smentendo  le previsioni, la sigla ha compiuto l’ennesimo miracolo, convogliando un migliaio di persone al PalaBadminton per assistere alla prima difesa dell’europeo welter di Michele Di Rocco (36-1-1). Richiamo tutto inedito, dalla struttura al campione. La prima potrebbe diventare il nuovo Palalido, viste le caratteristiche e l’ubicazione (Nord-Ovest), servita dai mezzi urbani e dal Metro. Per quanto riguarda Di Rocco, meglio di così non si poteva presentare. Al decimo round, ha voluto concedere al finlandese  Ville Piispanen (17-4-3) un attimo di speranza, complice una distrazione difensiva del campione, il destro dello sfidante colpiva preciso il viso dell’italiano, che finiva al tappeto, complice una mezza sciolata. Mettendo un pizzico di apprensione ai presenti. Formato in grande maggioranza da una bella gioventù, con tante presenze femminili, assai coinvolta che ha fatto il tifo non solo per Di Rocco, che era il protagonista assoluto, ma si è sgolata per Giacon e Moscatiello, come per Branco e la prossima volta tiferà per il ferrarese Caccia, un welter presentatosi nel modo migliore sulla piazza per lui inedita. La giusta risposta chiesta dagli organizzatori per dare seguito al ritorno della boxe a Milano.  Anche la famiglia Cherchi ha variato i ruoli. Alessandro, il figlio più giovane, ha assunto il non facile compito dell’organizzatore, dopo l’esperienza di titolare della palestra OPI Gym, aperta a Milano da un paio d’anni, diventata il riferimento per tutti i campioni della OPI2000, dove assieme a Franco Cherchi, l’insegnante storico del team, porta avanti un compito non facile di promozione, premiato dall’incremento di giovani e appassionati che apprendono gli elementi di base della boxe. Salvatore Cherchi il fondatore del team, può curare con minor assillo i contatti con gli enti internazionali. Cristian l’altro figlio, è l’anello di congiunzione tra la parte organizzativa e quella operativa, sfruttando l’ormai lunga esperienza acquisita con la presenza nelle manifestazioni più importanti in America ed Europa e i promoter che contano. La serata milanese è uno dei punti chiave dell’organizzazione in proiezione 2014. Fosse andata male, il ripensamento era d’obbligo. Nonostante la concomitanza con le feste, il tempo inclemente, tribune e bordo ring si sono riempite, creando quell’atmosfera ideale tra pubblico e atleti. Che hanno dato il meglio. Di Rocco era inedito a Milano. Ci è arrivato da campione d’Europa e non ha tradito le attese. Ottimamente preparato da Franco Cherchi, ha tenuto un ritmo altissimo per dodici riprese, rendendo in alcuni round addirittura stridente la differenza di valori. Il verdetto dei giudici (119-110, 118-110, 118-110) specchia quanto visto sul ring. A parte l’inatteso kd del decimo, ininfluente. Di Rocco ha perduto solo due round, l’8° e il 9°, per il resto la velocità e la precisione hanno ampliato il distacco ad ogni ripresa. Il sinistro ha martellato la faccia di Piispanen e il destro ha centrato sopra e sotto, per tutto il match. Il rapporto dei pugni a bersaglio era di 10-1. Merito dello sfidante non aver mai rinunciato a provarci. Il campione ha il limite nella scarsa potenza, ma in fatto di boxe è un vero artista. Adesso attende l’esito dell’asta per la sfida ufficiale contro l’irlandese del Nord, il mancino Paul McKloskey (24-3-1), 34 anni, già campione d’Europa  (2009-2011) e sfidante al mondiale contro Amir Khan due anni addietro. Nel 2010, mise ko il nostro Giuseppe Lauri per l’europeo. Dal 2011 ad oggi, ha combattuto cinque volte, con tre sconfitte, l’ultima sabato sera a Leeds (Ing) contro il collaudatore Dave Ryan (Ing. 15-8) sulle 8 riprese.                                                                                           Nel resto del programma, buona impressione ha destato il welter emiliano Alex Caccia (10) bene impostato e abile anche nelle schivate. Ha tenuto sotto pressione il lituano Trizno (17-28-2) senza mai permettergli confidenze. Che si è preso il lettone Konstatis Sakara (13-29-2) contro l’attempato Gianluca Branco (48-3-1) lento a scaldarsi, ma alla fine in grado di vincere nettamente. Tanti applausi per Moscatiello (16-2-1), il welter che Vincenzo Ciotoli della “Forza e Coraggio” sta cercando di rifinire per sfruttare al meglio la potenzialità atletica. Contro Cepur (7-18-1) ha eseguito il compito con diligenza, boxando per linee interne e scaricando le bordate al momento giusto. Dopo un kd al primo round, lo sfidante al tricolore, replica bene nel terzo dove conclude l’opera, con bella sicurezza. Vince prima del limite anche Luca Giacon (23-1), dopo un avvio prudente di fronte al più alto Ivans Levickis (Let. 7-9),’Black Manba’ aumenta velocità e colpi e il destro alla milza conclude l’opera e fa tornare il sorriso al giovanotto. Nella Muay Thai, vince Luca Roma sul marocchino Amir Wissaad, dopo tre round piacevoli e combattuti. Papà Salvatore, ritrova il sorriso: “Con un pizzico di follia, abbiamo vinto la scommessa. Dei cinque incontri nessuno ha deluso. Non un fischio. E’ arrivato anche Marvin Hagler, la leggenda dei medi e il pubblico lo ha accolto con un applauso lunghissimo. Con lui erano presenti tanti altri campioni. La gente apprezza queste cose. Il 14 febbraio allestiremo l’europeo dei mosca tra Andrea Sarritzu (34-6-5) e il bielorusso Valery Yanchy (22-3-2) di stanza in Spagna. Si tratta di una rivincita, dopo il pari precedente. Il guerriero sardo ha lasciato ottimi ricordi a Milano, e il pubblico ha la memoria lunga. Tornerà GiacobbeFragomeni (31-4-2) dopo il mondiale a Chicago,  deciso a prendersi soddisfazioni, magari in campo europeo. Riproporremo Luca Giacon e Antonio Moscatiello, che hanno entusiasmato.  E pure a Marzo saremo a Milano con una riunione importante, di cui daremo notizia più avanti. Entro l’anno potrebbe arrivare l’opportunità mondiale per Di Rocco”.

Giustificata la soddisfazione del giovane  Alessandro Cherchi: “Abbiamo allestito la serata in meno di due settimane, superando difficoltà burocratiche incredibili. Dal permesso per la sicurezza arrivato poche ore prima, con limitazioni incredibili. Nonostante questo è arrivato il pubblico ed è uscito soddisfatto. La struttura va bene ma dobbiamo poterla sfruttare al meglio, non con soli 900 posi quando se ne possono usufruire di almeno 1300-1500. Spero di aprire un dialogo di collaborazione con le società lombarde. Mi serve l’aiuto del Comitato Lombardo. Noi assicuriamo il prologo con i dilettanti che è sempre promozione, a loro volta le palestre ci aiuteranno nella prevendita, come fanno altre discipline. Io resto dell’opinione che dilettanti e professionisti sono anelli delle stessa catena e contrariamente a quello che pensa l’AIBA, si può convivere riconoscendone i due ruoli”.        

Foto di Marco Chiesa                  

Di Alfredo