Articolo di  Andrea locatelli 01 - CopiaStefano Buttafuoco

Quando ha maturato la decisione di candidarsi alla Presidenza Federale e cosa l’ha spinta a questo passo ?

“Non era la mia prima opzione quella di candidarmi. Avrei preferito creare una squadra composta da persone di esperienza che procedessero ad una profonda analisi dei problemi limitandomi a fornire indicazioni strategiche. Quando però ho preso atto del fatto che non c’erano le condizioni per una simile soluzione ho deciso di scendere in campo e metterci la faccia”.

E’ Vice Presidente di Infront Italia ed è stato Presidente del Comitato Organizzatore dei Mondiali dilettanti Milano 2009. In che modo ritiene che queste sue esperienze possano essere messe al servizio della Federazione ?

“Credo che in questo momento siano quanti mai indispensabili capacità manageriali per dare una scossa ad un ambiente che si è oltremodo depresso. Serve organizzazione, innovazione e coraggio per uscire da questa situazione che è divenuta insostenibile per tutti gli addetti ai lavori. Dobbiamo rendere il prodotto pugilistico più appetibile e porci sul mercato in modo completamente diverso. Questa credo sia la priorità, questo è quello su cui voglio lavorare”.

Qual è lo stato di salute del pugilato italiano ?

“Direi pessimo sul piano della percezione esterna della nostra immagine. Da questo punto di vista è primario procedere ad un riposizionamento del brand pugilistico. Sul piano dei risultati siamo reduci da un torneo olimpico negativo ma ritengo che ci siano anche degli elementi di buon livello sia tra i dilettanti che tra i professionisti”.

Qual è la parola chiave del suo programma ?

“La valorizzazione degli eventi più significativi delle varie attività della Federazione, dal torneo regionale all’organizzazione di quelli nazionali. Io ho messo in piedi i Campionati del Mondo del 2009 e sono orgoglioso che quella edizione sia stata giudicata come una delle migliori di sempre. Stessa cosa dicasi per le Wsb, un’altra esperienza assolutamente positiva e di straordinario successo commerciale. Non si può continuare a svilire il prodotto pugilistico così come è stato fatto in questi anni. Cosi facendo si fa il male della boxe e si determina un effetto boomerang”.

Dopo il fallimento delle ultime Olimpiadi lo staff della nazionale è stato messo sotto accusa. Ritiene che debbano essere fatti degli interventi significativi sul settore tecnico ?

“Assolutamente si. Credo sia necessario aumentare il coinvolgimento dei vari allenatori che prestano la loro attività sul territorio al progetto tecnico nazionale. Servirà poi chiaramente una figura di raccordo che sarà il nuovo responsabile da individuare in primis tra gli ottimi maestri italiani!”

Il centro Federale di Assisi continuerà ad essere centrale nel suo progetto ?

“I pugili dilettanti dovranno allenarsi a casa loro con i loro tecnici. Poi dovranno esserci dei momenti di condivisione che potranno avere luogo ad Assisi come in altri centri deputati”.

Il professionismo è tornato in seno alla Federazione che eredita dalla Lega una situazione piuttosto critica. Che interventi devono essere fatti per dare nuova linfa a questo settore ?

“E’ necessario rimettere il pugile al centro del progetto professionistico e rivedere i rapporti con le emittenti televisive per innescare un circolo virtuoso che dia la possibilità agli organizzatori di allestire riunioni all’altezza delle aspettative degli appassionati e non solo. La Lega ha fatto bene dal 2011 al 2015, fin quando – e lo dico senza superbia – ha potuto contare sul mio contributo. Nell’ultimo anno il giocattolo si è rotto, semplicemente perché è venuto meno il gettito e cioè le entrate economiche che fino a quel momento ero riuscito a garantire”.

Qual è la sua posizione nei confronti dell’Aiba ?

“Credo che la Federazione debba assumere con l’Aiba un ruolo di maggiore autorevolezza e che debba supportarla a non commettere alcuni errori commessi nel passato. Sono favorevole alla partecipazione degli atleti professionisti alle ultime Olimpiadi ma anche su questo punto sono stati sbagliati i tempi di realizzazione del progetto decidendo troppo a ridosso del torneo”.

A livello amatoriale i numeri parlano di un movimento in crescita. Crede ci siano margini ulteriori di miglioramento ?

“Tutto si può migliorare. Su questo tema in particolare ritengo sia possibile aumentare il numero delle società affiliate. Troppi ragazzi continuano ad allenarsi in palestre non iscritte alla Federazione”.

Cosa pensa del suo avversario alla Presidenza ?

“E’ un uomo che ha una vasta conoscenza del territorio ed in questo senso lo rispetto ma credo che in questo momento serva discontinuità”.

Quali sono i punti di forza della sua candidatura e quali quelli del suo avversario ?

“Io rappresento l’innovazione, Lai la continutà”.

Ed alla fine secondo lei per chi voterà il popolo della boxe ?

“Per chi sarà in grado di proporre un cambio di passo significativo. C’è bisogno di una scelta coraggiosa che i presidenti delle società potranno attuare il 25 Febbraio prossimo attraverso l’espressione del loro voto”.

Andrea locatelli 02

 

Di Alfredo