di Alfredo Bruno
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Il match visto ieri sera tra Massimo Morra ed Emiliano Salvini, valevole per il titolo italiano dei supergallo, può essere definito tra i migliori dell’anno 2007 visti nei nostri ring. Ha vinto il pugile di Santa Marinella dopo 10 riprese intense, combattute senza un attimo di tregua: due guerrieri che sul ring hanno dato il meglio di se fino all’ultima stilla di energia.

 

 Verdetto e titolo sono andati in questo caso a braccetto dalla parte di Morra all’unanimità, sia pure di misura:95 a 94, 96 a 94 e 96 a 94 è stato il responso dei  giudici Marzuoli, Lamusta e Ciafrone, mentre all’arbitro Boscarelli è toccato il compito, non facile, di tenere a freno l’esuberanza, quasi sfrenata dei due bravi pugili. Non era un incontro facile da valutare perché i colpi migliori, con serie a due mani, li ha portati indubbiamente Salvini, ma il ritmo imposto da un Morra determinato, che ha tenuto costantemente il centro del ring e che ha costretto il suo avversario a duri scambi alle corde e agli angoli non poteva passare inosservato.

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Bisogna anche ammettere che il pugile locale ha presentato, come abbiamo visto già nei match precedenti, un netto miglioramento, lui piuttosto aggressivo al limite della scorrettezza, dal lato tecnico e tattico (tanto per dirla alla Capello). In questa bella serata pugilistica, non certo allietata dal freddo siberiano che si è abbattuto in tutta Italia, ha brillato per la sua assenza la Televisione di Stato, un vero peccato perché lo spettacolo avrebbe avuto un audience non indifferente.
Il match tra Morra e Salvini è entrato nel vivo fin dai primi secondi con scambi alterni. Morra sempre in avanti e un Salvini che sgattaiola veloce cambiando guardia. Nel secondo round esce il sangue dal cuoio capelluto di Morra, ma nell’intervallo il cutmen non ha difficoltà a tamponare l’incidente di percorso. Morra non concede spazio e tregua a un Salvini che, se pure stretto alle corde, lo anticipa  per una frazione di secondo con veloci combinazioni. Nel quarto round il gancio destro di Salvini viene ripagato con identico colpo da “Indio”. Lo scontro si svolge a corta distanza e c’è un duro impatto anche con le teste. A metà gara Morra bombarda senza mollarlo mai Salvini, che appare in difficoltà per scrollarsi da una situazione non certo idilliaca. L’allievo di Franco Cherchi è scatenato, ma Salvini ne allenta la pressione sul finire del VI round con una combinazione veloce e potente di tre colpi. Qualche flebile segnale di stanchezza appare nel volto grintoso di Morra e ne approfitta il pugile di Loreni, guidato all’angolo da Rossi e Ceccardi, per imporre la sua boxe con buone combinazioni dove il gancio la fa da padrone con qualche montante per scardinare l’incredibile resistenza di Morra. Il VII e l’ VIII round sono favorevoli al pugile romano. Decisamente più equilibrato il IX round dove Morra sembra aver attinto nuove energie per spezzare il momento favorevole di Salvini, sempre pericoloso con i suoi colpi d’incontro. Nel X e ultimo round Morra parte come una furia e Salvini fa del suo meglio per tenerlo a freno, anche se le sue braccia non hanno più lo scatto necessario per controbattere. Terminato il match il verdetto non si fa attendere molto: il responso manda in delirio i fans di Morra e dipinge di delusione i volti del clan di Salvini. Come non dare ragione a entrambi? Per il pugile dell’OPI 2000 oltre ai festeggiamenti ci sono pure i complimenti di suoi illustri compagni di scuderia come Sarritzu, Spada e Silvio Branco.

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L’incontro per il titolo era stato preceduto dalla sfida sulle sei riprese tra Marsili e lo slovacco Fekete. Match tutto in salita per il leggero di Civitavecchia che già alla prima ripresa accusava un indolenzimento alla mano sinistra. Nella seconda ripresa lo spigoloso Fekete accusa sul finire una bella e prolungata serie di Marsili. Nel terzo round la testa dello slovacco procura accidentalmente uno spacco sotto l’occhio sinistro, non appariscente ma profondo. Il dottore da l’ok per continuare il combattimento ma sul capo di Marsili si presenta un’altra spada di Damocle, che lo costringe ancora di più a usare gambe, diretto destro e cervello. Nel quarto round un ‘altra tegola per il guardia destra di Civitavecchia, perché il sinistro non risponde più, dolorante com’era, neanche per tenere lontano l’avversario. Il destro è costretto quindi a fare gli straordinari, ma risulta sufficiente per una vittoria senza discussioni del pugile dell’ OPI 2000, che probabilmente dovrà osservare un periodo di riposo per ristabilirsi.
Si è trattato indubbiamente di una bella serata di boxe sotto lo sguardo attento dell’ex sindaco Tidei, da sempre appassionato della noble art, nella quale hanno fatto la loro bella parte anche 4 match dilettantistici. Da apripista hanno fatto i leggeri Finiello e Angelucci, che aveva all’angolo Quirino Poccia, che ha deciso di abbandonare l’attività agonistica per diventare istruttore. Il match è piacevole: la maggiore continuità del guardia destra di Isola Liri è bilanciata dai colpi dritti e precisi di Angelucci, la foto di rito li ritrae in parità. Tra Bertollini e Di Biagio è subito battaglia con scambi furiosi e un conteggio subito dall’allievo di Sebastiani. Bertollini più basso di statura arriva spesso a segno, visto che Di Biagio, una bella struttura fisica, non usa come dovrebbe il suo maggiore allungo e colpisce all’esterno e senza efficacia. D’Elia all’angolo si sgola per convincere il suo allievo a colpire per linee interne, ma non c’è niente da fare: oltre ai consigli del maestro sfuma anche il verdetto che si dirige dalla parte di Bertollini.

martellone.JPG  La curiosità di vedere all’opera le donne, Antonietta Martellone e Chiara Giammaria, si trasforma in entusiasmo con un un tifo degno del Fight Club di Brad Pitt. Le due ragazze non sono andate certo per il sottile incassando mazzate invece di petali di rose. Qualcuno, preso dall’entusiasmo,  si è lasciato scappare un “Er mejo mecce della serata”. Della Giammaria è piaciuto il jab sinistro, della Martellone il gancio destro, colpi questi che hanno suggerito una perfetta parità. Come contraltare alle donne non potevano venire che i supermassimi. Rizzo e Iannucci hanno portato con una certa agilità la loro mole sul ring. Il pugile di Isola Liri più veloce e tatticamente più vario sembra prevalere nei primi due round, ma cala nel terzo round dove è costretto a incassare colpi isolati ma pesanti. Nel quarto round inizia con una buona combinazione Iannucci che cerca la bagarre ma deve incassare sul finire l’uno-due di Rizzo che convince i giudici ad assegnargli la vittoria.

brancofrisardi.JPGRISULTATI
Dilettanti
Leggeri: Angelucci ( A.P. A. Jacopucci) e Finiello (Franco Valente) pari; Antonietta Martellone (CivitaBoxe Cherchi) e Chiara Giammaria (A.S. Universo) pari. Medi: Bertollini (Santa Marinella Ring) b. Di Biagio (Laima Team). Supermassimi: Rizzo (CivitaBoxe Cherchi) b. Iannucci ( Franco Valente).
Professionisti
Leggeri: Emiliano Marsili ( OPI 2000 – kg. 62,500) b. Sandor Fekete (Slovacchia- kg. 62,700) a.p. 6r.
Supergallo: Massimo Morra ( OPI 2000 – kg. 55,200) b. Emiliano Salvini ( Loreni – kg. 55,350) a. p. 10r. per il  Titolo Italiano.
Arbitri: Barrovecchio R. (c.r.), Boscarelli, Marzuoli, Lamusta, Ciafrone, Zannoni.
Supervisor FPI: Giuseppe Minutoli.
Medico: dott. Italo Guido Ricagni, dott. Emiliano Bonanni.     

Di Alfredo

Un pensiero su “Match d’altri tempi tra Morra e Salvini”
  1. sapete perche i pugili italiani non vanno molto avanti ?perche 1 mandano avanti chi non merita(vince sempre chi organizza)e quando vengono pugili stranieri in italia ,rubbiamo i verdetti alla grande ,verdetti scandalosi.cmq questo e il pugilato in italia..

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