di Giuliano Orlando

Dopo il tennis di Coppa Davis, la città di Torino ospita venerdì sera al Palaruffini una corposa riunione di pugilato, organizzata dalla Promo Boxe Italia di Mario Loreni, il promoter bresciano, sempre molto attivo in ambito nazionale.  In programma ben dieci incontri, con due sfide tricolori (Tassi-Lusci e Nourdine-Limone) e la presenza di giovani promettenti. Spazio anche per gli ex campioni italiani nati nella fascia torinese, omaggio sul ring per il ritorno della boxe a Torino. Una passerella ampia, che soddisfa tutti gli appassionati della noble art. In apertura, torna sul ring il welter torinese Michael Pasqua (16-7-1) a 39 anni, dopo un silenzio di 8 stagioni. L’ultima sua apparizione il 30 novembre 2013, battuto da Brandon Cook in Canada. Aveva debuttato nel 2005 in maniera ottimale, con undici vittorie fino al 2007. L’anno dopo, due sconfitte ad opera dei fratelli Loriga. Contro Tobia era in palio titolo italiano superwelter, con Stefano sfida sugli otto round. Prosegue l’attività alternando vittorie e sconfitte. Per il rientro trova il georgiano Kostantine Jangavadze (5-19-2), pro nel 2018 a soli 18 anni, attivissimo in questo 2021 con ben otto incontri tutti persi, sempre ai punti. Altro ragazzo di casa (Boxe Grugliasco) il giovane e promettente mediomassimo Juan Vargas Velasquez (3) 24 anni, nato in Perù, dalla boxe lineare, sposato con una italiana, prossimo alla cittadinanza, fermo per il covid dal febbraio 2020, intende recuperare i mesi perduti iniziando dall’altro georgiano Badri Gogichashvili (9-15-4), 22 anni, da non sottovalutare, come dimostra li suo curriculum ricco di sconfitte, ma anche vittorie significative. Da seguire, con curiosità giustificata, il superwelter Yassin Hermi (6), 19 anni, gioiello del maestro Alessandro Boncinelli di Firenze, contro l’esperto barese Danilo Cioce (2-12-2), 35 anni, che ha accettato la sfida, convinto di poter cambiare il risultato negativo (KO2), sopportato nel primo confronto il 31 luglio 2020 a Brescia. Il cruiser Maurizio Lovaglio (22-20), 39 anni, attivo dal 2006, è stato croce e delizia dei suoi sostenitori. L’atleta di Grugliasco, dotato di potenza e dalla boxe elegante, pagava spesso la fragilità emotiva. Per questo in carriera, pur conquistando sia il titolo italiano che la cintura dell’Unione Europea, ha fallito importanti traguardi alla sua portata. Negli ultimi tempi ha combattuto all’estero in Germania e Lettonia. Il ritorno nella sua città non appare per nulla facile. Il livornese Federico Gassani (7-0-1) pur senza essere di primo pelo (37 anni), pro dal 2015 e fermo dal 2017, ha ripreso lo scorso febbraio e reputa l’impegno contro Lovaglio, una tappa di avvicinamento verso la scalata al tricolore. Il superpiuma Fabio Apolliani (2-1) è un torinese di 24 anni, che intende fare esperienza e trova il pakistano Shoaib Zaman (4-16-2), da anni residente a Botticino, nel bresciano dove lavora, collaudatore dignitoso che non verrà meno al suo compito anche in questa occasione. Altro torinese datato, il mediomassimo Stefano Abatangelo (23-8-1), 39 anni, brevilineo dal grande temperamento, non sempre fortunato. Nella lunga carriera, iniziata nel 2005, ha combattuto anche all’estero dove si è sempre fatto rispettare. Campione italiano (2018), sfidante all’europeo (2013), lo scorso luglio ad Asti ha tentato il tricolore mediomassimi contro il romano Sperandio, perdendo di stretta misura. Il ritorno davanti al suo pubblico è abbasta scomodo. Il georgiano Kandelaki (11-41-3), 37 anni, ben conosciuto in Italia è il classico collaudatore che rende difficile ogni match, usando le astuzie del mestiere al limite e anche oltre il regolamento. Il welter Andrea Fontana (4), 23 anni, cresciuto alla All Boxing Team, ha iniziato la strada del professionismo nel modo migliore anche se il confronto con Matteo Antonioli (2-1) 26 anni, toscano della Pugilistica Massese, non è una passeggiata di salute. L’altro giovane di belle speranze è il tarantino Giovanni Rossetti (5-1), 21 anni, residente a Sava, allievo di Cataldo Quero. Dopo l’inciampo contro l’ottimo Pappalardo lo scorso maggio a Brescia, a settembre sul ring di Trieste, ha ripreso la strada del successo, battendo il serbo Raukovic, senza faticare più di tanto. L’avversario odierno è decisamente il più impegnativo, anche se i 38 anni di Christian Arvelo Segura (12-6), potrebbero smentire la mia opinione. Intanto Segura, residente a Settimo Torinese, italiano di fatto, anche se nato a S. Domingo, professionista dal 2011, lo scorso febbraio sul ring di Anguillara (30 km. da Roma), ha tentato la conquista del titolo italiano superwelter contro Damiano Falcinelli.  Nell’ultimo match il 3 luglio scorso, ha conteso la cintura Continentale IBF a Eernegem in Belgio, al locale Stephen Danyo, vincitore ai punti. Per Rossetti, un avversario impegnativo, esperto e generoso, capace di farci capire il valore del giovanotto nato e cresciuto a Cuba, tornato in Italia a Taranto, la patria di papà, vincendo a 18 anni, nel 2019 agli assoluti dilettanti a Roma, il titolo italiano medi, il più giovane del torneo.

Ed eccoci alle sfide tricolori. La prima riguarda il massese Davide Tassi (12), 30 anni, pro dal 2018, titolo conquistato due volte. Il 24 ottobre 2020 sul ring di Massa, cintura dei pesi piuma vacante, superava il romano Emiliano Salvini, titolo che diventava vacante qualche mese dopo, per infortunio del toscano. Il 18 settembre, stavolta a Siena, avversario un altro romano, l’imbattuto Davide Tiberi (7-1), che iniziava alla grande facendo contare Tassi, che recuperava in fretta e al termine dei dieci round, il vantaggio era nettamente per il mancino toscano, in virtù di una superiorità tattica e tecnica, mobile e preciso nei colpi, contro la generosità del romano, tutto cuore ma un gap tecnico abissale. Lo sfidante Jacopo Lisci (6-6), 33 anni, pro dal 2016, un precedente tentativo fallito nei supergallo il 22 novembre 2019 a Sarnico contro Alessio Lorusso (che nel frattempo ha conquistato la cintura UE gallo), arriva da Rivalta nel torinese. Sulla carta una missione impossibile, sul ring tutto può accadere, anche se la vittoria di Lisci appare parecchio improbabile. La seconda sfida riguarda due pugili residenti in Piemonte che militano nei superpiuma. Il campione è Hassan Nourdine (13-5) 34 anni, residente ad Asti, mentre lo sfidante che di anni ne ha 37 è Daniele Limone (17-8-1) e vive a Torino. L’opportunità della serata torinese consente all’allievo di Davide Greguoldo, il maestro della Skull Boxe Canavesana, che lo guida dal tempo dei dilettanti, di poter difendere davanti al pubblico amico, il titolo conquistato lo scorso settembre a Trieste contro Michele Broili (13-2-2). “Finalmente giochiamo in casa – commenta il maestro – dopo una carriera dove ogni tentativo l’abbiamo sostenuto in trasferta. La prima volta nell’ottobre 2019, andammo a Bologna contro Arblin Kaba campione superleggeri e fu un errore regalare due categorie.  Quando accettammo di combattere a Trieste, sapevamo di potercela fare. Hassan ha un repertorio superiore e una maggiore mobilità. Questo è accaduto puntualmente. Broili non attaccava perché l’avversario era più rapido e non gli permetteva di andare oltre la difesa. Questo abbiamo fatto e il risultato ci ha dato ampiamente ragione”.                                                     

Un avvio di carriera difficile, dalla trasferta in Belgio alla sconfitta contro Tiganas.

“Premesso che in Italia, di boxe quasi nessuno ci vive e anche Hassan lo fa per passione. Viene in palestra dopo il lavoro, pagando il gap di chi fa boxe a tempo pieno. Due sconfitte pesanti, entrambe nel 2018, ma diverse nella sostanza. A Charleroi in Belgio contro il portoricano Abraham Nova (20), ancora non troppo conosciuto, oggi ai vertici nei pesi piuma, anche se vorrei ricordare che al momento del KO, al settimo round, Hassan era alla pari nel cartellino dei giudici. Quella contro Tiganas al secondo round, con un pugno della domenica a freddo, nella boxe ci può stare”.

Limone è ampiamente alla vostra portata.                                                                                                                                    “Ogni match ha la sua storia, quindi anche se saliremo sul ring per vincere, non sottovalutiamo nessuno. Tantomeno Daniele Limone che ha esperienza da vendere e campione italiano lo è già stato”.

Lo sfidante, pro dal 2009, inizia abbastanza bene, fa parte del team italiano nella competizione delle WSB, anche se con poca fortuna, conquista il tricolore piuma nel 2013 e tenta l’UE senza fortuna l’anno dopo. Il biennio nero (2017-2018), sconfitto nei supergallo da Luca Rigoldi per l’UE e da Iuliano Gallo per il tricolore, lo convince ad appendere i guantoni al chiodo. Il ripensamento dopo tre anni, tornando a combattere a Piossasco (To) lo scorso settembre, battendo il romano Emiliano Salvini (19-35-2), sul ring dal 2000 nei pro, giunto a 43 anni, fuori tempo massimo per continuare. L’opportunità tricolore per Limone mi pare solo teorica, comprensibile più che condivisibile.

Statisticamente, Nourdine è il primo pugile nato all’estero che conquista il tricolore dei superpiuma. Categoria nata in Italia nel dicembre 1970, con la sfida sul ring di Novara tra l’aretino Mario Redi (28-7-7) vincitore di Oronzo Pesare (17-5), un tarantino che tre mesi dopo si prese la rivincita sul ring di Bologna. Titolo perduto alla prima difesa contro Ugo Poli (42-22-7) a Sondrio in Lombardia. Il siciliano Giovanni Girgenti, attivo dal 1965 al 1976, detiene il record sia nei piuma che nei superpiuma, con dieci incontri titolati in entrambe le categorie. Nessuno come lui. Negli ultimi sette anni, si è assistito ad una situazione particolare: dal 2015 in avanti il campione ha tenuto la cintura non più di un anno. Pisanti 2015; Alfano 2016; Micheli 2017; Magnesi 2018; Carafa 2019; Alfano 2020. Ora c’è Nourdine, nato a Tazzarine nel Sud del Marocco il 13 giugno 1987, origini berbere, trasferitosi in Italia giovanissimo. Elementari e medie ad Asti, dove a 22 anni, approda in palestra dopo lunga attività da calciatore di buon livello. L’incontro col maestro Davide Greguoldo è determinante per la carriera. Campione piemontese nel 2015, agli assoluti tenutisi a Roseto degli Abruzzi, incontra all’esordio Paolo Di Lernia che vincerà il titolo e l’avventura si conclude subito. “L’anno dopo – ricorda il suo maestro – decidiamo il passaggio al professionismo, visto che Hassan aveva già 29 anni, iniziando così la nuova avventura”. Serata ripresa sul canale FL

Di Alfredo

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