di Giuliano Orlando

Le previsioni della vigilia non lasciavano spazi di successo per la franchigia dell’Italia Thunder ospite ad Almaty degli Astana Arlans dominatori del girone. Sul ring le cose hanno dimostrato che i ragazzi di Lello Bergamasco, avrebbero addirittura meritato la vittoria. Bastava che due giudici avessero segnato il giusto punteggio all’irlandese Colon (56) contro Yeralyev, bronzo iridato 2013. I due hanno boxe speculare, giocano sull’anticipo e sui riflessi. Il locale è veloce, ma non trova sempre bersaglio, mentre il rivale ha miglior scelta di tempo e sfrutta bene gli spostamenti laterali per colpire e uscire dalle repliche. Lungo i cinque round il vantaggio di Conlon è abbastanza concreto, ma solo un giudice lo premia (50-45), mentre gli altri due (48-47, 49-47) si lasciano attrarre dall’aria di casa. Per la precisione, il match viene interrotto quando manca meno di un minuto al termine, con l’azero ferito dopo uno scontro di teste. La decisione è ininfluente sul risultato, con due giudici per l’azero e il terzo per Conlon. Una vittoria rubacchiata, che purtroppo diventa determinante nel risultato finale. Nei precedenti incontri interni, gli Astana Arlans, avevano sempre liquidato la pratica con secchi 5-0. Stavolta  il quintetto azzurro ha superato sia il pronostico che le attese. I padroni di casa si presentano con la squadra migliore del momento, puntando su un largo successo. Ma i conti fatti in anticipo non sempre tornano.                                                                                                                                   

 Inizia l’irlandese Barnes a mettere pressione su un Zhussupov, consapevole di non dover accettare lo scambio, ragion per cui il kazako si muove moltissimo, gira attorno e cerca di sfruttare la lunghe leve. La tattica è giusta, ma Barnes ha un tale volume di fuoco che neppure questo folletto riesce a evitarlo. Bastano pochi attimi per riprendere fiato e Barnes scarica serie pesanti che aumentano col passare dei round. Il successo dell’irlandese è netto. C’è più equilibrio nei 56 kg. tra Un Mangiacapre (64) in palla, rapidissimo e preciso, non consente a Ualikhanov la minima speranza di poter superare un rivale che lo sovrasta in tutti i temi. La boxe dell’italiano è deliziosa nella sua finezza, al punto che i kazaki alla fine lo applaudono caldamente. Gli altri due confronti segnano giustamente due vittorie previste per i padroni di casa. Nei medi, Munno non sfigura, ma di fronte ad un Nursultanov non certo imbattibile, un  pizzico di determinazione e cattiveria in più, poteva portare alla vittoria. Così non è stato e l’azero, giustamente, ha vinto. Dura meno di   due riprese la sfida tra Levit, il miglior massimo azero, titolare in nazionale a cominciare dai mondiali 2011 a Baku in Azerbajan, troppo esperto e completo per Endri Spahiu, che fin dall’inizio capisce la superiorità del rivale. L’arbitro ci mette del suo, contandolo con eccessiva rapidità e squalificandolo nel round successivo per aver espulso tre volte il paradenti. Un risultato già scritto, che nulla aggiunge sia al vincitore che allo sconfitto. Un 3-2 per i padroni di casa, che chiudono imbattuti l’andata dei playoff, ma che mai sono andati così vicini alla sconfitta. L’Italia dovrebbe concludere al quarto posto con 13 punti, dietro ai kazaki, gli USA e l’Azerbajan nettamente favorita in Argentina, la cenerentola del girone B. Da segnalare la vittoria in Ucraina di Cuba (3-2) ma pure due sconfitte dei caraibici non previste nei pronostici. Il Messico espugna Londra e torna a casa con un 3-2 insperato, mentre la Russia a Pietroburgo stende il Marocco (5-0) e sale al secondo posto in classifica, nonostante debba ancora recuperare il confronto con l’Algeria. Gli altri incontri si disputano questa sera.

Nella prima di ritorno, l’Italia torna a Milano, nell’inedito locale Alcatraz, solitamente ubicato ai concerti e in precedenza come sala da ballo e night. Un debutto impegnativo contro l’ambiziosa Azerbajan, che all’andata ci rifilò un pesante 4-1. Tempo di rivincite con i kg. 52, 60, 69, 81 e +91. Prevista la diretta su SportItalia.

Di Alfredo