Sergio Caprari, nato a Civitacastellana, può essere considerato ancora oggi tranquillamente tra i primi 10 in una top ten italiana dei piuma di tutti i tempi. Era un mancino di indiscussa potenza, ma era dotato anche di tecnica fuori del comune, cosa che gli fece conquistare l’argento alle Olimpiadi di Helsinki nel 1952.
Era un beniamino del pubblico romano e quella sera al Palazzetto dello Sport in una interessante riunione organizzata da Pasquale Jovinelli era chiamato ad affrontare un ostacolo molto insidioso. Si trattava del nero americano Bobby Bell da qualche tempo in tournèe europea.

Bell qualche anno prima era considerato uomo di classifica mondiale. Nella sua lunga carriera aveva affrontato con alterna fortuna gente di valore come Orlando Zulueta, Willie Pep, Tommy Tibbs, Ike Chestnut, Carmelo Costa, Lauro Salas, Cherif Hamia ed altri. Il Bell “europeo” non aveva più la forza di un tempo, ma era pur sempre un pugile pericoloso, capace di sovvertire qualsiasi pronostico. Caprari da un paio d’anni era campione italiano e su 38 incontri aveva subito una sola sconfitta, patita in Australia da Sam Bonnici e immediatamente vendicata. Quella sera il pupillo di Luigi Proietti si presentò in gran forma, aveva di fronte un avversario che la sapeva lunga in fatto di scaltrezza e perché no in fatto di scorrettezza, compreso il pollice nell’occhio per frenare i consistenti attacchi dell’ italiano. L’arbitro Aniello aveva il suo daffare. Nel secondo round Bell toccava fugacemente il tappeto senza essere contato. Nel round successivo Caprari spolverava anche un insidioso gancio destro che toccava la mascella di Bell. Nella seconda parte, il match era previsto sulle 10 riprese, Caprari aumentava il ritmo delle sue azioni. Nell’ottavo round Bell tempestato di colpi andava al tappeto per due volte e terminava il round piuttosto provato. L’incontro non aveva storia fino al termine tra gli applausi del numeroso pubblico presente. La vittoria su Bell servì a confermare il valore del pugile di Civitacastella che conquisterà dopo pochi mesi il titolo europeo.
La riunione romana, svoltasi di mercoledì, presentò sul ring come protagonisti anche il massimo Bruno Scarabellin, Ted Wright, Ottavio Panunzi e Francesco Caruso. 

Di Alfredo

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