La boxe bresciana è in lutto per la scomparsa, avvenuta lunedì, del mai dimenticato Giuliano Nervino che fu campione italiano dei welter negli anni ’70. L’ex campione che aveva compiuto da poco gli 85 anni è stato per lungo tempo un grande protagonista a livello nazionale e internazionale. Nel 1961 vinse gli Assoluti che si disputarono a Bologna. Nello stesso anno fece il suo esordio tra i pro dimostrando subito il proprio valore e una discreta potenza determinante in molti match. Dopo una serie di 17 successi fu fermato a Roma da Parmeggiani, grande rivale di Benvenuti tra i dilettanti. Nello stesso anno, parliamo del 1964, dopo strenua lotta fu sconfitto ai punti da Carmelo Bossi, futuro campione del mondo. Nel dicembre del 1965 superò ai punti il romano Fernando Proietti, in quella che fu definita una semifinale per il titolo italiano. Fu Silvano Bertini a fermarlo impedendogli la conquista del Titolo. Nel 1969 fu Domenico Tiberia a stoppare le sue ambizioni tricolori. Ma fu un approdo rimandato solo di tre anni quando a sorpresa superò per ferita Marco Scano. Diede un saggio della sua potenza mettendo ko Pietro Vargellini nella difesa tricolore, ma nel 1972 nella sua Brescia dopo un drammatico match fu sconfitto da Marco Scano, che diventerà campione europeo. Dopo questa battuta d’arresto Giuliano appese i guantoni al chiodo con un record di 35 vittorie, di cui 16 prima del limite, 10 sconfitte e 1 pari. Incontrò i migliori dell’epoca con risultati alterni, la sua boxe d’attacco lo portava a rischiare, ma a guadagnarne era lo spettacolo.
