DSC_5914 come oggetto avanzato-1 DSC_5923Marco Castellucci (+ 8, = 2, – 6), 19 anni, sembra deciso a dare una svolta alla sua carriera pugilistica. Dopo aver fatto tesoro degli insegnamenti di Vittorio Oi, nella sua prima palestra a Pomezia, il giovane è passato con il Team della Gladiator Boxe Academy, dove ha modo di allenarsi con pugili quotati, che senz’altro possono arricchire il suo bagaglio. Non manca la grinta al ragazzo che porta colpi dritti come frustate, inoltre ha carattere e discreta potenza, doti necessarie per emergere.

Quando hai cominciato?

“Io ho sempre voluto fare il pugilato, fin da piccolo, però i miei genitori non volevano. Ormai me lo ero messo in testa e quando sono un po’ più cresciuto ho fatto una prova per vedere, mi è piaciuto e in pratica da lì ho iniziato allenandomi quasi tutti i giorni”.

In pratica vieni da Pomezia ad Acilia tutti i giorni?

“Parto con il treno delle 15 e alle 17 sto in palestra, al ritorno vado in macchina con mio padre”.

A casa adesso cosa dicono?

“Adesso lo accettano, anche mia madre è contenta che faccio uno sport”.

Cosa fai nella vita?

“La mattina lavoro, faccio il meccanico e aiuto mio zio che ha un’ officina a Pomezia”.

Segui la boxe anche al di fuori?

“Si la seguo in televisione quando c’è, ma anche su internet”.

Il tuo campione preferito ?

“Manny Pacquiao “.

Chi vince tra Maywether e Pacquiao?

“Pacquiao metterà ko Mayweather”.

Cosa ti dà il pugilato?

“Innanzittutto mi fa stare meglio. E’ uno sfogo, ed è utile per migliorare anche la mia personalità. Mi piace confrontarmi con gli altri e cercare di essere più forte e più bravo. Questo mi piace”.

Come ti definisci?

“ Prediligo la tecnica, ma se c’è da fare a pugni non mi tiro indietro”.

La tua maggiore delusione?

“L’ho avuta la prima volta che ho perso. Venivo da una bella serie di vittorie e poi è arrivata la sconfitta nella semifinale del Torneo Regionale Youth. Ho perso per poco, ma l’avversario è stato più bravo. Finora ho perso 6 volte, ma secondo il mio modo di vedere le vere sconfitte sono state tre. Io la vedo così”.

(al. br.)

Di Alfredo

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