Armstrong come oggetto avanzato-1Libri di Sport. La fine del dittatore texano. Un campione contro le regole. Condannato senza appello.                                                                                                                                                             

The Fall – Ascesa e caduta di Lance Armstrong – Juliet Macur – Sperling & Kupfer – Pag. 360 – Euro 18.00.

La condanna è definitiva. Senza altri appelli. Il re è nudo, pieno di vergogna. Il Bonaparte del ciclismo ha trovato la sua Waterloo nell’ingordigia infinita di voler vincere sempre, nel disprezzo delle regole, vittima di una mentalità che ha origini lontane. Ragazzino succube inconsapevole di una madre possessiva e protettiva da renderlo intollerante alla disciplina in ogni settore, vittima di vari padri da quello naturale ai putativi, nel corollario dei divorzi di mamy Linda. I libri su Armstrong, compresa l’autobiografia scritta con Sally Jenkins, non sono pochi, in ognuno spunta sempre qualcosa che sa di proibito, ma trova il paravento del ‘tutti lo fanno’. In questo caso è un processo senza appello, perché racconta con precisione chirurgica l’ascesa e “The Fall”, di un uomo al quale la natura ha concesso i geni del campione. Ma a Lance questo non basta. Fin da subito, dalle prime pedalate, e ancor prima quando praticava il triathlon e si succedevano coloro che intravvedevano nel giovanotto qualità ottimali e cercavano di metterle e a fuoco. Finendo per cuocersi a loro volta. Un romanzo verità tragico, che inizia dall’ultimo evento, come è accaduto ai dittatori africani o del Centro America. Un Battista a due ruote, che vede crollare il frutto di un impero costruito sul doping. L’addio alla villa nel suo Texas,  acquistata con i guadagni dei sette Tour e non solo, con quelli di sponsor che adesso lo hanno ripudiato e ne chiedono i danni d’immagine. Un film su carta, con centinaia di attori che ruotano attorno ad un protagonista discusso e irriverente. Si susseguono alchimisti come il dottor Ferrari, allenatori, compagni di fatica, ammiratori e compagne, tutti ingoiati nel girone dantesco del doping, che sembra l’unica risorsa che appaga la sfrenata voglia di vincere di questo texano. Prima e dopo il passaggio nel tunnel del tumore, superato, al contrario del suo inseparabile amico, consigliere, massaggiatore nonché  avvocato J. T, Neal per un decennio, che soccomberà al male. Di grande impatto emozionale la rincorsa verso l’imbattibilità di Armstrong, in una selva di esami che rifiuta, le agenzie che lo inseguono, i compagni che subiscono la sua personalità perversa, amici di sempre che ad un certo punto lo tradiscono, sentendosi a loro volta traditi, Incalzante come un giallo di classe. Finisce nel modo peggiore. Perché la caduta è davvero fragorosa, anche se il gigante rifiuta la condanna.

Giuliano Orlando 

Di Alfredo