untitledPapaveri e papere. Prodezze e nefandezze dei presidenti – Massimo Arcidiacono e Maurizio Nicita – Imprimatur Editore – Pag. 192 – Euro 14,50.

Per chi nel periodo delle vacanze vuole esercitarsi nella conoscenza di quel teatrino operante fino a qualche anno addietro in molte società dove il presidente figurava come padre padrone, in virtù dell’apporto finanziario, questo racconto è l’ideale lettura non solo per gli appassionati del pallone. Una passerella di costume, specchio di una società contemporanea. Gli autori, che il pianeta calcio lo bazzicano da diversi decenni, hanno sfornato una casistica imponente dei maggiori protagonisti di questo fenomeno tipicamente pallonaro. Il pregio è quello di aver raccontato con eleganza di stile e precisione assoluta i percorsi di personaggi, entrati a gamba tesa in contesti di cui spesso ignorano tutto o quasi. La loro forza è il denaro, che spendono per ottenere l’attenzione dei media, rimediando spesso figure grottesche. Da Gaucci a Massimino sponde Perugia e Catania, ma pure Dall’Ara (Bologna), Calleri e Cragnotti (Lazio), Lagaresi (Cesena), Rozzi (Ascoli), Bellomo (Monopoli), Ciarrapico e Sensi (Roma). Scopri l’ironia graffiante di Prisco, interista integrale,  l’umorismo di Gianni Agnelli. Deliziosi i ritratti, Berlusconi, il cavaliere pallido, che da ragazzino gioca nel collegio dei Salesiani a Milano. “Inguardabile” lo ricorda Massimo Fini. Fallito l’acquisto dell’Inter, come ricorda Pellegrini, ci riesce col Milan nel 1986. Il resto è tutto da leggere. Non meno divertenti quelli che riguardano Cellino (Cagliari), passato dall’altare alla polvere del carcere, sia pure non retrocedendo mai dalle sue idee, da vero padre-padrino. Lotito e De Laurentiis, non meno autoritari, capitani di lungo corso nel mondo imprenditoriale. Il primo si laurea in pedagogia, ma eccelle con aziende di pulizie e sicurezza. il secondo nasce nel mondo dello spettacolo, nipote e figlio d’arte, settore cinema. Cresce praticamente a Cinecittà, dove Fellini, Mangano, Loren e il meglio del momento diventano la normalità da frequentare. Il Napoli è un investimento da sfruttare al meglio. Carismatico e classista, è comunque abilissimo nella gestione di una società tra le più problematiche d’Italia. Zamparini, il friulano di Palermo, si è fatto talmente da solo che può solo auto-esonerarsi, dopo aver licenziato un esercito di allenatori. Storie esilarante nella loro cruda verità.

Giuliano Orlando    

Di Alfredo