di Francesco Cicilese

Luigi Trapani, pugile dilettante, attualmente in attività, di grande doti tecniche ed ottimo coraggio, diplomato allo scientifico e laureando alla facoltà Psicologia di Palermo, con la sua esperienza personale nel mondo della boxe, vuole essere un testimone credibile di come la “Noble Art” abbia cambiato e migliorato la sua vita, ed affinato la sua persona nei suoi ideali, nei suoi valori più profondi e nei suoi principi etici.

Si sottolinea la capacità del ragazzo di rompere con decisione un pregiudizio negativo  che vede in colui che pratica la boxe un individuo piuttosto rozzo, spesso ignorante, poco intelligente che usa come mezzo di comunicazione contro gli altri la violenza.

Oggi a dispetto di quanto suddetto la boxe è praticata da persone molto valide dal punto di vista atletico ed intellettuale, Luigi è la riprova di un ragazzo che esprime le sue emozioni, la sua voglia di comunicare, scrivendo un libro di raffinata intelligenza espressiva, colmo di dotte citazioni filosofiche e di enunciati Kantiani.

Il libro di Luigi, dal titolo MIK JEWRIL E LA LEGGENDA DEL COM-RA, è un romanzo del genere Fantasy, che prende spunto dall’origine dell’universo e mette gli angeli e i demoni contrapposti in una storia fatta di scontri all’ultimo sangue, di vicende d’amore e passione.

Protagonisti del romanzo sono tre ragazzi che durante il loro viaggio conosceranno le loro paure, scopriranno l’amore e troveranno la forza ed il coraggio per sconfiggere il male.

Questo racconto ci trasmette comunque dei messaggi positivi facendoci apprezzare e riscoprire quei valori in cui non ci si crede più e che molto spesso si decentrano dal nostro percorso di vita perdendoli di vista, tali sono la lealtà, l’impegno, il sacrificio, la determinazione, la forza, il coraggio di lottare che spesso proviamo a cercarli ovunque fuorché in noi stessi.

Nel romanzo verrà affermato  come il pugilato è una disciplina, uno stile di vita che ti aiuta a vivere bene con gli altri, aiutandoti a controllare gli istinti primordiali, che regnano in noi, ingabbiandoli  nella forza dell’ autodeterminazione. Il combattimento è il momento migliore per conoscere se stessi, per esternare la propria forza, il proprio coraggio, la propria intelligenza, per arginare le proprie paure.

Nel combattimento e quindi nella boxe, si pongono a confronto  reciproco le nostre migliori virtù fatte di coraggio, intelligenza, tattica, tra due soggetti che con lealtà, impegno, rispetto ed osservando delle regole precise e prestabilite, ambiscono ad un risultato di  vittoria, che non avrà finalità distruttive dell’uno contro l’altro, pur sapendo che la vera sfida in fondo è con noi stessi, poiché chi sale sul ring è già un vincente in quanto  ognuno mette in discussione ed in gioco il proprio orgoglio e la propria dignità ed ogni vittoria o sconfitta comunque sarà una grande lezione di vita.

In questo libro Luigi intercalerà la storia di un giovane pugile Raoul che, combattendo, sfida se stesso, il suo coraggio la propria forza e la tenacia nel non mollare mai, poiché la vita ci richiede questo ed in ogni combattimento quando saremo scesi dal ring non ci guarderemo mai  indietro ma  avanti a noi e solo così saremmo certi di esserci espressi al massimo delle nostre possibilità.

Spassoso nel romanzo è il rapporto che lega Raoul al maestro, in un rapporto di  profonda amicizia ed amore paterno, con il quale ci si prepara il combattimento dal punto di vista atletico ma principalmente sul piano umano, perché prima di combattere, un pugile, deve essere un grande uomo.

Di Alfredo

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