La boxe in Toscana tira ancora e lo dimostra il numeroso pubblico accorso allo Stadio Chersoni di Prato, a occhio e croce erano presenti più di 6.000 persone, in una serata organizzata dal Team Cavallari-Ventura. Francesco Di Fiore (16, – 8, =2) è ormai un beniamino e ha al suo seguito molti fans, per cui quando a metà del terzo round il suo destro si è abbattuto come un fulmine sulla mascella del cosfidante Riccardo Lecca si è subito avuto la sensazione che il match fosse terminato. Un colpo preciso quanto micidiale, Lecca è andato al tappeto con una frazione di secondo di ritardo, si è rialzato a fatica, quando l’arbitro è arrivato a 8 il pugile romano sembrava non sentire e questo diventava la causa dell’arresto del match. Di Fiore tornava così campione italiano dei superwelter dopo tre anni, un titolo che sembra essere diventato da tempo un marchio d’autore della toscana. Il pugile romano sul finire del primo round aveva costretto Di Fiore ad un duro scambio in cui quest’ultimo aveva avuto la peggio. Nel secondo round la situazione cambiava e i colpi di arresto di Di Fiore smorzavano l’azione di Lecca, che sembrava deciso ad imporre la sua boxe aggressiva. Nel terzo la soluzione: per la verità il destro prima della conclusione era arrivato a segno in un paio di occasioni, un destro che il romano non sapeva evitare, diventando un colpo decisivo. Durante l’intervista con  Roberto Gambuti e Nino Benvenuti il neocampione confessava che quel colpo era  studiato da tempo con il suo maestro. Per quanto riguarda il futuro il pratese non si sbilancia, la boxe è la sua passione, a 35 anni se c’è la possibilità di un titolo ben venga, ma tutto con giudizio.

Nel match precedente tra i gallo Gianpietro Marceddu e Pio Nettuno si è accesa subito la miccia con scambi prevalentemente dalla corta distanza. Nettuno teneva l’iniziativa, ma i frutti migliori li raccoglieva Marceddu, a cui andava la vittoria, più veloce e preciso. In apertura il mediomassimo Davide Rettori liquidava per kot alla terza ripresa lo slovacco Lubo Hantak.

Di Alfredo

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