A Cecina, e per la precisione a Marina dove è situato il Palasport dedicato a Franco Poggetti, era lecito attendersi il pubblico delle grandissime occasioni a sostenere un figlio di questa terra, il superpiuma Floriano Pagliara. Una terra che, nonostante Pagliara sia emigrato negli Stati Uniti da qualche anno, non l’ha mai dimenticato. E la serata di oggi sta qui a dimostrarlo, con il tutto esaurito di pubblico che non ha smesso mai, per un solo istante, di incitarlo e dimostrargli tutto il suo affetto.

 Non c’era dubbio alcuno sul fatto che organizzativamente la manifestazione fosse destinata a brillare degnamente, anche perché fa parte dei festeggiamenti della promoter internazionale per il suo trentennale di attività al servizio del pugilato italiano. Rosanna Conti Cavini e la sua organizzazione hanno dato ancora il meglio di loro in questa riunione messa in piedi con il patrocinio del Comune cecinese e la collaborazione della Boxe Cecina, e in particolare dell’inesauribile Alessio Poggetti e degli altri amici di Pagliara che si sono davvero fatti in quattro. Anche questa riunione è stata organizzata sotto l’egida della Lega Pro Boxe, di cui Rosanna Conti Cavini è vice-presidente, che ha già iniziato la sua attività di rilancio del pugilato professionistico.

La serata si apre puntualissima con un palazzetto già stipato di persone con il programma dei dilettanti, curato dalla Boxe Cecina. Questi i match: proprio Alessio Poggetti, peso medio, amico fraterno e grande sostenitore di questo ritorno italiano di Floriano Pagliara, opposto a Marino De Santis, Florin Prokopchuk contro Osiris Rodriguez della Pugilistica Grossetana diretto da Vincenzo Botti, e Domenico Angiolucci contro Valerio Pirone. I risultati vedono le vittorie di Pirone, Rodriguez e il pari tra  Poggetti e De Santis, tutti dopo tre riprese. Particolarmente significativa la vittoria del giovane Rodriguez, prodotto della scuola grossetana presieduta da Umberto Cavini, che ha praticamente dominato ogni frangente del suo match con buon tecnica e bello stile. Naturalmente incitato da tutto il palazzetto anche il bravo Alessio Poggetti, spesso consigliato anche dai maestri Galbiati e Saxby oltre che da Pagliara stesso che non si è perso il suo match.

A curare il sottoclou professionistico che fa iniziare la diretta di Sportitalia con il commento del bravissimo Franco Ligas, è Umberto Cavini, che nonostante le non ancora perfette condizioni di salute non manca mai di lavorare senza sosta e con ammirevole passione. Stasera il matchmaker grossetano ha voluto un giovane emergente e due grandissimi nomi amministrati dalla figlia Monia a fare da contorno alla serata di Floriano Pagliara. Il giovane emergente è il massimo leggero Rosario Guglielmino, siciliano, che proprio dalla Toscana riprende la sua corsa verso il titolo italiano di categoria, quindi il superpiuma Antonio De Vitis, in odore di titolo continentale, e il ritorno nelle fila dell’organizzazione biancorossa grossetana di Michele Di Rocco. Opposto all’esperto  Gabor Zsalek, il primo pugile del team di Grosseto è quindi Rosario Guglielmino, che l’anno scorso, il suo primo sotto la tutela di Monia Cavini, ha dimostrato grandi numeri cui è chiamato a dare conferma. Arbitrato dalla brava e bella Marzia Simili, il match entra immediatamente nel vivo e già nella prima ripresa Guglielmino dimostra buona tecnica e controlla senza strafare un avversario arrivato per combattere a viso aperto. Già pizzicato sul finire della prima ripresa, Zsalek subisce un conteggio in piedi, poi deve cedere definitivamente sull’inizio del secondo round su un pregevolissimo montante destro. Per Guglielmino è la quinta vittoria da professionista e la sicurezza di sapere che quella presa è la strada buona verso il titolo italiano dei massimi leggeri, perché la potenza del suo destro è certamente dote che non si vede moltissimo nel panorama pugilistico italiano.

Antonio De Vitis non lo scopriamo certo stasera. A sbarrargli la strada stavolta c’é Csaba Toth. Per il pugliese, reduce dai tre round contro Massimo Morra a Viterbo in maggio e dalla vittoria-lampo dopo pochi secondi della prima ripresa a Cuneo contro Kallai, si tratta di tenere desta attenzione e concentrazione in vista del grande obiettivo che non tarderà molto ad arrivare. Con all’angolo Bruno Vottero, il ragazzo di Monia Cavini svolge tranquillamente il compitino per un paio di riprese, lavorando molto di tecnica e tenendo a freno il destro, che esplode in potenza nella terza ripresa, mettendo Toth una prima volta al tappeto, quindi chiudendo definitivamente per ko a metà tempo dopo una combinazione di tre colpi tutti perfettamente a segno. Per De Vitis, uno dei migliori pugili italiani sotto il profilo del rapporto tecnica-potenza, continua la strada verso il titolo europeo dei superpiuma.

Finalmente il palasport ormai colmo di Marina di Cecina può applaudire la tecnica e il pregevole talento di Michele Di Rocco, il superleggero già plurititolato che stasera torna sotto l’ala protrettiva dell’organizzazione di Rosanna Conti Cavini che già lo aveva portato al successo negli scorsi anni, un successo che si è fermato per problemi fisici e di natura personale, problemi di cui il ragazzo, guidato stasera all’angolo dal maestro Vincenzo Botti, è chiamato a dare pronta conferma del loro superamento. Contro di lui Umberto Cavini ha messo quel Robert Cristea che giusto quaranta giorni fa’ si è liberato di forza alla seconda ripresa dell’umbro Valter Fiorucci. Come era facilmente prevedibile, è subito match vero, con Di Rocco che la mette sul piano della forza ma con Cristea che risponde per le rime colpendo al viso e al corpo. Di Rocco si fa allora più prudente e inizia a lavorare bene con entrambe le mani e girando intorno all’avversario. Di Rocco inizia dettando i tempi alla seconda ripresa, ma Cristea lo colpisce con un buon gancio sinistro che l’italiano comunque ben assorbe. Il match si accende sul piano fisico e della potenza, ma Di Rocco non pare certamente a disagio su un terreno che non è certo quello suo proprio. Dopo una lunga fase d’attesa Di Rocco pare più convinto e mette bene in allarme Cristea con colpi dritti di destro e buon jab sinistro, ma Cristea non pare mollare di un centimetro e quando può replica usando la sua potenza. E’ un match piacevole e il pubblico si diverte. La quarta ripresa è sulla falsariga delle precedenti con un Di Rocco più attivo ma con un avversario che lo tiene sempre sulle corde quando attacca. La quinta ripresa non aggiunge nulla a ciò che si è visto, i due pugili già abbastanza provati devono dare vita alla sesta e ultima ripresa, si concedono allo spettacolo e alla boxe a corta distanza, ne esce una ripresa di buonissima intensità con un grande plauso finale del pubblico che è dedicato a entrambi. Vince ai punti un buon Michele Di Rocco, una vittoria importante in vista di un rilancio completo verso un titolo.

Eccoci finalmente giunti al momento che tutta Cecina attendeva: le dodici riprese valevoli per il titolo del Mediterraneo Ibf dei superpiuma tra Floriano Pagliara e il forte ungherese Istvan Nagy, pugile che già si è fatto conoscere in Italia per i suoi numeri e per essere un ottimo tecnico dotato anche di discreta potenza. Potenza che non è mai mancata nei pugni di Pagliara che, nella sua esperienza americana presso la Gleason’s Gym di New York, ha anche imparato a soffrire e a usare la testa e la tecnica piuttosto che affidarsi solamente nella veloce conclusione di forza. Al suo angolo, oltre al maestro Andrea Galbiati, anche uno dei mostri sacri della Gleanson’s, quel Don Saxby che lavora quotidianamente anche con alcuni campioni del mondo. Per Pagliara è un match delicatissimo perché deve portarlo, oltre a quel titolo, anche nelle posizioni di prestigio delle classifiche continentali, cioè far fare il definitivo salto di qualità alla carriera del ragazzo. Il polacco Leszek Jankowiak è l’arbitro chiamato a dirigere queste dodici riprese, mentre i tre giudici designati dalla Ibf, sotto la supervisione di Roberto Rea che dell’Ente è il presidente europeo, sono gli italiani Giovanni Lamusta e Luigi Zaccardi e la danese Berit Andreasen. Commissario di riunione è Giulio Frassinetti, medico del match il professor Mario Ireneo Sturla, del resto della riunione il dottor Franco Caracciolo. Prima del match e dell’Inno nazionali polacco, ungherese e italiano, salgono le personalità sul ring, tra cui il sindaco di Cecina, il Tenente Colonnello Cirianni, il sindaco Stefano Benedetti, il professor Sturla, Patrizia Contri, Umberto Cavini e una elegantissima Rosanna Conti Cavini, accolta da un diluvio di applausi meritatissimi sempre sulle usuali note di “Rosanna” dei Toto. Arriva sul ring Nagy e, avvolto da un incredibile entusiasmo da parte del pubblico che fa tremare l’intero impianto, lo fa anche Floriano Pagliara. Ad accompagnarlo i maestri Galbiati e Saxby. Dopo l’inno di Mameli cantato dalla brava e bellissima Debora Tundo è ora di dare la parola ai pugni.

Smentendo il vecchio Pagliara che si gettava subito nella mischia, questo nuovo è più attendista e propenso e non disdegnare il momento giusto studiando un avversario, Nagy, più alto e dotato di maggior lunghezza di braccia. Già nelle prime due riprese però il ragazzo cecinese si fa certamente preferire mostrando una tecnica molto migliorata, tra cui alcuni ganci e due pregevolissimi montanti  destri che mettono in difficoltà l’ungherese. Nagy cerca in qualche modo di rispondere, ma Pagliara è più attento e più veloce nel rientrare con i suoi colpi. Sul viso di Nagy inizia a fare bella mostra una ferita sanguinante dopo l’ennesimo gancio destro del ragazzo di Monia Cavini. Nella quarta ripresa Pagliara è costretto ad abbassare il ritmo, Nagy ne approfitta per colpirlo con alcuni buoni colpi dritti e fa sua la ripresa. Naturalmente il palazzetto ormai strapieno di gente, probabilmente oltre le tremila unità, incita incessantemente il proprio beniamino. Nel quinto round Pagliara riprende in mano le redini del match, Nagy cerca l’affondo ma stavolta trova sempre l’immediato anticipo o la replica dell’italiano. All’angolo di Pagliara si sgolano Galbiati e Saxby per dargli consigli, difficili da sentire per il totale frastuono del pubblico. Nagy capisce di essere indietro ai punti e attacca nella sesta ripresa, ma facendo così va incontro al destro dritto e al gancio sinistro di Pagliara. Il match si mantiene molto spettacolare e combattuto, nessuno dei due contendenti fa mai un passo indietro. Nel settimo round un incrocio di colpi è pesante per l’ungherese, Pagliara se ne accorge e tenta il knock down, Nagy stringe i denti e resiste in piedi, ma per lui è un round molto pesante. L’ottavo round non aggiunge nulla di rilevante a ciò che si è già visto, all’angolo di Floriano consigliano prudenza e attenzione per gestire il resto di un match che pare nel suo pieno controllo, nel tempo successivo si vive di lunghe fasi di calma piatta fino al feroce finale a due mani di Pagliara che mette ancora in imbarazzo l’avversario. Nella decima ripresa si fanno preferire ancora gli affondi di Pagliara, con l’occhio sinistro di Nagy che continua a sanguinare fluentemente.  Nella penultima ripresa è boxe d’altri tempi: la guardia è abbassata e i due si colpiscono a viso aperto, è maggiore la potenza di Pagliara che mette in serio pericolo l’integrità di Nagy che non cede. L’ultima ripresa è accolta dall’entusiasmo alle stelle del pubblico, non succede nulla di rilevante e il gong finale vede un Pagliara tra le lacrime ascoltare il tributo d’affetto del suo pubblico. Si va alla lettura dei cartellini nella consapevolezza che si è davvero assistito a uno spettacolo grandioso di boxe fatta di coraggio e di colpi portati per vincere. I giudici così recitano: otto punti, nove punti e ancora otto punti, la vittoria è per Floriano Pagliara che cinge al petto la sua prima meritata cintura, con la consapevolezza che la sua carriera finalmente inizia qui e non gli può portare, con questo atteggiamento e questo cuore, altro che belle soddisfazioni.

Si chiude così una serata che per Rosanna Conti Cavini è un autentico trionfo, di pubblico e di spettacolo di pugilato davvero incerto e coinvolgente. Per la vice presidente della Lega Pro Boxe è l’ennesima soddisfazione della carriera. Non è difficile pronosticare un altro successo simile per i pugili della sua organizzazione e gestiti dalla figlia Monia, nello specifico ancora Michele Di Rocco, Alessandro Murgia e soprattutto Giuseppe Laganà che si giocherà il titolo dell’Unione Europea dei pesi mosca contro lo spagnolo Lozano il 5 agosto a Cagliari in una serata messa in piedi dalla Promosport di Tonino Puddu. 

Andrea Bacci – www.andreabacci.org

 

Di Alfredo