di Alfredo Bruno

vasquez_piatti.jpg Una settimana fa circa Ivan Vasquez Saravia, un peruviano di 18 anni, mentre si trovava sulla bretella in direzione della A 24 all’altezza di Palmiro Togliatti, scende dal suo motorino per vedere cosa non va e si dirige nella corsia di emergenza, ma viene investito in pieno da una macchina. Il giovane muore e il suo nome allunga quel triste elenco di vittime della strada, che è diventato ormai una sorta di bollettino di guerra giornaliero.

 Ma Ivan Vasquez non è un nome comune per noi, uno dei tanti purtroppo, perché il peruviano nato proprio a Lima il 25 aprile 1988, lo conosciamo, lo abbiamo visto salire sul ring e combattere. Proprio così e ce ne rinfresca la memoria Franco Piatti, maestro della Lupa Boxe, la società per la quale aveva combattuto il 6 marzo di due anni fa a Isola Liri, fuori torneo in un Campionato Interregionale. Sia Vasquez che Ripa, il suo avversario, pur essendo due esordienti disputarono un eccellente match tra gli applausi degli spettatori. Dopo quel match per un periodo Vasquez ha abbandonato la boxe, ma quest’anno il ragazzo si è ripresentato nella palestra della Lupa Boxe, deciso a riprendere il suo cammino sotto la guida del maestro Piatti e del suo amico e idolo Simone Califano. A settembre sarebbe tornato a combattere con quella grinta e decisione, sue caratteristiche principali. Ma purtroppo non è così perché nel frattempo Ivan si è imbattuto in un avversario troppo forte per lui: il destino.
La boxe laziale e tutto il movimento FPI si associa al dolore dei genitori per la perdita di Ivan. 

Di Alfredo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: