Il Salento, è in attesa di consacrare un nuovo boxeur nel mondo dei professionisti. Il 28enne leccese Antonio Santoro, categoria I Serie kg 69, in forza presso la “Boxe Iaia” di Brindisi, continua ad allenarsi in attesa degli ultimi impegni – con il calendario dei dilettanti – del 2010, per poi attendere il salto nell’elite del pugilato, ed aggiungersi agli altri due pugili professionisti salentini: Emanuele Leo e Giuseppe Loffredo. Santoro, è attualmente il boxeur veterano del Salento, ha vinto due titoli italiani dilettanti, ha fatto parte della nazionale italiana di Patrizio Oliva ed è stato l’unico pugile leccese – degli ultimi quarant’anni – a portare un titolo italiano a Lecce città.

          Santoro, quando hai iniziato ad indossare i guantoni  
          “Oramai parliamo del lontano 1997, quando, per puro caso e, soprattutto spinto da un mio amico, mi sono ritrovato su un ring, ad allenarmi con la società Amici del Pugilato, presieduta da Benito Urso e diretta dal maestro Severino Gagliardi. Ricordo che in quegli anni, la sede della palestra si trovava in un piccolo anfratto ricavato dalla Tribuna Est dello stadio Via del Mare di Lecce, mentre adesso è ubicata in Viale Roma. Fin da subito, sono riuscito a ritagliarmi delle importanti soddisfazioni (Torneo Primi Pugni) e già nei primi anni di attività agonistica, intravedevo il sogno di raggiungere il mondo dei professionisti. Nei primi anni del 2000, sono riuscito ad entrare a far parte del giro della nazionale e, proprio mentre sembrava che andasse tutto verso la giusta direzione, è giunta una terribile notizia che ha sconvolto non poco il mio percorso non solo sportivo”.
          Stai parlando della scomparsa del maestro Gagliardi avvenuta nell’aprile del 2002
          “Purtroppo sì. Quel giorno mi trovavo a Formia con la rappresentativa della nazionale. La notizia della morte del maestro Gagliardi, ha rappresentato la perdita di un’importante guida. Il maestro, era per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, un secondo padre, oltre ad essere un tecnico preparato e meticoloso nella crescita formativa dei suoi atleti. Ricordo che con il maestro Gagliardi, spesso mi intrattenevo per chiedergli dei consigli, prima ancora di farlo con mio padre. Peraltro, la scomparsa del maestro Gagliardi, ha rappresentato un’interruzione anche dell’attività della palestra degli Amici del Pugilato e così mi sono ritrovato ad appendere, per circa un anno e mezzo, i guantoni al muro”.
          Cosa ti ha spinto a tornare a salire sul ring  
          “Il desiderio di continuare ad inseguire l’approdo nei professionisti, ovvero la massima aspirazione per qualsiasi pugile. Dopo la riapertura della palestra degli Amici del Pugilato, peraltro in quel periodo diretta dal maestro Franco Laudisa, purtroppo la mia carriera gravitava in un periodo in cui non si organizzavano molti incontri; così, mi sono ritrovato a girovagare per numerose palestre della provincia di Lecce, senza trovare una collocazione appagante, fino a decidere di raggiungere la palestra della Boxe Iaia di Brindisi, del maestro Carmine Iaia. Oggi, le cose sono cambiate; in provincia di Lecce, esiste un rinnovato fermento pugilistico, anche grazie alla Be-boxe di Copertino del maestro Francesco Stifani, che ha dato una sterzata sostanziale, al torpore degli ultimi anni, riuscendo ad ospitare nel Salento, eventi prestigiosi, mai organizzati prima”.
          Cosa si aspetta dal futuro Antonio Santoro   
          “Anche se è un sacrificio fare la spola da Lecce a Brindisi, continuo ad allenarmi nella palestra della Boxe Iaia, perché oramai ho stretto un rapporto di vera amicizia con tutto l’ambiente. È vero che il pugilato in provincia di Lecce vive un momento di gran rispolvero ma credo si potrebbe fare ancora meglio, magari cercando di impegnarsi ad organizzare più eventi per far salire i pugili sul ring e svolgere un vero match. Per quanto mi riguarda, prossimamente sarò impegnato a Brindisi il 28 di agosto, per poi iniziare a preparare il mio ultimo campionato italiano, da dilettante ed attendere l’ufficialità del mio ingresso nei professionisti, sperando che sia la volta buona.

                                                                                                       Il Delegato Provinciale FPI
                                                                                                              Sandro Turco

Di Alfredo

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