Storie di provincia nel segno di un quotidianità dove amore e vendette sono la costante.

Teodoro Lorenzo – Le streghe di Atripalda, racconti di sport – Bradipolibri – Pag. 220 – Euro 15.00.

Quattordici racconti che hanno il sapore del pane appena sfornato, quello che adesso trovi solo se vai nei paesini dove il fornaio lo cuoce nel forno a legna e lo vende ancora caldo. Come questi distillati che fotografano un mondo forse scomparso o forse no. Demetrio è un mago dei kart, talmente bravo che a lui si interessano per inventarlo pilota nelle gare su strada senza troppe regole. Ci prova e fa tutto bene, ma dopo il traguardo un bambino attraversa la strada all’improvviso,  Demetrio frena di brutto e sbatte la testa. Ospedale e TAC, ma anche l’incontro con Lucia, che aveva cercato per anni di fermarla per dichiararsi. Senza mai trovare il coraggio.  Altro racconto altro tema, passiamo alla lotta grecoromana, c’è l’istruttore che sull’impresa di un tempo, guida la squadra azzurra col gradimento generale. Poi un giorno avviene qualcosa che rompe quel clima. Il capitano Basile costringe Ester la moglie di Igor uno degli atleti, alle sue voglie. Una brutta cosa, ma la vendetta arriva fredda e spietata. In che modo? Leggendo il libro lo saprete. Come saprete se Sebastiano, che sognava di imitare Fausto Coppi, ma era talmente povero che la sua bici era pareva paracarro tanto pesava. Eppure avrebbe vinto al corsa della vita. Con una bici da vero ciclista. Sono storie che ricordano alla lontana le baruffe del Guareschi, quelle tra Peppone e don Camillo. Tutte hanno una morale e fanno riflettere. Lo fa la storia della professoressa Elvira Giuliani violentata da  Gaspare Nardella, perdigiorno da sempre, che ripeté la bravata anche con Tilde. Racconto triste che lascia l’amaro in bocca, anche sembra finisca bene, con la freccia della  vittoria. Da non perdere la storia di Vladimir figlio di un ferroviere comunista viscerale, a sua volta coinvolto in politica. Quando si accorge che sul quel fronte l’univa certezza è la povertà, si inventa caddy e dopo aver boicottato il suo datore di lavoro fino a sabotarne i bastoni. Poi si pente e trova il modo di riparare al danno. Il tutto in un alternarsi di situazioni da storie di provincia. Semplici e affascinanti.

(Giuliano Orlando)

Di Alfredo

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