Sara Corazza è nata a Ferrara e a novembre compirà 24 anni. Si allena nella Costantino Boxe dove si trova in ottima compagnia per quanto riguarda le donne. Da anni viaggia e veleggia ai primi posti della classifica con varie puntate anche in Nazionale. Capelli corti, biondina, con una spruzzata di efelidi sul volto dà l’idea di una svedesina, più che un’ estense purosangue qual è. Ha un record interessante con ben 52 match disputati (+ 32, – 15, = 5) da quando ha esordito nel 2007 ad oggi. La sua prima partecipazione agli Assoluti è avvenuta nel 2010 a San Benedetto dove fu sconfitta nella prima giornata da Monica Gentili. Va meglio a Barge l’anno dopo ma è sconfitta in finale da Silvia Bortot. Nel 2012 corona il suo sogno di diventare campionessa d’Italia a Roseto degli Abruzzi. La città abruzzese sembra portarle fortuna vincendo quest’anno il Guanto Rosa. A Padova agli Assoluti trova disco rosso di fronte a Nunzia Patti al termine di un match avvincente. Il suo peso attualmente oscilla tra i 60 kg. a fatica e i 64kg, anche se non rifiuta avversarie di 69kg.

Cosa porta una ragazza graziosa, dall’apparenza tranquilla, a infilare i guantoni?

Questo è il sesto anno che combatto. Sono entrata in palestra così, per caso, con qualche amico; principalmente per mettermi in movimento perché volevo calare di peso. Poi i miei amici se ne sono andati e mi hanno lasciata sola. Io dopo aver visto gli altri fare i guanti in pratica non sono più uscita dalla palestra.

In famiglia che pensano?

All’inizio erano titubanti, preoccupati per una ragazza che fa uno sport “del genere”. Oltrettutto io di carattere sono l’anticombattività personificata, l’antilitigio per eccellenza, un motivo per dar ragione al loro scetticismo. Il maestro ha cominciato a farmi fare la gavetta con quelle più forti e quando i miei venivano a vedermi, prendevo un sacco di botte. Poi con il passare del tempo si sono ricreduti e sono diventati i miei fans più accaniti, anche se talvolta sono io che cerco di tenerli lontano, perché la loro presenza mi emoziona un po’ ”.

Gli amici che pensano?

Gli amici in pratica ci hanno creduto solo quando mi hanno visto combattere.

Ti seguono?

Si mi seguono e mi sono vicini incoraggiandomi. Però devo essere sincera che gli amici che preferisco avere vicino per la boxe sono i miei compagni di palestra; con loro condivido gioie e dolori.

Che fai nella vita?

Lavoro come cameriera in una pizzeria con degli orari un po’ particolari, spesso lavoro la notte fino a tardi.

Come si svolge la tua giornata?

La norma è lavorare la sera, il pomeriggio mi alleno prima del lavoro. Questa è l’opzione più semplice, perché ci sono giornate che mi alleno anche la mattina, poi vado al lavoro, torno in palestra e rivado al lavoro prima di tornare a casa tardi e sfinita.

Hobbies?

Non ho tempo. Tutto quello che ho lo dedico al lavoro e allo sport.

Cosa ti piacerebbe?

Nei periodi con più riposo mi piace girare e viaggiare.

Qual è il tuo colore preferito?

Il verde. Tutto ciò che è verde. Non so il motivo, ma è sempre stato il mio colore fin da piccola. Mi dà il senso della natura. Per me è tutto verde, spesso mi prendono in giro per questa cosa.

Ti piace la musica?

Moltissimo. Una preferenza in più per il rock, ma ascolto tutto, qualche volta a secondo della mia emotività.

Sei superstiziosa?

Un pochino. Prima di ogni match ho da sempre i miei rituali. Combatto solo con le bende gialle, devo ascoltare una canzone nell’arco della giornata prima del match. Dire qualche cavolata senza senso con il mio maestro.

Ti piace il cinema?

Molto. Io avevo iniziato a studiare scenografia, purtroppo ho dovuto smettere per via del lavoro. Al cinema mi rimane difficile andarci, ci riesco in genere soprattutto d’inverno.

Leggi?

Mi è sempre piaciuto leggere, ma lo posso fare nei ritagli di tempo. Di recente ho letto un romanzo di Fabio Volo, che “ho divorato” in due giorni, una lettura davvero piacevole. Logicamente tutto è condizionato dal tempo e dall’umore.

Come vedi la situazione del pugilato femminile, cosa manca ancora?

Ci tengo a precisare che da quando ho iniziato fino ad ora, soprattutto negli ultimi due-tre anni le cose sono molto cambiate. Prima quando dicevo che facevo il pugilato sembrava una cosa strana, adesso invece ha un suono diverso. Sono migliorate molte cose. Posso anche capire quello che manca, perché siamo inferiori numericamente rispetto agli uomini, forse ci vorrebbe qualche Torneo in più, anche se stanno iniziando a inserire. Non mi lamento, perché sono soddisfatta di come vanno le cose e vedo che le promesse sono state mantenute. Tutto questo si comincia a vedere dalla qualità. A me piace partecipare a Tornei e Campionati, mi piace quello che vedo, quello che trovo, lo stare insieme diventando in pratica avversarie solo quei 12’ sul ring.

(Al. Br.)

 Foto di Luigia Giovannini

Di Alfredo

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