di Giuliano Orlando

MONTESILVANO. Gli europei jr. femminili sono arrivati alle semifinali, i maschi completeranno i podi oggi sabato 1° ottobre. L’alto numero di iscritti (234 maschi e 119 femmine) ha costretto gli organizzatori e veri tour de force, con i due ring posti al Pala Dean Martin, che hanno sfornato match su match. Per conoscere i 104 atleti che saliranno sul podio (13 categorie M/F) si toccheranno i 249 incontri. Diciassette delle venticinque nazioni presenti tra le donne, hanno portato almeno una rappresentante sul podio. Dominatrice la Turchia con sette semifinaliste, tutte molto motivate e anche fisicamente molto forti. A seguire Polonia, Irlanda e Inghilterra (5), Italia, Lituania e Ucraina (4), Croazia, Romania, Grecia e Azerbajan (3), Germania, Cipro, CZE, Spagna, Bulgaria e Ungheria (1). L’Italia guidata da Valeria Calabrese tutto sommato ha rispettato le attese, anche se ha subito la sconfitta di Graziella Schinninà (46) argento uscente, con un verdetto scellerato, data sconfitta dalla turca Duman, che ha condotto tre round all’insegna di sventole e spinte, facendo leva sulla forza, ma ignorando i fondamentali del pugilato. Purtroppo l’arbitro romeno Botez Iulian Valentin ha ignorato tutto, lasciando correre e richiamando nel terzo round entrambe, confermando l’incapacità di saper condurre un match facendo rispettare le norme. Se lasci correre atlete di 15-16 anni, quando saliranno di categoria cosa faranno, se non rissa da strada? I giudici poi seguono da pecoroni e redigono cartellini di conseguenza. Il 3-2 per la turca e un’offesa alla boxe. Il giudice inglese (decisamente antiitaliano) e il lettone hanno segnato un 30-27 fuori da ogni logica, mente l’irlandese ha favorito la turca di misura 29-28. Hanno optato per la Schininà il tedesco e il ceco. C’è chi faceva osservare, come l’ex presidente Vittorio Lai, che all’azzurra è mancata la cattiveria. Osservazione giusta, col particolare che non era facile reagire ad un’avversaria che si gettava addosso e ti bloccava le braccia. Se quella espressa dalla turca è boxe, personalmente, dopo 40 anni di professione, ho una diversa opinione. Le quattro che hanno raggiunto il podio lo hanno conquistato con pieno merito. Nei 52 la romana Vassallo, esordiente con poca esperienza, ha battuto chiaramente la tedesca Dick, anticipandola e muovendosi bene. Per l’accesso in finale trova la cipriota Abdullatif, ovvero l’oro europeo schoolgirl (2019) e quello 2021 jr. battendo in finale la nostra Schininà. Salita di categoria è stata anche facilitata dal forfait dell’ucraina Svertova. Nei 57 Sara Battistelli di Latina è andata oltre le previsioni, superando la quotata turca Odun e nei quarti la kosovara Canulli, con una boxe decisa e continua, dando consistenza all’azione. In semifinale c’è la greca Kouzilou, dal ritmo impressionante, capace di battere l’inglese e la polacca. Sarà battaglia, ma l’azzurra non si tirerà indietro. Terza semifinalista l’altra romana Ginevra Muzzi, vincitrice della romena Andor e della slovena Naca. La prima arresasi al terzo round, la seconda ai punti con relativo conteggio. L’azzurra classe 2007, bronzo lo scorso anni agli europei scolare, è forte e fa male. Questa potenza non deve però risultare l’unica tattica, che in semifinale contro la longilinea irlandese Lyndon potrebbe risultare negativa. La Muzzi sa anche boxare e aumentare la velocità dei pugni. Non erano in molti a prevedere il podio per Amina Golinelli (66), la brevilinea emiliana di Budrio che aveva raggiunto il bronzo nelle schoolgirl 2021, è in costante crescita, con una boxe d’attacco, facendo leva sulla velocità di braccia e mobilità delle gambe. L’irlandese Murphy partita a mille, si è trovata davanti una rivale che sapeva schivare e rientrare con precisone. Dopo un primo round concesso alla nostra solo 3-2, nel secondo il dominio azzurro era talmente chiaro che finalmente i cinque giudici riconoscevano la superiorità della Golinelli. Il terzo non aveva storia e l’arbitro tedesco Klimt, dopo due conteggi rimandava l’irlandese all’angolo. Emblematica la situazione dei giudici. Romeno e bulgaro segnavano alla fine del secondo round 20-17 e 20-18, l’israeliano 19-18, ma incredibilmente, estone e lettone avevano 19-19! Questi giudici non sono all’altezza del ruolo e vanno esclusi. Diversamente capovolgono la realtà del ring! Per la altre quattro azzurre, il compito risultava proibitivo, esclusa la Marongiu (48) ha lottato con coraggio contro la turca Kokduman e come al solito, i 3-2 favoriscono sempre le avversarie delle italiane. Nei 50, la spagnola Gutierrez ha imposto la propria boxe a distanza ad una Barca non troppo decisa. Sia la Tosadori (54) che la Molinaro (70) pur battendosi con coraggio hanno affrontato avversarie più forti ed esperte. Nei 50 la turca Benek puntando sullo scambio a prevalso nettamente contro la veronese Tosadori, troppo timida nelle repliche. Nei 70 kg., la polacca Araszewska aveva una marcia in più sulla generosa romana Molinari, che ha lottato fino all’ultimo pur avendo capito che l’avversaria l’anticipava nove volte su dieci. Il problema dell’Italia nelle categorie giovanili e l’inesperienza sul ring. Contro avversarie che si presentano con oltre 50 incontri e anche oltre, il nostro ruolino e sotto i 20 match. Per vincere dobbiamo inventarci exploit. Questa la realtà e la federazione deve fare programmi concreti per ovviare ad una situazione che sta diventando abituale. Nei maschi, sono già sul podio Christian Sarsilli (80) che ha costretto alla resa il serbo Teofilovic al primo round e il siciliano Gabriel Morale, che dopo aver battuto netto il turco Celebi, è arrivato in semifinale senza combattere per il forfait dell’ucraino Zakharchenko, la cui federazione è stata sospesa dall’IBA, per aver esonerato il presidente nazionale, ritenuto in sintonia con la politica russa. Una situazione spiacevole e anche preoccupante, col rischio che si creino due federazioni ucraine in contrapposizione. Non solo i molti wo, hanno favorito nazioni, mentre per altre è successo il contrario. Oggi sabato hanno combattuto Mencaroni (46) contro il bulgaro Popov; Dell’Aquila (50) contro l’armeno Safaryan, Perrone (54) con l’inglese Maca, Crucillà (52) contro il lettone Sidorenko, Harpula (63) opposto all’inglese Barrett, Savarese (66) col turco il Babbat, Cirillo (75) e il romeno Teodosescu, il +81 Guida contro l’rlandese Olaniyan e infine il romano Marsala (48) contro il polacco Grodzicki. Nove incontri sulla carta molto, molto difficili.  Vedremo alla fine il bilancio della squadra guidata da Franco Federici, col supporto di Simone Autorino. Di certo, tutti saliranno sul ring per vincere,

 

 

Di Alfredo

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