Panariti-Senna-cover1Senna. Cronaca di una tragedia – Franco Panariti – Absolutely Free Editore – Pag. 220 – Euro 15.00.

Sono trascorsi vent’anni dalla morte di Ayrton Senna, ma la storia di questo pilota unico e indimenticabile sembra ancora lontana dall’ultimo capitolo. Se il Brasile ne custodisce le spoglie, il mondo della F1, continua a chiedersi perché è avvenuta la tragedia. Il libro è un apporto ulteriore nella descrizione delle ultime ore, minuti e secondi, asciutto come l’aria d’altura. La vigilia del Gran Premio a Imola viene percorsa da nubi nere come la pece. Sta montando la protesta dei piloti che si sentono in pericolo. Le prove in pista confermano il malcontento. Rubens Barrichello finisce in ospedale, ma per fortuna se la cava con qualche punto e la voglia di riprendere al più presto. Non così per Roland Ratzenberger austriaco debuttante sulla Simtek, schiantatosi a quasi 315 km/h contro il muretto esterno della curva Villeneuve. Senna è turbato, non prende parte alle prove del pomeriggio. Un presagio? Il giorno maledetto è il primo maggio 1994, il Gran Premio è quello di S. Marino, al sesto giro Senna è in testa, inseguito da Schumacher. All’uscita del Tamburello il dramma. Descritto da ogni angolatura, come il resto di una storia dove lacrime, rabbia e troppi interrogativi non trovano ancora risposta. L’autore descrive situazioni imbarazzanti, come i resti della FW16, in un box da oltre sei mesi, sotto sequestro, praticamente incustoditi. Osserva quello che resta, lo scheletro impressionante dell’auto, dove ai pezzi meccanici si trovano anche un guanto di Senna e i segni del sangue, dell’olio e del grasso.  Racconto che riguarda il prima e il dopo, il rapporto con i team nei quali è transitato, simpatie e antipatie. Ayrton  non è soggetto facile: ombroso e sospettoso, ma talmente professionale da toccare la mania. Vive in simbiosi con l’auto che guida. Idolo assoluto del Brasile, ad ogni vittoria allaga il mondo dei fans. Possiede un fascino misterioso con quel sorriso timido e i lunghi silenzi. Non è un affabulatore, la sua voce la mostra in corsa, dove non dice a nessuno: “prego si accomodi”.

Giuliano Orlando

Di Alfredo